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È primaveraaa… svegliatevi allergie!

 

Si capisce che sono fiorentino, vero? Dai continui riferimenti alla mia amata città, dal mio essere simpaticamente mattacchione! A parte per quelle due o trecento mila persone che mi odiano! Ma non siamo qui a parlare di me!
Soffrite di allergie e la primavera è per voi l’alba di un incubo fatto di starnuti e occhi gonfi? Sappiate che anche i vostri mici possono soffrire di tali allergie. Da cosa si capisce? Esattamente dagli stessi sintomi: starnuti, occhi lucidi e prurito senza limite. Ed a cosa sono allergisi? Alle stesse cose: polline e quant’altro inizia a vagare per l’aria, sospinto dai tiepidi venticelli di stagione. Oltre che per inalazione, gli allergeni (ovverosia le cause scatenanti le allergie) possono anche essere ingeriti. Da un punto di vista statistico però, il sintomo più diffuso ed antipatico riguardanti le allergie dei gatti, sono i problemi con la pelle. Il prurito continuo ed il conseguente grattarsi può portare anche a irritazioni ed infezioni per il continuo grattarsi. Se vedete il vostro micio grattarsi specialmente sul muso e nelle orecchie, fate un po’ di attenzione. Cosa fare? Come tutte le allergie, si tratta principalmente di controllare i sintomi che esse producono, poiché difficilmente se ne può guarire. Se c’è qualcuno che può contraddire questa mia affermazione di non medico e non veterinario, sarò felicissimo di comunicarlo a tutto il mondo. Nei prossimi giorni vedremo quali possono essere i test che ci consentono di capire quali siano gli allergeni più comuni e come evitarli.


Dieci consigli prima di farsi adottare da un gatto

I gatti fanno una grandissima compagnia. Oltre al fatto che sono animali bellissimi, hanno mille vantaggi, uno dei qualli è quello di montare un diesel estremanente affascinante. Prima di decidere di condividere la propria vita con un gatto bisogna però che facciate una serie di considerazioni, che possono servirvi, non tanto a decidere se fare il grande passo o meno, ma magari cosa fare per prepararvi alla convivenza.

Ecco alcuni nostri consigli:

  1. I gatti sono per loro natura indipendenti, ma non sono creature completamente autosufficienti. Specialmente se li portate a vivere in un appartamento al decimo piano in città. Addestrarli all’uso dell’ apriscatole è praticamente impossibile. Prima di decidere, cercate di capire se il vostro stile di vita è compatibile con quello di un gatto. I vostri impegni e il tempo che trascorrete in casa sono determinati per capire che tipo di gatto può fare per voi – ad esempio, se siete persone impegnatissime, non potete scegliere un gatto che ha bisogno di molto tempo per la cura del manto, specialmente se sono gatti molto intelligenti ed attivi. Ma ci sono anche gatti che sono perfettamente adatti ad uno stile di vita come il vostro. Informatevi.
  2. E se dopo che lo avete accolto il vostro stile di vita cambiasse? se per caso vi trovaste nella condizione di dover stare più tempo fuori casa e volete avere comunque una faccia amica che vi accolga sulla soglia di casa alla fine della giornata? siete preparati a procurarvi un amichetto per il vostro gatto? ovviamente un amichetto anch’esso felino…
  3. Avete delle allergie? se soffrite di gravi crisi allergiche, fatevi delle analisi sulle allergie ai gatti prima di portarlo a casa. Poi, ci si può anche adattare al proprio gatto, ma essere ancora allergici ad altri gatti. Una scelta sicura è quella di un gatto con pochi allergeni. Parlate con un veterinario, leggete libri o chiedete  ai responsabili di un gattile che vi sappiano aiutare.
  4. Prima di portarlo a casa, un bel check up e le vaccinazioni. Programmate anche la sterilizzazione appena l’età lo consente. Ciò può fare la differenza tra un gatto in salute e felice, ed un gatto triste, che proverà in tutte la maniere ad aprirsi un varco con gli artigli per uscire di casa a caccia di “prede”, non da mangiare, e che vi riempirà la casa di spruzzate odorose.
  5. Scegliete una bella lettiera di qualità. La sabbia aggregante è la migliore e più facile da mantenere. Tenetela sempre pulita, per il vostro gatto e per il vostro naso. Cercate sempre di dargli un’alimentazione ben bilanciata, appropriata alla sua età. Chiedete al veterinario, al negozio dove vi rifornite o chiedete agli amici che già sono stati adottati da un gatto.
  6. I gatti adorano giocare. Topi finti, stringe, cordicelle, penne, scatole vuote, possono far trascorrere ore di puro divertimento ad un gatto. Non c’è bisogno di spendere molti soldi, anzi. L’importante è mantenere il gatto attivo fisicamente e cerebralmente per farlo felice.
  7. Se desiderate avere un divano integro e se ci tenete al vostro nuovo cappotto di Armani, fornitevi di tiragraffi. Anche se può non bastare. Leggete questo post.
  8. L’erba gatta e le chicche gustose al pollo sono degli ottimi elementi per addestrare o, più semplicemente, corrompere il vostro gatto.
  9. Scegliete un buon veterinario: capacità, orari, disponibilità, sono fattori importanti nella scelta.
  10. Se portate a casa vostra un micetto piccolo, abituatelo subito ad essere spazzolato e controllato. La spazzola diventerà così un gicoo divertente e non qualcosa da temere.

