Archivi categoria: Curiosità

Notizie curiose o di costume: es. accessibilità per gatti, cibi, ricette, accessori etc.

I protettori dei gatti contro lo Smithsonian: non è vero che i felini uccidono gli uccellini Petizione on line del gruppo americano per la difesa dei felini, Alley Cat Allies. Hanno raccolto già 55mila firme

MILANO – I gatti di città sono davvero ferali sterminatori di piccoli animali e uccellini? Secondo uno studio commissionato dallo Smithsonian e pubblicato a fine gennaio da Nature parrebbe proprio di sì: ogni anno, sosteneva la ricerca condotta da Smithsonian Conservation Biology Institute e U.S. Fish and Wildlife Service’s Division of Migratory Birds, i gatti domestici e randagi sono responsabili dell’uccisione negli soli Stati Uniti di miliardi di uccellini, animaletti di piccola taglia e topi. Tanto che i ricercatori concludevano che il gatto, almeno quello che abita negli Usa, fosse da ritenere il killer n°1 di volatili e piccoli mammiferi.
LA PROTESTA – Ma oltre ad aver fatto il giro della stampa americana, la ricerca ha avuto ampia risonanza tra le associazioni di amanti dei gatti, e non è piaciuta a molti protettori della specie: in particolare, un gruppo di pressione che lavora per proteggere la salute dei felini e la loro incolumità, la Alley Cats Allies (letteralmente: gli alleati dei gatti randagi), si è subito espressa contro lo studio, giudicandolo di «scienza spazzatura». La sua direzione ha puntato il dito contro gli studiosi, criticando la metodologia di raccolta dei dati ma soprattutto accusandoli di equiparare i gatti a killer spietati incitando così i governi locali a intraprendere azioni per debellare la specie.

LA PETIZIONE – Ecco perché da febbraio in poi la stessa associazione ha lanciato la sua controffensiva allo studio: una petizione cui è possibile aderire online in cui si condanna la stampa, per aver veicolato notizie che dipingono i gatti come feroci distruttori, ma soprattutto i risultati della ricerca dello Smithsonian. L’istituto nello specifico viene invitato a smettere di finanziare tali ricerche «spazzatura» e a ritrattare quanto affermato a fine gennaio. Il 1 maggio la petizione verrà ufficialmente depositata al centro scientifico, forte già di 55mila firme raccolte in tutti gli Stati Uniti.

MISURE ANTI-RANDAGISMO – Il problema dei gatti (soprattutto randagi) e della loro soppressione non è comunque un tema nuovo in tutto il mondo: la stessa associazione Alley Cats Allies lavora negli Usa con il suo progetto Trap-Neuter-Return, incitando le comunità locali a catturare e portare a vaccinare e sterilizzare i gatti che abitano liberi la propria area. Ma gli strumenti non si fermano qui, e ogni Paese ha adottato la sua pratica: in Italia la Lav (Lega italiana antivivisezione) lavora con campagne contro il randagismo, mentre in Germania per fermare i gatti che uccidono i volatili si è addirittura pensato di tassare i padroni dei felini per compensare della perdita di uccelli e altri piccoli animali. La legge ancora non esiste e anche in terra tedesca, comunque, le associazioni animaliste sono già insorte contro l’idea.

20130502-014304.jpg

Annunci

Arrivano i Cat Cafe’…

Coccole e gatti: nascono i cat cafè
I bar per amanti dei gatti sbarcano oltreoceano, in Europa: da Taipei, pioniere dell’idea, a Tokyo, e finalmente a Vienna. Qualche mese fa il Neko Cafè ha inaugurato il suo primo locale nella capitale austriaca. Tra una sacher e un caffè, qualche coccola ai gatti che circolano liberi, e acrobatici, si arrampicano sulle mensole in legno disposte ad arte per raggiungere la cuccia in vimini, rifugio solitario perfetto per gli autonomi felini. La piena libertà e attenzione da parte degi clienti gli consente di sbizzarrirsi, anche a ‘sedersi’ a tavola per smangiucchiare qualcosa…

e voi cosa ne pensate?? siete d’accordo oppure no?

