Archivi Blog

Basta avere pazienza

I processi evolutivi cognitivi, se così li possiamo chiamare, hanno bisogno di tempo per poter evolvere e diventare patrimonio “culturale” di una specie. Alle volte non di tantissimo tempo. Mi ricordo l’esempio della Macaca Fuscata dell’isola di Koshima, una razza di macaco giapponese: abituati a mangiare bacche e frutti spontanei, furono messi in contatto con un nuovo tipo di cibo, la patata dolce, buttata sulla spiaggia e quindi sporca di sabbia. La giovane Ima, un macaco femmina di un anno e mezzo, imparò a lavarla nell’acqua di fiume ed insegnò la tecnica alla madre. Poco tempo dopo tutta la comunità lavava il cibo prima di mangiarlo. Il passo evolutivo successivo fu che la giovane Ima provò a lavare le patate in acqua di mare, quindi salata, con un deciso miglioramento del sapore. La sera stessa tutte le scimmie lavavano le patate nell’acqua di mare.

L’abilità nell’arte della caccia appartiene assolutamente alla storia dei grandi e dei piccoli felini, conoscono per “istinto” le tecniche di caccia e di lotta che esercitano sin da piccoli nel gioco. Ma che stimoli hanno nelle case? Come possono sviluppare e migliorare la loro “natura venatoria”, che poi è la loro principale caratteristica specifica. Sono perfette macchine da caccia, che non hanno più bisogno di cacciare. Però lo stimolo a trovare dove il cibo è nascosto è ancora forte. Forse non hanno più bisogno di dover lottare con la preda per tramortirla e ammazzarla, perché è in busta o in scatoletta. Ma sapere e scovare dove si nasconde è sempre stimolante. Non solo, bisogna anche capire con quali meccanismi è possibile raggiungerlo.  Una delle tecniche adottate dai mici domestici è piazzarsi di fronte allo sportello dove sanno che c’è la pappa, emettere un leggero miagolio per attirare l’attenzione, incrociare lo sguardo dell’umano ed invitarlo a guardare la maniglia: per piacere puoi aprire questo sportello per me? Grazie. Se l’umano è assente allora bisogna arrangiarsi, capire il meccanismo di apertura e riuscire a compiere l’azione anche senza l’uso del pollice opponibile, che per voi sembrerà normale, ma è l’invenzione anatomica più incredibile ed utile della storia dell’uomo.

Riuscire a fare una cosa del genere non è un semplice giochino divertente e simpatico da guardare, ma la dimostrazione di una notevole intelligenza del gatto, che usa il ragionamento con processi di astrazione e manipolazione assolutamente superiori. Ma di quale giochino sto parlando? Giusto, guardate il video successivo ed imparate. Buona giornata a tutti.

 

 

Giocare o studiare? Che differenza c’è? Nessuna.

Le attività principali di un gatto sono tre: controllare il suo territorio, cacciare e dormire. Con attività intendo dire tutto ciò che riempie la giornata del felino.  Ciò è vero se il gatto è libero di muoversi come vuole nel territorio che si è faticosamente conquistato e che non ha nessuno che pensa al pasto quotidiano per lui.
Per un gatto di appartamento, due delle tre attività prima citate, subiscono una sostanziale modifica: il territorio è piuttosto ristretto, e la caccia risulta alquanto inutile, per questa ragione il dormire acquisisce un’importanza predominante. Diventa importante il gioco. Importante perché sostituisce tutta una serie di attività che servono a mantenere attiva e vivace la mente del gatto. Vi sarete sicuramente accorti che un gatto, riesce a trovare il modo di giocare anche con oggetti non creati per il gioco, ma avanzi di buste, nastri, strisce di carta, diventano estremante attraenti per passare un po’ di tempo nella simulazione della caccia. Sono sicuro che avete notato che anche la più piccola novità che entra in casa viene annusata, toccata, studiata minuziosamente e se risulta possibile, ci giocano. Ovviamente il gioco è anche condiviso con gli altri felini di casa, sempre che ci siano. È bellissimo osservare il comportamento che hanno i gatti tra loro, come si relazionano, come litigano e come si riavvicinano. Non c’è niente di casuale. Ogni rissa, ogni sbaciucchiamento è collegato a qualcosa che è successo pochi minuti prima. Un allontanamento o un riavvicinamento sono sempre episodi che meritano attenzione.
Mi hanno fatto notare due video su YOU TUBE che condivido con voi. Nel primo vediamo un gatto che gioca con un umidificatore, o meglio con il vapore che esce. Il gioco in questo caso è un vero e proprio “studio”: prima lo osserva, poi lo annusa, poi prova a toccarlo. Non capisce cosa possa essere questa forma che si muove nell’aria, che può vedere ma che non riesce ad acchiappare.

