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Il Medico risponde: un nuovo gatto per amico

Buongiorno Dottoressa,

la contatto per conoscere la sua opinione. Ho un gatto British di quasi 12 anni, intero, non l’ho mai castrato perchè è sempre vissuto in appartamento e non ha mai manifestato l’intenzione di uscire o scappare nei periodi del calore. Da un po’ di tempo coltivo il sogno di prendere un gattino, e mi chiedo se sia una cosa opportuna. Un’amica laureanda in veterinaria mi ha consigliato di prendere un maschio e di castrarlo; altri mi hanno detto che il sesso è indifferente, l’importante è sterilizzare/castrare il gattino. Lei cosa ne pensa? Crede che la convivenza con un nuovo arrivato potrebbe essere solo uno stress per il mio micio?

Grazie per la cortese attenzione.

 Elena

Cara Elena,

l’introduzione di un nuovo animale rappresenta spesso una fonte di stress per gli attuali inquilini. Questo non significa però che si possa gestire la situazione in modo da suscitare meno ansia possibile e favorire una serena convivenza.

 Vediamola dal punto di vista del suo micio: è un gatto sano in età avanzata che ha vissuto tutta la sua vita in appartamento (presumo) senza mai mostrare interesse verso il mondo esterno (anche se questo non possiamo saperlo con certezza); è un gatto equilibrato, dal momento che anche in presenza di stimoli intensi, come ad esempio quello sessuale, non modifica più di tanto il suo comportamento e non tende a manifestare segni di aggressività o territorialità. Si direbbe quindi che vive serenamente nel suo ambiente insieme agli altri abitanti della casa e non manifesta la necessità di un cambiamento.

L’arrivo di un gattino modificherebbe inevitabilmente questo equilibrio: le conseguenze sul comportamento del suo micio non sono prevedibili ma alcuni accorgimenti possono aiutare a gestire le possibili complicazioni.

Per quanto riguarda il sesso, rappresenta un problema solo se il nuovo arrivato non verrà sterilizzato, perchè inevitabilmente la territorialità si accentuerà per un meccanismo di competizione. Il suo micio potrebbe cominciare a manifestare segni di territorialità, accentuando le marcature, sia quelle facciali, sia quelle con urina e feci. E’ importante considerare l’eventualità di sterilizzare anche il suo gatto, nonostante questo potrebbe non essere necessario.

Sarebbe opportuno utilizzare ciotole separate per il cibo e lettiere diverse. Per aiutare a gestire lo stato di stress iniziale, che per quanto minimo è sempre presente, si possono utilizzare diffusori o spray a base di ferormoni felini che hanno il vantaggio di non essere nocivi alla salute ma di rasserenare il micio.

 Il gatto non è un animale sociale obbligato, come invece è il cane, ma può trarre beneficio dalla convivenza con altri individui, sia che si tratti di altri animali che di persone. L’importante è rispettare le sue necessità. Il mio consiglio quindi è quello di valutare bene se lo spazio e il tempo che lei ha a disposizione sono sufficienti a garantire al micio vecchio il rispetto delle sue abitudini e a quello nuovo, l’attenzione necessaria a far sì che non sfoghi su di lui tutta la sua energia e vitalità.

Foto: http://windoweb.it

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Il Medico Risponde: arriva un gattino

Comincia un periodo di regali e come ogni anno noi genitori dobbiamo fare i conti con le richieste dei nostri bambini che puntualmente ogni Natale tornano alla carica con la solita frase: prendiamo un gattino?

Perchè no, direi io, e sicuramente anche voi amanti dei gatti sarete d’accordo con me, ma non tutti la pensano come noi e senz’altro con valide ragioni.

Innanzi tutto occorre valutare se la nostra vita e la nostra casa sono idonee ad accogliere un animale. Soprattutto bisogna valutare se noi stessi siamo pronti a adattarci a vivere con un amico a quattro zampe. Non si può pensare, infatti, che un gatto diventerà esattamente come noi lo vorremmo: è un essere vivente e come tale è dotato di bisogni e di comportamenti che anni di domesticazione non hanno pressoché modificato e che devono essere rispettati per assicurare al nostro felino una vita serena.

Una cliente, proprietaria di una gattina molto timida e diffidente, mi ha rivelato come riesce a farsi accettare da lei, a differenza del marito e del figlio da cui non si fa quasi avvicinare: “Vede dottoressa, io cerco di capirla”. Sembra banale, ma a differenza del cane, il cui linguaggio è molto più immediato e che in ogni caso ci ama di un amore incondizionato che lo capiamo o no, il gatto è per natura introverso e per ottenere il suo rispetto dobbiamo sforzarci di comprenderlo.

Molti di noi hanno un lavoro che ci costringe fuori casa tutto il giorno ed un appartamento o troppo piccolo o senza possibilità di accesso all’esterno. Queste condizioni devono farci riflettere prima di adottare un gattino perché rendono la convivenza con lui più difficile, anche se non impossibile, come sono certa che tanti di voi potrebbero testimoniare. E’ inevitabile che la sera, quando torniamo a casa, l’esuberanza del nostro nuovo inquilino si manifesti in tutta la sua irruenza, del resto per tutto il giorno non ha fatto altro che riposarsi e nutrirsi! Occorre quindi che gli dedichiamo tutta la nostra attenzione, giocando con lui, coccolandolo, stimolandolo e coinvolgendolo nelle nostre faccende. Sorprenderà rendersi conto di come il tempo che passiamo con il nostro nuovo amico, migliori non solo il rapporto con lui ma anche il nostro umore, che alla fine di una lunga giornata non sempre è dei migliori.

I colleghi che si occupano di comportamento sono tutti d’accordo sull’importanza del cosiddetto “arricchimento ambientale” che consiste nel creare un ambiente di vita stimolante ed etologicamente idoneo al gatto. Si possono comprare o costruire giochi che il micino imparerà a scoprire ed utilizzare, predisporre un angolo in cui gli è permesso “farsi le unghie” come manifestazione del suo istinto di marcatura del territorio, rispettare le zone di riposo e quelle di approvvigionamento al cibo. Se esiste la possibilità di accedere agevolmente all’esterno, anche attraverso il terrazzo o la finestra, allora è consigliabile permettere al gattino di esplorare i dintorni e mettere in pratica gli insegnamenti di caccia e difesa imparati dalla madre.

Il micio dovrebbe avere libero accesso al cibo, che non è somministrato ad orari prestabiliti come invece è consigliabile fare per il cane. I gattini si abituano molto in fretta alla lettiera, anche se in precedenza non erano soliti usarla. E’sempre meglio se si hanno già altri gatti utilizzarne più di una e pulirle quotidianamente.

Nonostante tutti questi accorgimenti, la convivenza con un animale può non essere facile, soprattutto nei primi tempi di reciproca conoscenza. La decisione di adottarne uno deve essere ben ponderata ed è ovvio che non può essere motivata solo dalla volontà di soddisfare il desiderio di un bambino o di curare un proprio malessere interiore. Noi e i nostri bambini riceveremo un vantaggio enorme nel prenderci cura di un animale, soltanto se sapremo rispettare la sua individualità, così come lui rispetta istintivamente la nostra.

Foto:http://inx.micimiao.it