Archivio mensile:maggio 2012

Occhi azzurri

Ho scrutato l’anima negli occhi del gatto,

Specchi d’acqua della una realtà più vera.

Mi sono persa…

Mi sono trovata.

 

 

 

Dopo l’esilio dal mondo del web per cause di forza maggiore, riprendo la pubblicazione con le foto che ho collezionato in queste settimane, sperando che vi piacciano. 🙂

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Il nuovo episodio del gatto di Simon

Andando in giro per il mondo, anche se il vostro mondo è grande quanto un giardino, vi consente di fare nuove conoscenze. Alle volte gradite, alle volte meno gradite. Può capitare di conoscere gente interessante e fare amicizia, altre volte gente dalla quale è meglio stare alla larga. In ogni caso si impara sempre qualcosa. Un consiglio: non date confidenza troppo velocemente. Buon lunedì!

Oltre la specie

Sarà perché è venerdì, sarà perché ogni giorno non vediamo e leggiamo altro che storie demotivanti di uomini incapaci di capire, che ho deciso di andare a ripescare una storia di qualche giorno fa.  Potrà sembrare la solita storia smelensa  che verrà vista con occhi astiosi e superiori da chi non sopporta l’idea che uomini ed animali debbano avere la stessa, identica dignità su questo pianeta. Però è bella e poiché sono coinquilino di gatti e zio di uno yorkshire, mi piace raccontarvela.

Bridget è una yorkshire terrier di 10 anni. Ha appena perso la sua cucciolata. Pochissimi giorni dopo, il caso, il destino, recapita alla porta della Utah Humane Society, l’equivalente americano della Protezione Animali,  una cucciolata di gattini, senza madre. Un’impiegata pensa: tentar non nuoce. Prova ad avvicinare a Bridget la cucciolata nella speranza che il suo istinto materno andasse oltre la diversità di specie. Di specie, non di razza. Bingo.

Non è una novità, succede spesso nel mondo animale ed alle volte coinvolge specie distanti anni luce tra loro. Ve la ricordate la gatta che allatta gli scoiattoli?

Torniamo ai mici: come cresceranno? Avranno una personalità diversa, particolare? Gli altri della loro specie, li accetteranno, o li troveranno strani? Secondo me saranno solo tre meravigliosi e normalissimi gatti.

Fonte| Care2

Un gatto è un gatto

Si fa presto a dire. Tutti quando pensano ad un gatto, immediatamente immaginano sempre la stessa tipologia: europeo, soriano, persiano, un italiano medio un po’ più fantasioso può arrivare a ricordarsi che esistono i siamesi, ma si va poco più in là. In realtà, secondo me, per chi non ha mai avuto un gatto esistono solo due tipologie: a pelo corto e a pelo lungo.
Rimarrebbero stupefatti nello scoprire la quantità di razze che in realtà sono presenti nel mondo felino. Ad esempio, chi conosce il California spangled? una razza che addirittura non è stata ancora riconosciuta dalla Cat Fanciers Association, l’associazione che registra i pedigree felini. Ha un bellissimo aspetto selvatico, sembra un piccolo leopardo.

California Spangled

Ed il Cymric? Dove lo vogliamo mettere il Cymric? Un meraviglioso animale dal pelo morbido e senza coda, tipo il Manx, ma più morbidone.

Cymric

Alzi la mano chi ha in casa un Singapura, detentore del titolo di gatto più piccolo mai addomesticato. Ha un’eleganza ed una delicatezza incredibile, può ricordare un siamese ma non lo è.

Syngapura

Cosa dire degli Chantilly-Tiffany? Sono molto rari e sono dei veri e proprio gioiellini di bellezza raffinata, e pare che abbiano una personalità molto dolce e pacata.

Chantilly – Tiffany

Certo, come abbiamo più volte detto, il ventaglio di opzioni di forme e colori feline, sono poca cosa rispetto a ciò che ci può svelare il mondo canino, ma per piacere non dite più, che un gatto è un gatto. Prossimamente altre meraviglie dotate di artigli e vibrisse.

Di gatti e di ingegneri

Come ben sapete esiste una quantità infinita di luoghi comuni sui gatti, così tanti che non sto neanche ad elencarveli. Esiste un’altra categoria di esseri viventi che è soggetto di mille stereotipi: l’ingegnere. Secondo la società moderna gli ingegneri sono una categoria di esseri umani nei quali la professione e l’essere si confondono in un unico elemento. Basta parlare con loro  pochi minuti per capire che livello di ingegnerizzazione hanno:  spesso girano con una calcolatrice scientifica nel taschino e la confondono con il cellulare;  la suddivisione del conto in pizzeria è oggetto di discussione per il livello di approssimazione da applicare al calcolo; se chiedi loro a che ora è l’appuntamento, devi specificare anche anche il fuso orario di riferimento. Bene, spero si chiaro.

Provate a mescolare adesso i due elementi: gatti ed ingegneri. Il risultato è un divertente video (in inglese) nel quale due ingegneri applicano alcune teorie scientifiche per insegnare al vostro gatto a cantare lo yodel, il tipico canto delle Alpi austriache.

Date un occhiata al video, è molto divertente e se avete uno spirito da ingegnere ed un po’ di humor inglese, lo apprezzerete molto.