Fonte| Trad. ed adattamento da Care2

Il lupo perde il pelo… e lo fa pure il gatto.

Da quando sono diventato coinquilino di tre gatti ed un’umana, la mia dieta alimentare è cambiata. É diventata più ricca in proteine, così come lo sono diventati i miei maglioni, le mie camicie, le mie lenzuola, il mio divano, il mio computer. L’apporto di tali sostanze, le proteine, in particolare la cheratina, è dato dall’enorme quantitativo di peli che i miei coinquilini spargono per la casa. Tutti tranne l’umana. Ovviamente le procedure per limitare la distribuzione del prezioso manto vengono eseguite, la spazzolatura prima di tutto. Ma è una pratica che eviterà una percentuale ad una cifra di peli vaganti per casa. Siamo anche dotati di potente aspirapolvere “atomico” (quando lo accendiamo cala la tensione in tutto il paese) fornito di spazzola adatta alla raccolta dei peli, spazzola sicuramente ideata da Torquemada in uno dei suoi momenti più fantasiosi. Ne ho la certezza perché da bravo umano l’ho provata sulla mia pelle il giorno in cui lo strumento da inquisizione entrò in casa: al pensiero mi vengono ancora i brividi.

I gatti spelano, che notiziona! E lo fanno a prescindere dalla stagione e dalla tipologia del manto, lungo o corto che sia. Bisogna però stare attenti che non si tratti di altro, tipo alopecia o perdita di pelo legata a patologie o disagi.

Quali possono essere le cause per la perdita non normale di pelo ? Allergie ad esempio, proprio come gli umani. Medicine, cibo, polline, polvere, muffa. Oppure materiali come la gomma o la plastica, a oggetti e fibre colorate, a deodoranti, magari quello che usate per eliminare l’odore dai tappeti o dal divano.

Se la perdita del pelo è associata anche ad una perdita di peso, ad una eccessiva sete ed il gatto smette di fare il suo “grooming”, la sua toelettatura, le cause potrebebro essere il diabete o l’ipertiroidismo. Le pulci, la tigna e la scabbia sono altri fattori scatenanti al perdita del pelo.

Se poi avete cambiato il tipo di alimentazione, magari adottando marche più economiche, allora la ragione potrebbe essere nel minor valore nutrizionale di tali cibi. Se costano meno una ragione ci sarà. Per un gatto, scarso valore nutrizionale uguale perdita di pelo.

Potrebbe anche essere causata da una reazione ad un antibiotico topico o semplicemente dall’irritazione causata dalla puntura stessa: pizzica in quel punto e lui si lecca e gratta fino a perdere il pelo. Cercate sul mantello piccoli punti rossastri associati di solito ad allergie, questi si allargano e si diffondono se il gatto se li gratta fino ad una irritazione che peggiora la situazione.

La scabbia e le pulci possono provocare delle sottili chiazze all’estremità posteriore della schiena. Se è allergico alla saliva delle pulci, lo vedrete letteralmente strapparsi i peli furiosamente in cerca di sollievo. La tigna, un fungo che può attaccare anche l’uomo, provoca la perdita di pelo intorno alle zampe, al muso ed alle orecchie, sono cerchietti rossi col centro bianco.

Se il gatto ha l’artrite la mancanza di pelo sarà presente lungo le giunture. Alcuni non comuni disordini ghiandolari, posso provocare la mancanza di pelo lungo i fianchi.

Cosa fare? Beh, vista l’innumerevole quantità di possibili cause è chiaro che sia il veterinario l’unico che possa dare una risposta esauriente. Provare a risolvere con metodi casalinghi potrebbe portare a peggiorare la situazione. Però è sempre importante imparare ad osservare il mantello dei nostri felini, perché è un importante indicatore di salute e di disagi. Se il problema è di tipo alimentare o comunque di semplice soluzione, vedrete velocemente il risultato delle “cure”, il suo mantello tornare integro e brillante, così che potrete vederlo meglio quando lo dovrete togliere dal divano blu.

Questo post è un “adattamento/traduzione” di un articolo di Kathy Blumenstock di Animal Planet, che potete leggere in lingua originale qui.

Fonte| www.care2.com