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News sul fronte dell’arsenico.

Ricevo dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Torino la Newsletter dove vengono a grandi capi riportati i risultati delle indagini delle quali abbiamo parlato qualche tempo fa. Le risposte sono piuttosto scarne, in pratica si dice che l’arsenico c’è, che le partite con limiti superiori alla norma sono state respinte, e che sarebbe meglio se l’arsenico venisse indicato come presente nella sua forma organica o inorganica, quella tossica, e non solo come totale.

Sono sicuro che i dati a disposizione dell’Istituto sono più ricchi, per questa ragione vorrei sapere alcune cose, tra le quali le marche coinvolte, in particolare quelle che hanno visto respinte la propria merce, ed indicazioni per chi vuole evitare di dare prodotti a rischio ai propri animali.

Per adesso vi riporto l’articolo che è presente nella newsletter dell’Istituto e che potete scaricare liberamente dal sito. Presto chiederò loro direttamente alcune risposte, o se verranno mai pubblicati i dati integrali.

Arsenico negli alimenti per gatti,controlli sulle partite di pesce provenienti dall’Asia.

Stefania Squadrone SS Laboratorio Contaminanti Ambientali

Già nel 2011 un’allerta comunitaria , notificata proprio dall ’Italia, denunciava la presenza di arsenico in mangime per gatti proveniente dalla Thailandia.

Il Laboratorio Contaminanti Ambientali del nostro Istituto (che è anche Laboratorio Nazionale di Riferimento per i metalli pesanti nei mangimi) ha analizzato negli ultimi mesi 17 partite di alimenti per cani e gatti in ingresso sul territorio nazionale di cui 4 respinte per un contenuto di arsenico totale superiore al limite previsto dalla normativa vigente (Reg. UE 574/2011).

Ma cos’è l’arsenico e a cosa è dovuta la sua presenza nei pet food? È un contaminante largamente diffuso, che si trova sia in natura (nel suolo e in molti tipi di rocce e in minerali che contengono rame o piombo, nelle falde acquifere e nelle piante), sia come risultato dell’attività umana. È presente in diverse forme,organiche o inorganiche, che differiscono notevolmente per quanto riguarda la tossicità. Sono state individuate regioni con un’elevata presenza geologica di arsenico inorganico in Asia e in altri paesi non europei. In Europa, i livelli ambientali di arsenico sono piuttosto bassi, ad eccezione di aree geologiche o industriali circoscritte.

Gli alimenti sono la principale fonte di esposizione all’arsenico per l’uomo e gli animali. Mentre i composti organici sono limitatamente tossici, il potenziale dell’arsenico di causare effetti avversi nell’animale (o uomo) è strettamente associato alla sua frazione inorganica. I frutti di mare e il pesce sono la principale fonte di arsenico nell’alimentazione umana e nei mangimi che contengono prodotti ittici. Tuttavia nei frutti di mare e nel pesce l’arsenico è presente essenzialmente in forme organiche, che sono virtualmente atossiche. I dati analitici forniti dagli Stati membri (EFSA Scientific Panel Question number: EFSA-Q-2003-031) sull’arsenico totale non sembrano indicare livelli preoccupanti di arsenico nei mangimi che non contengono prodotti ittici. È però da sottolineare che quasi tutti i dati sulla presenza di arsenico negli alimenti e nei mangimi riportano solo l’arsenico totale.

Una valutazione del rischio che considerasse l’arsenico presente come se fosse esclusivamente arsenico inorganico, condurrebbe a sovrastimare notevolmente il rischio per la salute derivante dall’esposizione alimentare per l’uomo e gli animali. Ne consegue che in futuro sarà necessario acquisire dati riguardanti la percentuale di arsenico inorganico negli alimenti e nei mangimi.

Torniamo a parlare di arsenico… un aggiornamento

Nei giorni scorsi ho contattato l’ Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, per avere delucidazioni riguardo alla notizia apparsa qualche giorno fa su molte testate giornalistiche, riguardo il sequestro di confezioni di alimenti per gatti in Piemonte, contenenti un elevato contenuto di arsenico, oltre i limiti consentiti dalla legge.

Oggi mi hanno risposto e volentieri pubblico:

Buongiorno Sig Viscido,
grazie per averci contattato.
Il CReAA, che ha sede presso il nostro Istituto, in qualità di Laboratorio nazionale di Riferimento (NRL) sui metalli pesanti nei mangimi, è da sempre impegnato anche nei controlli del cibo destinato agli animali domestici.
Già nel 2011 una allerta comunitaria, notificata proprio dall’Italia, denunciava la presenza di arsenico in mangime per gatti proveniente dalla Thailandia. Le allerte comunitarie sono uno strumento importante d’intervento nel caso in cui si riscontrino delle non conformità, cioè delle partite di alimenti destinati all’uomo o agli animali, in cui si siano evidenziati problemi di tipo sanitario.
Il nostro laboratorio ha pertanto condotto una serie di analisi su campioni prelevati dai Posti di Ispezione Frontaliera (PIF), e respinto diverse partite di alimenti per gatti e cani prodotte in Thailandia, tutte contenenti valori di arsenico superiori a quanto previsto dai limiti imposti dai Regolamenti comunitari (Regolamento UE 574/2011).
La collaborazione tra il nostro NRL e i Posti di Ispezione Frontaliera ha quindi consentito di evitare l’ingresso nell’Unione Europea di petfood contaminati, destinati ai nostri piccoli amici.

Attualmente, su richiesta della Procura di Torino, che ha una indagine in corso, i NAS hanno prelevato nei supermercati scatolette di cibo per gatti su cui stiamo effettuando le analisi.
Stiamo comunque parlando di cibo per gatti e cani a base di pesce, crostacei e molluschi provenienti dall’ambiente marino che possono contenere alti livelli di arsenico.
Appare davvero eccessivo, per quanto riguarda una eventuale contaminazione da arsenico, evitare o sbarazzarsi di alimenti per gatti e cani a base di pollo, manzo o altre carni.

[…],
cordiali saluti

Ufficio Stampa
Istituto Zooprofilattico Sperimentale
del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta”

Ringrazio moltissimo l’Ufficio Stampa dell’Istituto per la gentilezza e la velocità nella risposta.

Fonte immagineIZSTO

Occhio alla scatoletta!

Ieri è apparsa una notizia che oggi noi riportiamo perché piuttosto inquietante. La Procura di Torino sta indagando sulla distribuzione in Italia di scatolette di cibo per gatti con un contenuto in arsenico molto elevato, ben oltre i limiti di legge (che ci sia un limite legale di contenuto di arsenico in un alimento è già una notizia per me!). Pare che ci siano alcune vittime di questa mandata di cibo avvelenato, se per dolo o per errore sarà l’indagine della Procura a stabilirlo.
Poiché non viene specificata la marca del prodotto sotto accusa, noi cosa possiamo fare? Io vi dico cosa farò: controllo la provenienza di tutte le scatolette di umido della scorta, se la provenienza è la Thailandia (cosa assai probabile perché è uno dei principali paesi, se non il principale, produttori di alimenti per animali) eviterò per il momento di darle per cena ai miei coinquilini felini, fintanto che non verrà diffusa la marca in questione. Se tutte sono di provenienza thailandese, darò loro solo croccantini, che pare non abbiano nessun tipo di problema, anche se prodotti negli stessi luoghi esotici. Vi terremo aggiornati.

Fonte| ADN Kronos