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La pennichella invernale

Se le giornate si fanno sempre più grigie e fredde, cose c’è di meglio se non una bella pennichella accanto al tuo migliore amico?
In un attimo hai affetto e calore corrisposto… corrisposto? Be’, sul concetto di “corrisposto” esistono varie teorie.

Il gatto di Simon ha la sua teoria.
Non so a voi, ma mi è venuta una gran voglia di acciambellarmi sul divano!

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Guanti caldi e cappelli di feltro.

Spesso siamo rigidi come il tempo d’inverno, grigi come è il cielo sulla nostra testa. Dimentichiamo la tenerezza, i sogni dietro scrivanie colme di lavoro.  Carte su carte, libri su libri. Ogni distrazione causata dalle persone ci incupisce ancora di più e ci fa solo pensare a quanto ancora abbiamo da fare. Poi arriva il gatto. Si distende sui fogli, mordicchia le penne, dice: “Sono qui! Sono qui! Fammi le coccole! Fammi giocare!”, e ancora, “Basta lavorare!”. Se prima irritati, poi sempre più ammorbiditi. Se prima musoni, poi con il sorriso e la dolcezza nel cuore. Non sono guanti caldi e cappelli di feltro a scaldare le giornate d’inverno, sono le fusa di quel gatto rompiscatole a scaldare l’umore.