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Il Medico risponde: un “dolce” problema

Restiamo in tema di gatti sovrappeso e parliamo questa settimana di una patologia comune nei nostri amici felini: il diabete mellito.

Secondo studi recenti l’incidenza del diabete mellito nei gatti è aumentata negli ultimi anni; tra le cause di questo incremento vi è un errato stile di vita e una scorretta alimentazione che comportano, soprattutto negli animali che vivono in casa, una tendenza all’obesità. L’obesità costituisce essa stessa una patologia, in quanto predispone non solo al diabete, ma anche a molti altri problemi che mettono in pericolo la vita del nostro micio.

Il diabete mellito è un disturbo della produzione di insulina, l’ormone che regola la sintesi e l’assorbimento del glucosio da parte delle cellule dei tessuti del corpo. Essa viene prodotta dal pancreas in seguito alla presenza di glucosio nel sangue e funziona come una chiave che permette l’entrata dello zucchero nelle cellule, le quali lo utilizzeranno immediatamente oppure lo stoccheranno come riserva energetica a seconda delle necessità.

Nel gatto diabetico, in presenza di alti livelli di zucchero, l’insulina o non viene prodotta in quantità sufficiente oppure, anche se prodotta, non è in grado di agire sulle cellule dei tessuti per l’instaurarsi di un fenomeno di resistenza. In conseguenza di ciò, lo zucchero si accumula nel sangue (iperglicemia), viene escreto con le urine (glicosuria) e determina la comparsa dei sintomi più conosciuti di questa patologia: sete e fame intensa.

L’aumento della sete (polidipsia) è conseguente alla presenza di glucosio nelle urine che richiama per osmosi liquidi nei tubuli renali dove l’urina si forma, causando un aumento in volume della quantità prodotta. La conseguenza è che il gatto si disidrata e avverte la necessità di bere di più.

 L’aumento della fame (polifagia) dipende dall’incapacità delle cellule del centro regolatore della fame, situato nel cervello, di assimilare il glucosio, per la mancata azione dell’insulina. Il nostro micio sentirà pertanto il bisogno continuo di mangiare, nonostante la presenza di un elevato tasso di zucchero nel sangue. Ciò che si verifica è che malgrado l’aumento dell’appetito, il micio dimagrisce perché l’energia introdotta con la dieta non viene assorbita.

Sete, fame, aumento della produzione di urina e dimagramento sono spie che devono metterci in allarme e richiedono un approfondimento. La diagnosi di diabete si basa sul riscontro di alti livelli di glucosio nel sangue e nelle urine.

La cura dipende dal tipo di problema e si basa principalmente sulla correzione dell’iperglicemia, attraverso la somministrazione di insulina e di un corretto regime dietetico. In alcuni casi sarà necessaria la terapia con insulina, mentre in altri potrà bastare la correzione della dieta, che deve essere ricca di proteine e a basso contenuto di carboidrati.

L’obesità, come abbiamo accennato, è un fattore di rischio per lo sviluppo del diabete nel gatto così come nell’uomo. Elevati tassi persistenti di glucosio nel sangue portano ad una diminuzione di sensibilità delle cellule dei tessuti all’insulina e in seguito ad una ridotta produzione da parte del pancreas. Anche l’impiego di farmaci quali corticosteroidi (cortisone) e ormoni (progestinici) possono ridurre la sensibilità all’insulina.

Non sempre il diabete una volta che si manifesta, accompagna il gatto per tutta la vita. In una certa percentuale di casi ci può essere la remissione della malattia a distanza di qualche mese dall’instaurarsi della terapia. Per questo motivo è importante formulare al più presto la diagnosi.

Noi “umani” sappiamo benissimo che per stare bene abbiamo bisogno di una dieta equilibrata e di regolare movimento; lo stesso vale per i nostri amici gatti che condividono loro malgrado le nostre abitudini e il nostro stile di vita. Si può infatti fare molto per sfavorire l’insorgenza di questa ed altre malattie garantendo al micio un’alimentazione adeguata ai suoi bisogni fisiologici e favorendone l’attività fisica.

Foto: http://gattoegatti.com/gatto-news-curiosita/

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Il vostro gatto è ciccione? (seconda parte)

L’obesità è una caratteristica condizione della società moderna, ipercalorica ed a bassa attività fisica. Colpisce gli uomini e chi conduce una vita al loro fianco.

Una volta accertata tale condizione nel nostro felino, vediamo come fare per trattarla a dovere. Innanzitutto cambiando la dieta per abbassare l’apporto calorico, o usando prodotti ad hoc, o semplicemente diminuendo le quantità. La seconda ipotesi ha varie conseguenze collaterali, ad esempio avere il vostro gatto molto più spesso tra voi ed il monitor del computer, con una petulante richiesta di uno spuntino. Per abbassare l’apporto calorico, possiamo aumentare le fibre e l’acqua per saziare il gatto. Ricordatevi però sempre che i gatti sono fatti apposta per alimentarsi a proteine e la zuppa di farro non rientra nelle sue preferenze. Inoltre dobbiamo assolutamente fargli fare più esercizi, e su questa cosa vi potete scatenare in migliaia di giochi, basta dedicargli un po’ più di tempo e di fantasia nell’intrattenimento.