Guardate un po’ questo video coccoloso…

Cat Caffe’ video

TORNA A CASA HOLLY!!!

USA, LA GATTA HOLLY TORNA A CASA DOPO 62 GIORNI E 305 CHILOMETRI
RICONOSCIUTA DAL MICROCHIP. L’ESPERTA: “UN MIRACOLO”

Un gatto con uno straordinario senso dell’orientamento è riuscito a trovare la strada di casa dopo aver perso di vista i suoi proprietari in vacanza. Lo scorso novembre, i coniugi Jacob e Bonnie Richter hanno portato con loro la gattina di famiglia, Holly, per un viaggio al Daytona International Speedway, ad oltre 305 chilometri da West Palm Beach, in Florida, la città in cui abitano. Lo rivela la ABC.
Spaventata dai fuochi d’artificio sparati di notte sulla spiaggia, Holly è scappata dal camper dei Richter. Per giorni, i suoi proprietari si sono messi alla ricerca del micio. Hanno anche distribuito volantini con la sua foto e allertato gli enti locali, prima di tornare a casa sconvolti e senza Holly.
Ma 62 giorni dopo la fuga di Holly, Barb Mazzola ha trovato un gatto emaciato nel suo cortile a Palm Beach Gardens. Era proprio il micio perso dalla coppia a novembre. “Era così magro e con tutte le ossa deboli che riusciva a malapena a camminare”, ha detto Mazzola. Che ha comprato un po’ di cibo per gatti e ha portato la bestiola da un veterinario sabato scorso. Holly è stata riconosciuta grazie al suo microchip.
I Richters non credevano alle proprie orecchie quando hanno ricevuto la chiamata che li avvisava del ritrovamento di Holly, a poco più di un chilometro e mezzo da casa sua. “Questa bambina ha fatto un bel viaggio – ha detto Jacob Richter a WPBF-TV -. Siamo felicissimi: è di nuovo con noi”.
“E’ a dir poco un miracolo il fatto che Holly sia tornato indietro percorrendo oltre 305 chilometri”, ha ammesso la veterinaria Marty Becker. Per poi spiegare: “Tutti gli animali hanno un senso dell’orientamento, ma è davvero insolito per i gatti trovare la strada di casa su lunghe distanze. Ha qualcosa di miracoloso questo episodio”.

20130115-135043.jpg

Il gatto Kido…e il gioco delle tre carte!!!

Kido è un gattino bianco intelligente, ma con una storia molto triste alle spalle.

Abbandonato per due volte nei primi sei mesi di vita, è stato salvato dall’attuale padrona poco prima di finire in un gattile.

La donna, estremamente orgogliosa del suo piccolo felino, ha pubblicato su YouTube un video (già oltre quota 200mila clic) che mostra Kido in una delle sue performance davvero fuori dal comune…

avete mai visto un gatto vincere al gioco delle tre tazzine, indovinando sempre la posizione della pallina?

Guardate il video…
http://video.ilmessaggero.it/index.jsp?videoId=2668&idSezione=15

20130114-235800.jpg

Il gatto al guinzaglio

Suzanne DeChillo/The New York Times

Cosa pensate dell’idea di portare in giro il vostro gatto al guinzaglio? Vi è mai venuta l’idea? Idea che forse qualcuno di voi potrebbe commentare come “malsana”. Ovviamente sto parlando a chi, come me, vive in un appartamento, non certo a chi ha un giardino o vive in aperta campagna. Mi è sempre piaciuta l’idea di poter portare il gatto a fare una passeggiata sull’erba, in un parco. Non certo lasciarlo libero, non mi fiderei. ma tenendolo sotto controllo con un guinzaglio, sì, m’è venuta la voglia.

