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Pet therapy, rapporto uomo/animale, comportamenti, educare l’animale e il padrone.

Lincoln cammina…

Siamo in pieno periodo di Paralimpiadi e l’emozione di vedere atleti che si cimentano in discipline sportive nonostante abbiano svariati problemi fisici, è sempre grande. Anche loro, da bravi umani, non sono dei santi, visti i casi di doping scoperti nel ciclismo (guardaunpo’!) o le strane tecniche autolesioniste che praticano per raggiungere prestazioni migliori. Mentre gioivo dell’oro di Alex Zanardi, scopro una storia che mi ha lasciato senza parole. Una storia di un gatto tetraplegico. Almeno, apparentemente tale. La storia è a lieto fine.

Lincoln, viene trovato il 18 agosto in mezzo ad un marciapiede, fermo, immobile. Pensano che abbia le zampe rotte. Un operatore di Tenth Life, un’associazione no profit che si occupa dei gatti randagi con problemi, dei quali nessuno vuole o sarebbe in grado di occuparsene, lo recupera e lo porta dal veterinario.  No, le zampe non sono rotte. Il gatto è fermo immobile, muove solo la testa con grande voglia di capire cosa gli stia succedendo intorno, e non si lamenta.

La visita veterinaria non porta a niente. Non si riscontrano danni alla spina o neurologici. Sarà una scommessa, una di quelle “aspettiamo e vediamo”. Gli operatori però non stanno lì a guardare. Iniziano un’intensiva fisioterapia, durante la quale appaiono piccoli segnali positivi: toccando un certo punto della schiena, il gatto tira fuori gli artigli. C’è comunicazione spina-arti.

Il resto è una specie di miracolo che dura ormai da quindici giorni. Il miracolo s’è compiuto davanti alla televisione, mentre il piccolo Lincoln stava in una specie di cuccia rinforzata, o meglio, accessoriata con due asciugamani arrotolati dalle parti, messi per sostenerlo in posizione eretta senza fargli fare sforzi. Avete presente le parallele che vengono usate per le riabilitazioni in fisioterapia? Bene, il concetto è quello. Forse, solo per il desiderio di ricevere delle carezze, Lincoln muove i suoi primi passi sostenuto dagli asciugamani.

Da lì in poi ogni giorno è sempre meglio. Si gioca alla caccia…

…e si fanno gli agguati!

Se volete leggere la storia completa la trovate qui.
Se volete sapere cosa fanno quelli di Tenth Life, cliccate qui.
Se volete creare un’associazione come Tenth Life, chiamatemi, io vengo.

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L’ordine dei colori

Domani è un giorno particolare perché esce il nuovo film di Batman, il terzo della saga diretto Cristopher Nolan, “THE DARK KNIGHT RISES”. Così, mentre ero alla ricerca di immagini interessanti sui vari nemici del Cavaliere Oscuro, sono incappato in una meraviglia di genetica. Una chimera, ovverosia un individuo che ha il patrimonio genetico multiplo, un animale che ha due o più popolazioni differenti di cellule geneticamente distinte, come ben spiegato su Wikipedia, come se fosse formato da due puzzle aventi le tessere tagliate in maniera identica, con due figure differenti. Ovviamente questa meraviglia non poteva essere che un gatto, Venus, ormai una leggenda anche su Facebook (anzi direi DoubleFacebook). Questa anomalia genetica ha creato una bellissima gatta con il muso diviso cromaticamente in due parti esatte, una tutta nera con l’occhio verde ed una rossa con l’occhio blu. Un po’ come il nemico di Batman Harvey Dent, Due Facce, però senza la sua storia traumatica.
Per buona sorte della micia la mutazione, o comunque l’anomalia, è solo di tipo cromatico, con la suddivisione perfetta dei colori sul muso, senza le problematiche bipolari di comportamento del personaggio dei fumetti.

Potete seguire la sua storia su Facebook ed anche su You Tube. Lo fanno già in moltissimi.

