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Discorsi da gatti

Siete passati indenni dalle festività. Cene e pranzi hanno riempito il vostro tempo ed i vostri stomaci? Confesso che la notte di Natale, dopo la cena della Vigilia, ho fatto un curioso sogno che aveva ben poco di Natalizio: giravo per le strade di una città e sparavo a zombie, divertente ma un pochino inquietante e non a tema. In ogni caso, ora che i vostri buoni propositi di passare ad una dieta più equilibrata e caloricamente corretta si sono fatti sempre più convinti, siete pronti per un veloce corso di lingua gattiana?

Così come la vostra pancia emette dei suoni post prandiali che significano fondamentalmente “hai esagerato!”, anche i vostri gatti emettono dei suoni ben definiti e decifrabili, ognuno dei quali ha lo scopo di comunicarvi un messaggio importante. Vediamo i principali, dei quali userò la terminologia sia inglese che italiana:

Schiocco o Chatter: negli umani il “chatter” o chiacchiericcio, equivale al parlare in maniera rumorosa oppure è il rumore di una serie di conversazioni che si sovrappongono. Nei gatti è un suono unico che viene dalla gola e che è spesso associato ad un rapido movimento della mandibola. Lo producono quando sono eccitati di fronte ad una preda, o potenziale tale, visto che è fuori dalla finestra, sul tetto del palazzo accanto, per cui, irraggiungiblie. Emettono questo suono mentre inseguono la preda e poco prima di attaccarla.

Trillo o Chirp: è un suono acuto spesso associato ad una gradita sorpresa. Oppure ad un saluto di benvenuto, ad un “ciao”. Fateci caso se lo fanno in occasione del vostro rientro a casa, oppure se è la prima volta che vi vedono nell’arco della giornata. Di solito lo fanno una volta sola. In altre occasioni lo usano come richiesta di attenzione, ed in questo caso lo producono in serie, finchè non vi voltate a guardarlo e capite la sua richiesta.

Ruggito o Growl: è un profondo suono gutturale chiaramente di avviso di pericolo… per voi. È una chiara minaccia o un indice di rabbia. Il ruggito è spesso associato a morsi e graffi improvvisi. C’è chi lo considera il modo di imprecare dei gatti. Possibile.

Fischio, Sibilo o Hiss: è un suono acuto e netto, simile ad una “s” sostenuta. È un chiaro segnale di disapprovazione. Lo fanno spesso rivolgendosi ad altri gatti con l’intento di fermare le loro azioni, in pratica un “fermati!” oppure un “vai via!”.  Altre volte è un suono di paura ed è la prima parte di una sequenza di suoni, seguiti da un ruggito. Se la “minaccia” non si è allontanata dopo questi avvisi, allora parte l’attacco.

Fusa o Purr: il grande mistero. È la vibrazione gutturale, tipica dei gatti. È un suono che varia per intensità, tono e volume da gatto a gatto. Alcuni sembrano dei diesel a basso regime, altri li senti a stento da quanto sono bassi. Il loro significato? Un mistero. Può significare qualunque cosa: dalla tranquillità al desiderio di essere coccolati, alla ricerca di calma, al bisogno di rilassarsi. Di solito lo fanno quando sono contenti e rilassati, coccolati ed accarezzati. Ma lo possono produrre anche in situazioni di stress, come per esempio dal veterinario, che non è in grado di sentire il battito cardiaco se le fusa sono troppo forti, fusa che in questo caso hanno una frequenza maggiore rispetto allo stato di relax. Mi sono fatto l’idea che il suono emesso durante le fusa sia una specie di “Om” felino, che serva loro per auto confortarsi in momenti di tensione elevata.

Miao o Meow: ogni gatto ha il suo miao e ci sono svariati tipi di miao. Genericamente è una ricerca di attenzione. Può essere rapido e breve, una specie di saluto, o lungo e lamentoso, se soffrono un qualche disagio, fino a raggiungere livelli da Opera Lirica se sono in calore.

Poi ce ne sono mille altri di suoni, ma spesso sono i suoni dei vostri gatti, che solo loro producono. Ed allora ascoltateli, provateli ad interpretare e fateci sapere.

Le fusa, queste sconosciute

Prima di scrivere questo post, ho cercato di documentarmi usando diverse fonti, ma alla fine, la quasi totalità dei testi che ho letto, si chiudono con il medesimo concetto: nessuno sa come facciano i gatti a fare le fusa. Allora mi sono detto: ma che bisogno abbiamo di sapere come le fanno? L’importante è che appena poso a testa accanto al gatto che dorme sul mio letto, prima apra una fessura dell’occhio per rassicurarsi che sia io e poi inizi a vibrare come un enorme cellulare durante una riunione, però peloso.

Le fusa hanno mille significati, e bisogna dare loro la giusta spiegazione in funzione del contesto. Ad esempio, per un uomo la risata non è necessariamente indice di divertimento, potrebbe essere una risata nervosa, o semplicemente falsa. Allo stesso modo le fusa non sono esclusivamente associabili ad uno stato di benessere del gatto. Certo, se la situazione è tranquilla, è seduto sulle vostre gambe e si fa accarezzare, le sue fusa sono la massima espressione di compiacimento e forse di gratitudine, ma non è sicuro. Se invece il gatto ha subito un trauma fisico, le fusa possono essere un vero e proprio strumento curativo, o comunque sono “lenitive” del dolore, rassicuranti ed in ogni caso benefiche. Pare che la frequenza di vibrazione delle fusa, tra i 25 ed i 150 mhz, abbiano realmente un potere taumaturgico, sulle ossa e sulla muscolatura. Non solo sui gatti ma anche sugli umani: chi convive con un gatto dicono abbia dei benefici sulla pressione sanguigna.

C’è un particolare tipo di fusa che gli scienziati, fra tutti Karen McComb, stanno studiando e che ha un effetto molto particolare. Quando un gatto vuole fare una richiesta ad un umano, spesso usa il miagolio, modulato in maniera adeguta alla richiesta. Il gatto ha scoperto che il “miao”, o “meow” in inglese, non è sufficiente ad interessare l’umano a soddisfare la sua richiesta, che sia di cibo o desiderio improvviso di coccole. Allora ha escogitato il mix “fusa/miagolio”, dette “fusa di sollecito” e pare siano infallibili. Studi dicono che ha lo stesso effetto, se non superiore, che ha il pianto di un bambino appena nato su un umano: non sai quale sia la richiesta però ti metti subito in movimento per capirla ed esaudirla. Non solo, il gatto si è reso anche conto che usare il miagolio semplice può essere irritante per un umano, specialmente se sta dormendo ed è l’alba. Allora, se ha bisogono di svegliarlo per soddisfare il suo desiderio di una pronta colazione, usa le “fusa di sollecito”, cha hanno una frequenza leggermente più alta rispetto alle “fusa di compiacimento”, proprio accanto all’orecchio del bell’addormentato, che si sveglierà con un suono rilassante che è anche una richiesta che non potrà fare a meno di esaudire.

L’origine delle fusa è sicuramente legata alla fase di svezzamento dei cuccioli: la madre “vibra” per indicare ai pargoli dove è il rifornimento ed i pargoli “vibrano di risposta” per dire, ci siamo tutti e godiamo come dei ricci. Questa è scienza. Che poi sia il diaframma, la vena cava, o la vibrazione della laringe a provocare quel magnifico suono, ma a noi, interessa davvero?

Per il resto siamo sempre lì, su quella sottile linea tra scienza e leggenda, sulla quale il gatto si muove con estrema leggerezza e superiorità.

Fonte| Know Your Cat

Fonte| Current Biology