Il secondo ha due protagonisti, praticamente identici, che stanno relazionando tra loro: sembra un balletto, o meglio una danza davanti allo specchio. Ma se osservate bene, lo sguardo ed il linguaggio del corpo, non sono quelli di due gatti tranquilli, ma sono piuttosto sul chi va là. In ogni caso è molto divertente. Dategli un’occhiata.

Settimana prossima, tornano protagoniste le allergie!

Storie di insetti e croccantini

Nevica. Fa freddo. Certo è Febbraio, se fosse Luglio sarebbe una notiziona. Aggiungici anche Claudia con 38 di febbre e costretta a rimanere a casa ed il quadro è completo. Sono cinque giorni che conviviamo 24 ore su 24. I gatti stanno per la maggior parte del tempo a dormire accanto alla febbricitante. Si appoggiano a lei o le dormono sulle gambe. Ogni tanto iniziano a miagolare senza alcuna apparente ragione oppure partono delle risse furibonde che si risolvono in veloci corse attraverso l’appartamento.
Sapete come si chiama questo fenomeno? Noia.

Ogni tanto mi prende questo senso di impotenza nel non poter mettere un giardino al terzo piano. Ho chiesto in Comune. Non si può. Allora navigando su internet cerco delle soluzioni al problema: non potendo stare tutto il tempo a stimolare il gioco e l’attività fisica dei gatti, cosa posso fare per non mandarli in depressione da noia?

Le soluzioni “passive”, nel senso che non ci devo essere anch’io per renderle attraenti, si basano principalmente sullo stuzzicare l’indole predatoria del felino. Lui sa che per mangiare dovrebbe cacciare, dentro di lui sente questa spinta naturale, solo che in casa non c’è moltissimo da cacciare. Qualche pesciolino della carta, ma sono piccole soddisfazioni. Una moschina è divertente per un po’, ma caspita se è complicato seguirla. I ragni sono un po’ troppo statici, a fissarli dopo qualche minuto si addormentano. Nota per il lettore: non abito in una discarica piena di insetti, ma in prossimità di un parco e di un fiume, ci tengo a precisarlo. Spesso vengono a farci visita anche cimici, quelle verdi, vespe muratore, api, bombi, cavallette, maggiolini, libellule, ed allora sì che è festa! Una volta ne è passato uno sul quale c’è sembrato di leggere sul fianco la scritta USAF. Ne siamo quasi certi. Abbiamo fatto finta di ignorarlo.

L’indole del cacciatore può essere stimolata anche usando i normali croccantini che quotidianamente mangiano. Supponiamo che la vostra lei, o il vostro lui, in quel giorno responsabile del pranzo, verso l’una, l’una e mezza, alla vostra richiesta se il pranzo è pronto vi risponda: “sì, è pronto, cercatelo!”, voi come reagireste? Pare che un gatto, allo stesso tipo di provocazione, non reagisca come farei io, usando la forza nei limiti consentiti dalla legge (dipenderebbe dal mio appetito, che tra i miei amici è considerato di dimensioni enciclopediche). Lui si metterebbe a cacciare. Provate a mettere i croccantini del pasto, non nella solita ciotola , dove ormai è sicuro di trovarli ad una certa ora, ma in fondo ad un tubo della carta assorbente, opportunamente sigillato da una parte, affinché sia costretto a guadagnarseli quei croccantini. Forse vi sembrerà una crudeltà oppure uno scherzo antipatico, in realtà è uno stimolo molto importante. Certo se lo fate tutti i giorni può darsi che le lenzuola nuove del letto, vengano in breve tempo impreziosite da merletti degni di un maestro di Burano. Oppure semplicemente nascondete le ciotole e fate partire una grande caccia al tesoro.

L’altro aspetto sul quale poter giocare per stimolare i gatti e non farli annoiare si basa sul controllo del territorio. A noi umani per passare il tempo ci basta leggere un libro o guardare un film, se siamo masochisti leggiamo il giornale. In una maniera o nell’altra, ci teniamo informati. Poter mettere il gatto nelle condizioni di osservare e tenersi informato  su quello che avviene nel suo territorio basta trovare un punto della casa abbastanza in alto da poter guardare dentro e fuori casa. Se non c’è, createlo: una pedana, una sedia, una colonna di corda. Vedrete quanto tempo passeranno proprio in quel punto.

Esistono anche giochini in commercio che servono allo scopo ma tra quelli che ho trovato su internet, non ne ho mai visti in Italia, solo su siti americani, e così, preferisco cercarli e vedere come funzionano prima di consigliarveli.

Lo so che mi ripeto ma ritengo la cosa molto utile. Ricordate che la cosa più importante che potete fare per il vostro gatto casalingo è quello di giocare con lui, o con loro, nei tempi e nei modi che sono a loro più congeniali. Se poi lo vedete apatico è veramente importante stimolarlo il più possibile, sia con attività fisica che mentale. Una soluzione per trovare i modi è: pensate da gatto. Facile, no?