Buona (doppia) visione.

Oltre la specie

Sarà perché è venerdì, sarà perché ogni giorno non vediamo e leggiamo altro che storie demotivanti di uomini incapaci di capire, che ho deciso di andare a ripescare una storia di qualche giorno fa.  Potrà sembrare la solita storia smelensa  che verrà vista con occhi astiosi e superiori da chi non sopporta l’idea che uomini ed animali debbano avere la stessa, identica dignità su questo pianeta. Però è bella e poiché sono coinquilino di gatti e zio di uno yorkshire, mi piace raccontarvela.

Bridget è una yorkshire terrier di 10 anni. Ha appena perso la sua cucciolata. Pochissimi giorni dopo, il caso, il destino, recapita alla porta della Utah Humane Society, l’equivalente americano della Protezione Animali,  una cucciolata di gattini, senza madre. Un’impiegata pensa: tentar non nuoce. Prova ad avvicinare a Bridget la cucciolata nella speranza che il suo istinto materno andasse oltre la diversità di specie. Di specie, non di razza. Bingo.

Non è una novità, succede spesso nel mondo animale ed alle volte coinvolge specie distanti anni luce tra loro. Ve la ricordate la gatta che allatta gli scoiattoli?

Torniamo ai mici: come cresceranno? Avranno una personalità diversa, particolare? Gli altri della loro specie, li accetteranno, o li troveranno strani? Secondo me saranno solo tre meravigliosi e normalissimi gatti.

Fonte| Care2

Un gatto è un gatto

Si fa presto a dire. Tutti quando pensano ad un gatto, immediatamente immaginano sempre la stessa tipologia: europeo, soriano, persiano, un italiano medio un po’ più fantasioso può arrivare a ricordarsi che esistono i siamesi, ma si va poco più in là. In realtà, secondo me, per chi non ha mai avuto un gatto esistono solo due tipologie: a pelo corto e a pelo lungo.
Rimarrebbero stupefatti nello scoprire la quantità di razze che in realtà sono presenti nel mondo felino. Ad esempio, chi conosce il California spangled? una razza che addirittura non è stata ancora riconosciuta dalla Cat Fanciers Association, l’associazione che registra i pedigree felini. Ha un bellissimo aspetto selvatico, sembra un piccolo leopardo.

California Spangled

Ed il Cymric? Dove lo vogliamo mettere il Cymric? Un meraviglioso animale dal pelo morbido e senza coda, tipo il Manx, ma più morbidone.

Cymric

Alzi la mano chi ha in casa un Singapura, detentore del titolo di gatto più piccolo mai addomesticato. Ha un’eleganza ed una delicatezza incredibile, può ricordare un siamese ma non lo è.

Syngapura

Cosa dire degli Chantilly-Tiffany? Sono molto rari e sono dei veri e proprio gioiellini di bellezza raffinata, e pare che abbiano una personalità molto dolce e pacata.

Chantilly – Tiffany

Certo, come abbiamo più volte detto, il ventaglio di opzioni di forme e colori feline, sono poca cosa rispetto a ciò che ci può svelare il mondo canino, ma per piacere non dite più, che un gatto è un gatto. Prossimamente altre meraviglie dotate di artigli e vibrisse.

Di gatti e di ingegneri

Come ben sapete esiste una quantità infinita di luoghi comuni sui gatti, così tanti che non sto neanche ad elencarveli. Esiste un’altra categoria di esseri viventi che è soggetto di mille stereotipi: l’ingegnere. Secondo la società moderna gli ingegneri sono una categoria di esseri umani nei quali la professione e l’essere si confondono in un unico elemento. Basta parlare con loro  pochi minuti per capire che livello di ingegnerizzazione hanno:  spesso girano con una calcolatrice scientifica nel taschino e la confondono con il cellulare;  la suddivisione del conto in pizzeria è oggetto di discussione per il livello di approssimazione da applicare al calcolo; se chiedi loro a che ora è l’appuntamento, devi specificare anche anche il fuso orario di riferimento. Bene, spero si chiaro.