Così ho scoperto un articolo sul New York Times che affronta la questione in maniera molto interessante e vi suggerisco di leggerlo nella sua interezza a questo link. In ogni caso, il punto fondamentale è  che è possibile farlo, ma c’è bisogno di tanta pazienza e del candidato giusto, ovverosia, non tutti i gatti sono adatti a girare con il guinzaglio. Il gatto giusto deve essere: coraggioso, facilmente “maneggiabile”, se non si lascia toccare neanche da voi la vedo dura, e socievole. Potrebbe anche darsi che non ci riusciate.

Il primo passaggio è quello di far abituare il gatto all’imbracatura. Stiamo parlando di guinzagli con la pettorina, non certo con il collare. L’approccio fondamentale da ricordare è che un gatto non farà mai e poi mai una cosa solo per accontentarvi. Per cui state sempre pronti a dare voi a loro una gratificazione nel momento in cui, ad esempio, gli infilate la pettorina, cosa che potrebbe inizialmente non gradire affatto. Se dopo l’operazione riceve un piccolo premio in cibo, forse, possiamo anche discuterne. Si prosegue così, finché il prendere la pettorina ed indossarla, anche solo per rimanere in casa, non diventa quasi un gesto abituale. Solo dopo si esce di casa. L’esperienza della giornalista del NYT, parla di svariati giorni prima di poter realmente uscire dal condominio, perché nel momento in cui il gatto si sdraia a terra, significa che da lì non ci si scosta. Allora un giorno il pianerottolo, un giorno le scale fino al piano di sotto, e così via, fino arrivare al portone. E là fuori? che succede?

Un gatto che non è mai uscito di casa potrebbe spaventarsi, anzi si spaventerà, per praticamente ogni cosa: dal postino, alla betoniera, fino, e questo è molto ovvio, al cane al guinzaglio del passante. Le soluzioni a questi incontri sono principalmente due: o si discosta l’attenzione del gatto velocissimamente dal “pericoloso” incontro, oppure si porta il gatto a fare una passeggiata in una zona dove tali incontri sono molto meno probabili, ad esempio un parco o un giardino con divieto d’accesso ai cani. Ce ne sono, ce ne sono. A proposito, un consiglio valido in generale: se il vostro gatto si spaventa per qualcosa di effettivamente non pericoloso, non prendetelo in collo per proteggerlo, il gatto in questa maniera perde confidenza in se stesso, piuttosto cercate di avere un atteggiamento indifferente alla cosa. Il gatto penserà: “se non preoccupa lui, perché dovrei preoccuparmi io?”. Se siete stati bravi e siete anche atletici, andrete con il vostro gatto a correre su prati, ad infilarvi nelle siepi, a fare gli agguati agli uccellini per poi tornare a casa, stanchi e soddisfatti. Certo, ci sono mille cose alle quali stare attenti, non saranno mai come cani che camminano al vostro fianco e che rispondono ai comandi vocali. Però, io quasi quasi ci provo. Ho un parco sotto casa!

Fonte| The New York Times

99 DOMANDE SUI GATTI

Passate le festività natalizie, cercando di recuperare il più velocemente possibile (non sono il primo a dire che, dopo le vacanze, ci vorrebbe un periodo di riposo prima di ricominciare), prendo lo spunto da uno dei regali ricevuti per parlare di gatti.

Non è un libro ma un simpatico gioco, da fare in due o in più persone, composto da 99 schede/domande aventi come argomento di interesse i felini, la loro storia, le loro caratteristiche: A che epoca risale l’inizio dell’amichevole coabitazione tra l’uomo e il gatto? Chi sono Pablo Picasso e Simone De Beauvoir nel mondo dei gatti? Quanto impiega un gatto a correre i 100 metri piani? Riferimenti cinematografici, letterari e storici che arricchiranno la vostra cultura sui felini, cultura già ricchissima poiché lettori del nostro blog. Ricordatevi che c’è sempre da imparare.

Buon divertimento.

