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Slow Cat Motion

Una delle tante cose che mi affascinano, e non sono poche, sono le riprese slow motion, ovverosia quel modo di registrare le azioni che usa al momento della ripresa molti più fotogrammi al secondo di quanti poi ne verranno usati per la proiezione. Non chiedetemi esattamente a quanti frame al secondo bisogna registrare un evento perché sia considerato slow motion.
Un amante dei gatti, giapponese, ha fatto ciò che spero di poter fare presto anch’io con la mia fotocamera: riprendere i suoi felini mentre saltano per cercare di acchiappare un giocattolo.

Guardate il video con attenzione e scoprirete con quale grazia e coordinazione i gatti saltano e ruotano in aria per atterrare in maniera corretta sul pavimento. Ad un certo punto si vede come uno dei gatti faccia “presa” sullo specchio per potersi dare un ulteriore slancio verso l’alto. Nel video lo usa semplicemente come sponda, ma avrebbe potuto risaltare da quel punto. Questa tecnica me la insegnarono, durante il periodo di addestramento nell’esercito, per scavalcare  o salire su muri che mai in vita mia avrei pensato di dover affrontare, riuscendo nell’impresa. Inoltre è una tecnica base per chi pratica il parkour ed i gatti la usano da sempre.

Ogni volta che guardo questo video cerco di capire come muovono la coda, la testa e le zampe per mantenere il coordinamento, e tutte le volte mi vengono in mente nuove domande. Per trovare le risposte non devo far altro che continuare ad osservare il mondo dei gatti.

Facile come bere un bicchiere d’acqua

Molte volte vi sarà capitato di fare una tale affermazione per indicare una cosa, un’azione, che si esegue in maniera semplice, naturale. Noi umani possiamo bere in almeno due modi: o sfruttando la forza di gravità o usando una cannuccia. Vi siete mai chiesti come bevono i gatti?

Io più che altro sento il rumore che fanno quando si avvicinano alla ciotola, ed ogni tanto mi fermo affascinato ad osservarli mentre mettono la testa sotto il rubinetto aperto per intercettare l’acqua corrente, che è la loro preferita.

Ho scoperto che anche il bere un po’ d’acqua, per i gatti, è un gesto altamente elegante e una meraviglia di fisica applicata. Io pensavo che mettessero la linguetta a cucchiaio e via. Certo, come no!

Sono anni che i fisici studiano il modo di bere dei gatti, ma solo con la slow motion sono riusciti a capire esattamente cosa accade. Provo a spiegarvelo.

Tanto per incominciare i gatti non immergono la lingua nell’acqua come fanno ad esempio i cani, che la usano come un mestolo. Le riprese ad alta velocità mostrano che l’unica parte della lingua del gatto che tocca l’acqua è la superficie superiore. Tocca appena la superficie del liquido ed immediatamente si ritira. Facendo così, si forma una piccola colonna d’acqua tra la lingua in movimento e la superficie del liquido. Allora il gatto chiude la bocca, e “pizzica” la cima della colonna per un bel sorso d’acqua, senza bagnarsi il mento.

Sembra un sistema laborioso ed inefficiente, in realtà è molto più efficiente di quanto sembri. Pensate di battere la mano sulla superficie di una piscina. A causa della tensione superficiale molta acqua rimane per un breve periodo attaccata al palmo della mano, ma voi non siete così veloci da chiudere la mano in tempo per afferrarla. Il gatto lo è. E sfrutta anche il fatto che l’acqua si muove verso l’alto per inerzia dopo che la lingua si ritrae. Il gatto istintivamente sa quando chiudere la bocca e sfruttare tutte queste regole della fisica. Gravità, inerzia, tensione superficiale, attrito, velocità. Aveva ragione Leonardo da Vinci: “Anche il più piccolo dei felini, il gatto, è un capolavoro.”