Provate a mescolare adesso i due elementi: gatti ed ingegneri. Il risultato è un divertente video (in inglese) nel quale due ingegneri applicano alcune teorie scientifiche per insegnare al vostro gatto a cantare lo yodel, il tipico canto delle Alpi austriache.

Date un occhiata al video, è molto divertente e se avete uno spirito da ingegnere ed un po’ di humor inglese, lo apprezzerete molto.

Slow Cat Motion

Una delle tante cose che mi affascinano, e non sono poche, sono le riprese slow motion, ovverosia quel modo di registrare le azioni che usa al momento della ripresa molti più fotogrammi al secondo di quanti poi ne verranno usati per la proiezione. Non chiedetemi esattamente a quanti frame al secondo bisogna registrare un evento perché sia considerato slow motion.
Un amante dei gatti, giapponese, ha fatto ciò che spero di poter fare presto anch’io con la mia fotocamera: riprendere i suoi felini mentre saltano per cercare di acchiappare un giocattolo.

Guardate il video con attenzione e scoprirete con quale grazia e coordinazione i gatti saltano e ruotano in aria per atterrare in maniera corretta sul pavimento. Ad un certo punto si vede come uno dei gatti faccia “presa” sullo specchio per potersi dare un ulteriore slancio verso l’alto. Nel video lo usa semplicemente come sponda, ma avrebbe potuto risaltare da quel punto. Questa tecnica me la insegnarono, durante il periodo di addestramento nell’esercito, per scavalcare  o salire su muri che mai in vita mia avrei pensato di dover affrontare, riuscendo nell’impresa. Inoltre è una tecnica base per chi pratica il parkour ed i gatti la usano da sempre.

Ogni volta che guardo questo video cerco di capire come muovono la coda, la testa e le zampe per mantenere il coordinamento, e tutte le volte mi vengono in mente nuove domande. Per trovare le risposte non devo far altro che continuare ad osservare il mondo dei gatti.

Big Cat in Japan

Il noto modo di dire inglese Big In Japan, indica quei personaggi che hanno perso la loro fama in occidente e l’hanno riacquistata in oriente, dove diventano famosi quasi tutti.
C’è chi invece è famoso in Giappone e diventa famoso nel resto del mondo grazie a You Tube. Uno di loro è Maru, un gattone nipponico che vive in un appartamento e che ama giocare con gli oggetti che trova, in particolare scatole di cartone e cestini vuoti. La cosa non è nuova, molti se non tutti i gatti fanno queste cose, ma la particolarità di Maru è la flemma, la costanza con la quale si applica nel fare questi giochi. Si diverte, è chiaro, si vede benissimo, anche se sembra un po’ goffo nelle sue azioni ed ogni tanto sembra più cercare problemi che cercare svago!

Fatto sta che Maru è una celebrità internettiana e per chi non lo conoscesse, eccovi un paio dei suoi video più famosi.

Di gatti e di gorilla

Varie sono le ragioni per le quali gli uomini, nell’arco della loro storia, hanno deciso di sviluppare delle relazioni particolari con alcune specie animali: per essere aiutati nell’agricoltura, nella caccia, nella guerra e solo più tardi, per compagnia. Certo, il termine “compagnia” è un po’ limitante, visto che spesso si tratta di una vera e propria passione, un vero e proprio amore. In ogni caso è una relazione alta, ovverosia, l’uomo non sfrutta le capacità “fisiche” dell’animale, ma crea una relazione, un legame “sociale”, quasi paritario tra lui e il “compagno”, e sui di lui riversa una quantità di affetto che talvolta è difficile da trovare anche nelle relazioni tra umani.