Fonte| www.99domande.it

Discorsi da gatti

Siete passati indenni dalle festività. Cene e pranzi hanno riempito il vostro tempo ed i vostri stomaci? Confesso che la notte di Natale, dopo la cena della Vigilia, ho fatto un curioso sogno che aveva ben poco di Natalizio: giravo per le strade di una città e sparavo a zombie, divertente ma un pochino inquietante e non a tema. In ogni caso, ora che i vostri buoni propositi di passare ad una dieta più equilibrata e caloricamente corretta si sono fatti sempre più convinti, siete pronti per un veloce corso di lingua gattiana?

Così come la vostra pancia emette dei suoni post prandiali che significano fondamentalmente “hai esagerato!”, anche i vostri gatti emettono dei suoni ben definiti e decifrabili, ognuno dei quali ha lo scopo di comunicarvi un messaggio importante. Vediamo i principali, dei quali userò la terminologia sia inglese che italiana:

Schiocco o Chatter: negli umani il “chatter” o chiacchiericcio, equivale al parlare in maniera rumorosa oppure è il rumore di una serie di conversazioni che si sovrappongono. Nei gatti è un suono unico che viene dalla gola e che è spesso associato ad un rapido movimento della mandibola. Lo producono quando sono eccitati di fronte ad una preda, o potenziale tale, visto che è fuori dalla finestra, sul tetto del palazzo accanto, per cui, irraggiungiblie. Emettono questo suono mentre inseguono la preda e poco prima di attaccarla.

Trillo o Chirp: è un suono acuto spesso associato ad una gradita sorpresa. Oppure ad un saluto di benvenuto, ad un “ciao”. Fateci caso se lo fanno in occasione del vostro rientro a casa, oppure se è la prima volta che vi vedono nell’arco della giornata. Di solito lo fanno una volta sola. In altre occasioni lo usano come richiesta di attenzione, ed in questo caso lo producono in serie, finchè non vi voltate a guardarlo e capite la sua richiesta.

Ruggito o Growl: è un profondo suono gutturale chiaramente di avviso di pericolo… per voi. È una chiara minaccia o un indice di rabbia. Il ruggito è spesso associato a morsi e graffi improvvisi. C’è chi lo considera il modo di imprecare dei gatti. Possibile.

Fischio, Sibilo o Hiss: è un suono acuto e netto, simile ad una “s” sostenuta. È un chiaro segnale di disapprovazione. Lo fanno spesso rivolgendosi ad altri gatti con l’intento di fermare le loro azioni, in pratica un “fermati!” oppure un “vai via!”.  Altre volte è un suono di paura ed è la prima parte di una sequenza di suoni, seguiti da un ruggito. Se la “minaccia” non si è allontanata dopo questi avvisi, allora parte l’attacco.

Fusa o Purr: il grande mistero. È la vibrazione gutturale, tipica dei gatti. È un suono che varia per intensità, tono e volume da gatto a gatto. Alcuni sembrano dei diesel a basso regime, altri li senti a stento da quanto sono bassi. Il loro significato? Un mistero. Può significare qualunque cosa: dalla tranquillità al desiderio di essere coccolati, alla ricerca di calma, al bisogno di rilassarsi. Di solito lo fanno quando sono contenti e rilassati, coccolati ed accarezzati. Ma lo possono produrre anche in situazioni di stress, come per esempio dal veterinario, che non è in grado di sentire il battito cardiaco se le fusa sono troppo forti, fusa che in questo caso hanno una frequenza maggiore rispetto allo stato di relax. Mi sono fatto l’idea che il suono emesso durante le fusa sia una specie di “Om” felino, che serva loro per auto confortarsi in momenti di tensione elevata.

Miao o Meow: ogni gatto ha il suo miao e ci sono svariati tipi di miao. Genericamente è una ricerca di attenzione. Può essere rapido e breve, una specie di saluto, o lungo e lamentoso, se soffrono un qualche disagio, fino a raggiungere livelli da Opera Lirica se sono in calore.

Poi ce ne sono mille altri di suoni, ma spesso sono i suoni dei vostri gatti, che solo loro producono. Ed allora ascoltateli, provateli ad interpretare e fateci sapere.

