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I nodi vengono sempre al pettine

Se per caso notate che si stanno formando dei ciuffi più grossi del normale sul pelo del vostro gatto, le ipotesi sono due.
a) Il vostro gatto è diventato un amante del Reggae ed ha deciso di farsi crescere i dreadlocks, la tipica capigliatura dei Rasta Jamaicani, che nasce proprio per assomigliare alla criniera del leone, simbolo della tribù di Giuda, tribù dalla quale discende Ras Tafari.
b) Non pettinate abbastanza il vostro gatto.

Poiché credo sinceramente che la seconda ipotesi sia quella più plausibile, vi suggerisco un po’ di metodi per sciogliere questi nodi dal pelo, perché sono piuttosto bruttini, possono anche dare fastidio ed a me il Reggae non piace. La maggior parte delle volte, i nodi si formano perché il gatto non si liscia il pelo sufficientemente bene e con l’andare del tempo i ciuffi diventano sempre più difficili da sciogliere e si complicano sempre di più. Per questo è buona norma spazzolare il pelo del micio almeno una volta alla settimana.

La liberazione dei grovigli può apparire piuttosto semplice, ma si nascondono diverse insidie nelle operazioni da fare. Molti di questi nodi che si sono formati, sono molto molto prossimi alla pelle, così bisogna stare molto attenti a non fare taglietti con le forbici mentre si eliminano i nodi.

In ogni caso, bisogna iniziare spazzolando e pettinando bene bene il micio. Se i nodi si sono appena formati, una bella spazzolata può risolvere già tutto.
Se invece rimangono, provate ad insistere con lo spazzolare, con delicatezza, proprio intorno a dove si è formato il groviglio, avvicinandosi all’attaccatura. Se tutto ciò non è servito all’eliminazione degli antiestetici nodi, è l’ora delle forbici. Se avete le macchinette per tagliare i capelli, le cosiddette clippers, sarebbe meglio, sono più sicure ed efficaci. Non tutti sono dotati di clippers, per cui, se proprio bisogna rimuovere i grovigli, usiamo le forbici. Vedremo come.

Il Metodo Pettine
Se è possibile, prendete un pettine a denti sottili e fatelo scivolare tra il nodo e la pelle. In questo modo evitate di far venire a contatto la pelle con le forbici. Una volta posizionato il pettine tra la pelle ed il nodo, tagliate il pelo tra il nodo stesso e la pelle.

Il Metodo di Sfoltimento con le Forbici
Se non riuscite a posizionare il pettine tra la pelle e l’ammasso peloso, aprite le forbici e mettete con attenzione una lama attraverso la base del groviglio. Tagliate il nodo verso l’alto allontanandovi dalla pelle. Non tagliate nella stessa direzione dell pelle. Tagliando il nodo verso l’alto dividerete la matassa e ciò vi consentirà di pettinare via il resto.

Il Metodo di Rimozione con le Forbici
Il modo più sicuro di rimuovere il groviglio di peli con le forbici è anche quello più lento e noioso. Mettete una lama delle forbici aperte attraverso un sottile strato di peli vicino alla base del nodo. Assicuratevi di riuscire a vedere la lama. Tagliate lentamente il pelo, assicurandovi di non toccare la pelle. Continuate fino all’eliminazione totale del groviglio. Mi raccomando, dovete veder sempre dove mettete la lama, e che sia visibile attraverso i peli.

In ogni caso il modo migliore, come sempre, è spazzolare bene bene il pelo ed evitare che si formino gli antipatici grovigli. Oppure diventare dei grandi Cat Hair Stylist. Oppure andare a vivere in Jamaica. A voi la scelta!


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Il gusto e l’olfatto

Il senso dell’olfatto

A prescindere dal fatto che viva in cattività o libero nella natura selvaggia, un gatto tiene costantemente sotto controllo gli “aromi” che gli ruotano attorno per valutare i rischi e cogliere le opportunità che l’ambiente circostante gli può offrire. Uno “sniff” di valutazione aiuterà a capire al felino se il bocconcino che gli si presenta davanti è buono da mangiare, ed allo stesso modo gli servirà per fiutare il meno piacevole odore di un potenziale nemico che gli si sta avvicinando troppo. Anche la procreazione nei gatti deve molto all’olfatto: il messaggio che la femmina rilascia per far capire che è pronta all’accoppiamento è contenuto come aroma nelle sue urine.

La Lingua

Il fatto di avere delle papille gustative estremamente sensibili e “raffinate” ha creato intorno ai gatti la loro reputazione di animali schizzinosi. Vi capita mai di proporre un nuovo tipo di cibo umido al vostro coinquilino felino, così tanto per cambiare gusto e ricevere come risposta uno sguardo del tipo: “…e questa che roba è? se vuoi te la mangi te”. Non lo fanno per essere antipatici o snob, il grande punto evolutivo che hanno raggiounto è che il loro senso del gusto è sviluppato in maniera tale da riuscire a far capire loro, non solo se il gusto è buono o meno, ma anche per capire se quello che stanno per mangiare fa bene o no alla loro salute.

Sulla lingua hanno delle file di appendici uncinate, dette papillae (non gustative), che coprono il sopra, i lati ed il retro della lingua e della gola. Ciascuna di esse può ospitare da poche dozzine a diverse migliaia di papille gustative. Tenete presente che un cane ha circa 2.000 papille gustative su tutta la lingua.

Come altri carnivori, i gatti preferiscono gli alimenti salati, amari ed acidi, mentre evitano i sapori dolci. Hanno svariati problemi con la digestione degli zuccheri e spesso, se ne mangiano, possono avere episodi di diarrea. Ci sono poi dei casi in cui i gatti domestici si lasciano “affascinare” da alcuni sapori rivelando un “dente dolce” particolarmente attratto dalla cioccolata (che per loro è veleno) e l’uvetta.

In ogni caso, i gatti preferiscono i grassi e gli aminoacidi che si trovano nella carne, e spesso ne mangiano solo alcune parti, con una scelta che si basa essenzialmente sul gusto. Stessa base con la quale scelgono i croccantini. Quando un gatto, per una qualsiasi ragione, non dà retta al suo “giudizio” ed assaggia qualcosa di sgradevole o velenoso, incomincia a salivare moltissimo per espellere l’alimento dannoso. Inoltre è la tipica reazione alle medicine che assumono per via orale.

Le lingue dei gatti, oltre ad essere dei noti biscotti,  sono ben oltre un semplice organo del gusto. Chiunque sia mai stato leccato da un gatto sa quanto siano ruvide le loro lingue. Ovviamente come ben sapete, la usano anche come pettine per la loro attività di “grooming” , ovverosia la sempre piacevole attività di leccarsi e lisciarsi il pelo (attenzione, se lo fanno troppo spesso è indice di stress!) e serve loro anche per staccare i brandelli di carne dalle ossa della preda. Certo non è un’immagine idilliaca. Ma la Natura non fa niente a caso.

Fonte| Trad. ed adattamento da Animal Planet