Tutti in casa dovete darvi da fare per raggiungere lo scopo: far dimagrire il gatto. Un bel diario è sicuramente utile, dove potete annotare ogni variazione di dieta, di peso ed anche di comportamento. Sarebbe meglio che una sola persona si occupasse dell’alimentazione, così tiene tutto meglio sotto controllo, mentre gli altri possono darsi da fare nell’inventare giochi e ed esercizi.

Certo per ottenere risultati la dieta deve essere prescritta dal veterinario e progettata appositamente con lo scopo di abbassare il peso. Le dosi devono essere accuratamente seguite, scrupolosamente e le chicche dovranno essere evitate, oppure sostituite con un bel pezzetto di carota. Ricordatevi sempre che stiamo parlando di salute.

I controlli andrebbero fatti ogni 4-6 settimane per vedere se la pianificazione alimentare sta ottenendo i risultati aspettati. Appena il peso del gatto si avvicina alla sua forma ideale, l’apporto calorico andrebbe ulteriormente ridotto per mantenere la perdita di peso. Ad un gatto ci vogliono circa 8-12 mesi per raggiungere il peso ideale, e lo fanno se tutti i membri della famiglia rispettano le regole.

Ma se dietro l’obesità si nasconde una patologia diversa, allora la dieta non è sufficiente e vanno seguite anche altre strade.
A esempio per il Diabete mellito, sono necessarie varie visite di controllo per monitorare le dosi di insulina e la loro efficacia. Anche la tiroide deve essere controllata regolarmente, specie se il gatto inizia a perdere peso velocemente.

Come vedete, l’essere grassi è una condizione fisica che ispira simpatia, sia negli umani che nei gatti. Ma non bisogna prenderla sotto gamba, ed è per questo che ne continueremo a parlare.


Il vostro gatto è ciccione? (prima parte)

Immaginate di condurre una vita del genere: vi svegliate la mattina alle 8,00, colazione, un riposino dopo colazione, un po’ di televisione, a chattare su Facebook con un po’ di amici, riposino per distendersi le mani, spuntino di mezza mattina, pennichella preparatoria al pranzo, pranzo, pennichella post prandiale, internet in cerca di gattine, “mi distendo un attimo che devo pensare”, merenda, un po’ di sana lettura, pennichella preparatoria alla cena, cena, pennichella prime time, televisione, verso mezzanotte mezz’ora di salti, poi stanco a letto fino al mattino seguente. Andate avanti così per due, tre anni. Secondo voi, come diventate? Se ci pensate bene, il vostro gatto, se abitate in un appartamento, mediamente conduce una vita del genere. Lo vedete un po’ sovrappeso? Strano!

L’obesità è per definizione l’eccessivo accumulo di grasso corporeo. Almeno il 25 per cento di tutti i gatti domestici sono considerati obesi o probabilmente lo diventeranno. L’obesità è la condizione di salute correlata alla nutrizione più comune nella nostra società ed anche in quella felina
La cusa principale è ovviamente la sovra alimentazione e la mancanza di esercizio fisico. Quando l’apporto calorico eccede la quantità di energia bruciata, ciò che avanza diventa grasso, è matematica. Sappiate che solo l’1 per cento in più di apporto calorico può portare ad un aumento del 25 per cento oltre il peso ideale raggiunta la media età.
La maggior parte dei possessori di gatti non riconoscono la condizione di obesità dei propri coinquilini fintanto che non è il veterinario a dirglielo, dopo che l’ha visto magari per tutti altri motivi. La maggior parte degli animali domestici iniziano ad aumentare di peso molto lentamente e solo un costante monitoraggio del peso può rivelare l’insidiosa natura della condizione di gatto obeso. Rileggendo, a dire il vero, potrebbe essere valido anche per un umano.

I gatti sovrappeso, sono teneri alla vista, ma possono presentare alcune problematiche per loro molto fastidiose, come difficoltà respiratorie, di deambulazione, intolleranza al caldo o all’esercizio fisico.

Per diagnosticare l’obesità e quindi provvedere ad una dieta per il controllo del peso, ci sono alcuni esami da fare, come il veterinario sicuramente sa.

A parte una visita veterinaria globale, con annessa misura del peso corporeo ed una valutazione generale dello stato di salute, è utile lo “storico” delle variazioni di peso del gatto, un po’ come si fa con i bambini nei primi mesi di vita, per capire il modello di crescita e di aumento di peso in modo che possa far capire se tale fenomeno possa essere legato ad un particolare evento o ad un cambiamento nell’ambiente di crescita, che ha fatto scattare l’aumento di peso.
Gli esami del sangue sono molto importanti, come il profilo del siero e le analisi delle urine, per capire se è imputabile ad altre cause non evidenti. Tutto ciò per comprendere quale tipologia di “dieta debba esssere iniziata per iniziare il processo di riduzione o mantenimento del peso.

Se vi trovate in queste condizioni, dovreste inizare a fare un vero e proprio monitoraggio delle porzioni quotidiane di cibo che il micio divora ed iniziare a programmare una serie di esercizi fisici da far fare al cicc… gattino.

Nei prossimi giorni continuiamo l’argomento che è molto ricco (di grassi) ed importante.