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Etciù, salute… controlliamo!

Ci sono alcuni “comportamenti” umani, che se visti in un gatto, fanno subito scattare ilarità ed un senso di tenerezza come non mai. Ad esempio, il gattino che starnutisce, è buffo. Se starnutisce, una, due volte… ma non lasciamoci troppo prendere dal lato “dolce”. Osserviamo con attenzione.

Certo, uno starnuto ogni tanto è normale, magari s’è infilato in un angolo della vostra casa pieno di polvere perché non riuscite a raggiungerlo con l’aspirapolvere, ma loro sì. Ma se il fenomeno è catalogabile come “ricorrente”, allora bisogna prestare molta attenzione, non solo per la sua salute, ma anche per la vostra.

Ad esempio potrebbe essere il campanello d’allarme per una allergia. La causa potrebbe essere il polline, gli acari della polvere, prodotti per la pulizia domestica o il fumo delle sigarette. Tali elementi, oltre ai frequenti starnuti, potrebbero causare anche ad irritazione al naso, e agli occhi, ed anche alla pelle, per cui, controllare! Anche dal veterinario, mi raccomando.

Altri elementi irritanti ma non portatori di allergie, potrebbero essere dati dalla caccia ai topi o agli scarafaggi che i felini domestici spesso praticano, magari in un giardino più che in un appartamento al decimo piano, anche se gli scarafaggi sono abbasatanza intraprendenti e certe “quote” le possono anche raggingere. In tal caso, bisogna anche ipotizzare una possibile presenza di “vermi” che vanno subito eliminati. Sverminator ci può aiutare!

Se il vostro micio ha più di tre anni, controllate se il suo starnutire è associato anche ad alito cattivo, nel qual caso potrebbero esserci problemi dentali o alle gengive. A parte il fatto che sono cose piuttosto fastidiose, sono anche abbastanza importanti per la salute del felino. Se è presente spesso anche del muco intorno alle narici o agli occhi potrebbero esserci problemi legati ad una infezione virale o batterica alle vie respiratorie. Se di origine batterica, una visitina dal veterinario per un bel ciclo di antibiotici è inevitabile, se invece è virale, tipo l’herpes felina, il fastidio seguirà il suo corso ed il gatto rimarrà a vita un portatore.

Non preoccupatevi, l’herpes felino non si diffonde agli umani. Sono altri i pericoli per un eventuale contagio infraspecifico: infezioni da funghi come la tigna, infezioni da protozoi come la Giardia oppure, anche se la questione è molto discussa, però non posso non citarla, la Toxoplasmosi. In più, gatti con parassiti intestinali come gli ascaridi, possono passarli agli uomini anche attraverso il terreno contaminato, per cui smettetela di rotolarvi nella lettiera del gatto per divertimento vostro o dei vostri bambini.

Anche la rabbia è tra le malattie passabili tra gatto e uomo. Molto meno probabile della famosa Malattia da graffio di gatto (si chiama così), causata indovinate da cosa? Da un morso o da un graffio del micio che vi passa la bartonellosi, (negli Stati Uniti, 25.000 casi all’anno!)

Ok, Ok, non allarmatevi più di tanto! Prendete il vostro gatto, abbracciatelo, accarezzatelo, sbaciucchiatevelo, sempre che lui se lo faccia fare. Pensate però anche alla sua salute, ed alla vostra. I gatti sono un po’ ipocondriaci, se non stanno bene, cercano di nasconderlo, ma se notate comportamenti anomali, per l’appunto, una serie di starnuti non normale, allora è il caso di un controllino.

Fonte| Trad. ed adattamento da  Animal Planet
Fonte Immagine| Care2

Il medico risponde: tempo di raffreddore

Cari amici,

 quanti di noi in questo periodo stanno facendo i conti con starnuti, mal di gola e qualche linea di febbre.

Anche i nostri amici gatti sono più soggetti in questa stagione ad ammalarsi e i motivi sono gli stessi che per noi umani: improvviso calo della temperatura, sbalzi termici  e la diffusione di virus patogeni.

 I gatti infatti sono soggetti ai virus influenzali e possiamo essere noi stessi a contagiarli. I sintomi più diffusi sono starnuti, scolo nasale e scolo oculare. In corso di laringiti e tracheiti è presente anche la tosse, che non sempre è facile distinguere dal vomito  in quanto l’atteggiamento che ha il gatto quando tossisce è molto simile a quello che ha quando vomita, e spesso le due cose si verificano in conseguenza l’una dell’altra.

Il micio che vive sia in casa che fuori è sicuramente più soggetto, in quanto è più esposto agli sbalzi di temperatura tra interno ed esterno della casa e può bagnarsi più facilmente in caso di pioggia. La muta autunnale di un gatto che vive in casa non garantisce una copertura efficace dal freddo in quanto non è completa, in relazione alla presenza del riscaldamento all’interno dell’abitazione che mantiene le temperature intorno ai venti gradi.

Se oltre a starnutire il gatto è restio a muoversi e l’appetito diminuisce allora è possibile che vi sia anche febbre, per cui vale la pena, se i sintomi persistono, portarlo in visita dal veterinario. Se si tratta di una forma virale banale, si risolverà nel giro di qualche giorno con il solo aiuto di un antinfiammatorio per diminuire la congestione delle mucose nasali e l’ irritazione della gola e un supporto nutrizionale adeguato. Qualora invece la febbre sia riconducibile ad una forma batterica primaria o secondaria alla malattia virale occorrerà somministrargli un antibiotico.

Nel gatto può essere utile l’utilizzo dell’aerosol per le affezioni delle vie respiratorie, che viene effettuato posizionando il micio all’interno del suo trasportino e coprendo il tutto con un asciugamano. Non tutti i mici amano questo tipo di intervento terapeutico, ma se ben tollerato è senz’altro un ottimo  metodo per liberare le vie aeree e somministrare farmaci.

Alcune malattie respiratorie proprie del gatto possono comparire in questo periodo quando le difese immunitarie sono già debilitate. Tra questi vi sono la calicivirosi, la rinotracheite da herpesvirus e la clamidiosi. Se il micio non è vaccinato, è sempre bene prendere in considerazione queste patologie che possono colpire anche i gatti che vivono in casa proprio per il calo delle difese dell’organismo.

Anche per i nostri gatti esistono dei principi attivi in grado di stimolare le difese immunitarie che possono essere somministrati soprattutto ai soggetti più predisposti, quali gattini piccoli, anziani o debilitati.

Per concludere, il raffreddore rappresenta nei nostri gatti una patologia molto comune durante tutto l’anno ma è soprattutto nel periodo invernale che le condizioni climatiche (e quelle di salute dei proprietari!) possono aumentarne l’incidenza.

 

 

Foto:http://arquitectura.com.ar