I gatti in particolare hanno questa capacità, anche perché la loro utilità nell’evoluzione della storia dell’uomo non è così diretta come per altri animali. Sì, è vero, erano utili per la caccia ai topi nelle case e nei magazzini, ma se ci pensate bene, è poca roba rispetto al cacciare, al tirare un aratro o a far vincere una guerra rendendo più veloci e potenti i soldati, trasformandoli in cavalleria. Nonostante ciò, i gatti sono forse i primi della lista tra gli animali da compagnia preferiti dagli uomini. E non solo.

Koko è un gorilla femmina di quarant’anni, nata a San Francisco il 4 luglio del 1971 e residente allo zoo di Woodside, in California. Koko è una gorilla speciale perché è in grado di comunicare con l’uomo attraverso il linguaggio dei segni americano, ne conosce circa mille, ed è in grado di comprendere circa 2000 parole del vocabolario inglese. La speranza è che un giorno possa insegnare ad altri gorilla ciò che lei ha imparato per dare una svolta evolutiva a questa storia della Terra che sembra ormai ed un empasse. La cosa importante, e ragione per la quale parlo di un gorilla in un blog di gatti, è che nessuno può aver insegnato a Koko ciò che si vede in questo video, nel quale la gorilla scegliere il suo animale da compagnia, uno tra sette gattini che le vengono posti davanti. Guardate bene ed osservate come li tocca, con quale delicatezza li prende e li avvicina a se, li annusa, li accarezza. Ne sceglie uno e lo scelto non ha la benché minima paura di essere tra le braccia di Koko. Si sente al sicuro come è giusto che sia. Forse funzionerebbe anche con altri cuccioli, ma con i gatti succede qualcosa di speciale, sempre.

Credo sia inutile commentare oltre, e mi verrebbe da fare la mia solita battutina contro gli umani, specialmente uno, che non ha capito ancora molto di come funziona Madre Natura. Ve la risparmio.

Rumori di gatti.

Abbiamo già più volte parlato dei suoni che i gatti emettono per comunicare tra loro e per comunicare con gli umani, ed ormai sappiamo che il tipico “miao” è un suono che emettono solo se stanno conversando con un umano e non con un gatto. Con i simili usano altri suoni.

Ci sono però delle situazioni in cui il concetto di “comunicazione” va oltre la necessità di far sapere agli altri cosa stiamo facendo o chiedere qualcosa di cui abbiamo bisogno. Sono i suoni che accompagnano la nostra condizione in quel esatto momento. Ad esempio: se battete con il mignolino contro lo spigolo della libreria mentre andate in bagno di notte, il classico suono ad esso associato, ovverosia “oioioio”,  indica che state sentendo un certo dolorino localizzato che vi disturba non poco. Se qualcuno viene in vostro soccorso lo fa perché riconosce il suono, non perché c’è stata una richiesta. Se state gustando qualcosa di buono, il primo suono che producete è una specie di “mmmh” prolungato, che fa capire ai vostri simili che siete contenti e soddisfatti. Credo sia chiaro il concetto. Un suono emesso può indicare una condizione che  viene “comunicata” in maniera indiretta a chi ci sta intorno.

Detto questo, secondo voi, cosa sta comunicando questo micio?

Segreti svelati?

In seguito al post di venerdì della settimana scorsa, sono rimasto molto colpito dalla quantità di materiale che circola in rete riguardante la voglia di scoprire i segreti dei gatti, filmandoli di nascosto, o meglio ancora, dotandoli di una piccola telecamera ciondolante dal loro collarino o inserendo in esso, il collarino, un GPS in modo tale da poter controllare i movimenti e gli spostamenti nel territorio dei mici. Una famosa azienda farmaceutica ha condotto uno studio in collaborazione con Roger Tabor, un famoso comportamentalista felino inglese, realizzando 768 ore di registrazioni GPS e 150 ore di filmati, utilizzando come reporter nove gatti.

Potete scaricare il PDF del report da questo sito http://www.spotonwormer4cats.com.

Eccovi il video di presentazione del report.