Il Gatto: manuale d’istruzioni

Così ci siamo, alla pre vigilia di Natale. Molto probabilmente qualcuno ha deciso di regalare un cucciolo di gatto, o magari ha deciso di regalarselo. Chi lo ha comprato da un allevatore e chi invece ha deciso di andare in un gattile ed adottarne uno tra i tanti pronti a dispensare amorevoli graffi e dolci fusa a chi decide di portarlo con se, a casa.  In ogni caso, l’adozione di un  gatto, del primo gatto, è una scelta importante da non prendere sottogamba. Così, sia chi lo riceve come regalo, sia chi ha deciso di condividere il proprio appartamento, anzi, la propria vita con un felino, all’inizio è pervaso da un grande entusiasmo e da mille dubbi e paure. Inizia così la spasmodica ricerca di informazioni su internet, dai veterinari e sui libri.

Il mio primo libro su gatti è quello che vi presento oggi, con il debutto di una specie di nuova rubrica, che per adesso chiamerò, Biblioteca Essenziale del Convivente di un Gatto. Mi è stato regalato pochi giorni dopo l’arrivo del mio primo gatto in casa, non acquistato e neanche regalato da una persona, il classico trovatello. Per me che non avevo mai avuto un animale in casa, tranne i nipoti, è stata emotivamente e praticamente una bella sfida. Non sapevo da che parte rifarmi: cosa mangiano? come dormono? dove la fanno? lo sterilizziamo? non lo sterilizziamo? dorme con noi? può salire sul lettone? sta bene? insomma… non ci capivo niente.

Il Gatto: manuale d’istruzioni, di David Brunner e Sam Stall, Ed. Kovalski, è per un semi-nerd come me, un ottimo inizio. In pratica è una specie di “The Missing Manual” per gatti (per chi non lo sapesse “The Missing Manual” ovverosia “Il Manuale Mancante”, è una collana di libri legata per lo più al mondo dell’informatica. Se cercate sul web, ne troverete moltissimi). Molto ricco di contenuti e di una grafica semplice ed elegante, affronta l’argomento “gatto” allo stesso modo di come tratterebbe un elettrodomestico: le istruzioni di come si alimenta, di come si pulisce, dei “bugs”, dei comportamenti anomali, usando una terminologia del tipo, Installazione, Interazione quotidiana, Interfaccia, Modelli di marca e non di marca, Programmazione di base, Manutenzione e così via. Utile e divertente allo stesso modo. Certo un gatto non è un elettrodomestico, lo so benissimo, ma lo spirito con il quale è scritto, fa intendere che gli autori, sono anche loro lungi dal considerare un gatto un elettrodomestico. Sono solo un po’ nerd.

Così, se avete deciso di donare parte del vostro spazio vitale ad una delle creature più belle del mondo e siete un po’ nerd, questo libro è sicuramente consigliato. Oltre ovviamente a leggere il nostro blog! Auguroni a tutti!

Il gatto yoga

La mattina, appena vi alzate dal letto, avete anche voi quella sensazione, come se notte tempo un simpaticone si fosse divertito a fare dei nodi ai vostri muscoli e tendini oltre a riempire di supercolla le articolazioni? Appena provate a sgranchirvi la schiena, sentite degli scricchiolii che neanche una trave del XII secolo emette in una chiesa gotica? Siete sopraffatti da un senso di invidia quando vedete il vostro gatto che si stiracchia con gran piacere appena uscito dalla sua cuccia? Se siete anche voi così, sappiate che una possibile soluzione ai vostri problemi è lo yoga mattutino, e chi miglior insegnante di tale pratica se non un gatto? Prendete esempio da questa ragazza e notate come segue a perfezione le indicazioni del suo insegnante. Mi sa che ci provo anch’io.

Cena di Natale

Ogni paese ha le sue tradizioni, ed in molti paesi di origine anglosassone, per Natale è d’obbligo preparare il tacchino. Ne sa qualcosa Simon.
Se per caso avete qualche idea su cosa preparare per il cenone di Natale che possa essere gustato anche dai vostri mici, mandateci dei suggerimenti, segnalerò le migliori ricette.

Buon Appetito!