Cerco Soci!

Non intendo il simpatico paesino immerso nel verde del Casentino, bensì persone che desiderino aprire con me un caffè di gatti. Non “per gatti”, “di gatti”. Pare che in Giappone siano comunissimi e ne hanno aperto uno anche a Vienna, ovviamente una signora giapponese.  In pratica sono dei semplicissimi e normalissimi bar, dove un numero imprecisato di gatti è libero di muoversi tra i tavoli, sugli scaffali, sulle librerie, insomma come fanno in una qualunque casa. Gli avventori del bar li possono accarezzare e giocarci, ovviamente se i felini si lasciano avvicinare.
Perché andare in un bar del genere? Innanzitutto per il piacere di stare in mezzo ai gatti; poi, ad esempio, per soddisfare le esigenze di pet caring di chi non può permettersi un gatto perché magari in famiglia c’è una persona allergica che non resisterebbe molto ricoperta di pelo. A proposito, ricordatevi che non si è allergici al pelo dei gatti, ma alla loro saliva.

Inoltre i gatti sono, diciamo così, forniti dai gattili locali e quindi potrebbero anche essere adottati da un frequentatore del bar.

Se sapete un minimo di inglese leggete la notizia e guardate i video relativi  qui e qui.

Ovviamente, vietato l’ingresso ai cani.

Il Medico Risponde: una forma virale?

Cleo, micia di 6 mesi, razza British (padre scottish) ha avuto 5 gg di febbre a 40.3 – 40.7, inappetenza e apatia/ stato catartico, sotto controllo giornaliero dal veterinario che me la visita e cura con due diversi tipi di antibiotico (il primo non faceva abbassare la febbre) Ad oggi è sfebbrata da 2 giorni, ma mentre fino a ieri qualcosa mangiucchiava, oggi proprio schifa qualsiasi cosa. Per sostenerla, Carnitina in gocce prescritta del vet. Oggi sono riuscita a darle solo 2 cucciaini di panna montata. Per fortuna beve almeno l’acqua. Altri sintomi non ne manifesta, bocca e gola sono ok, pipì e funzioni intestinali regolari, compatibili la scarsa nutrizione.  

Il veterinario mi ha parlato di un possibile virus, ma non sono tranquilla per il fatto che non mangia e sta deperendo ed è triste: cosa potrebbe essere? Ho pensato ad una palla di pelo, ma non ha vomito. Domani cambio veterinario per farle fare qualche test clinico. Che ne pensa?

grazie
“mamma di Cleo”

 

Cara “mamma di Cleo”,

suppongo che la mia risposta arrivi già dopo il consulto presso un altro collega e spero pertanto che si sia potuto arrivare ad una diagnosi.

I sintomi che descrivi possono essere compatibili con una forma virale (non mi hai detto se la gatta è vaccinata) ma se la micia continua a non stare bene nonostante l’abbassamento della temperatura, io stessa sarei stata propensa a sottoporla a degli esami del sangue per valutare il profilo biochimico ed emocromocitometrico. Inoltre consiglierei, se non sono già stati eseguiti, i test per la valutazione della positività a malattie virali del gatto conosciute con gli acronimi FIP, FIV e FeLV. Il fatto che la febbre sia passata è infatti un buon segno ma resta da motivare l’anoressia e il deperimento che descrivi nella tua mail. Nell’attesa dei risultati degli esami si può sostenerla attraverso una fluidoterapia ad hoc, anche senza la necessità di ricovero.

Spero che la tua micia possa stare presto meglio.

Un saluto

 

Slow Cat Motion

Una delle tante cose che mi affascinano, e non sono poche, sono le riprese slow motion, ovverosia quel modo di registrare le azioni che usa al momento della ripresa molti più fotogrammi al secondo di quanti poi ne verranno usati per la proiezione. Non chiedetemi esattamente a quanti frame al secondo bisogna registrare un evento perché sia considerato slow motion.
Un amante dei gatti, giapponese, ha fatto ciò che spero di poter fare presto anch’io con la mia fotocamera: riprendere i suoi felini mentre saltano per cercare di acchiappare un giocattolo.

Guardate il video con attenzione e scoprirete con quale grazia e coordinazione i gatti saltano e ruotano in aria per atterrare in maniera corretta sul pavimento. Ad un certo punto si vede come uno dei gatti faccia “presa” sullo specchio per potersi dare un ulteriore slancio verso l’alto. Nel video lo usa semplicemente come sponda, ma avrebbe potuto risaltare da quel punto. Questa tecnica me la insegnarono, durante il periodo di addestramento nell’esercito, per scavalcare  o salire su muri che mai in vita mia avrei pensato di dover affrontare, riuscendo nell’impresa. Inoltre è una tecnica base per chi pratica il parkour ed i gatti la usano da sempre.

Ogni volta che guardo questo video cerco di capire come muovono la coda, la testa e le zampe per mantenere il coordinamento, e tutte le volte mi vengono in mente nuove domande. Per trovare le risposte non devo far altro che continuare ad osservare il mondo dei gatti.

Big Cat in Japan

Il noto modo di dire inglese Big In Japan, indica quei personaggi che hanno perso la loro fama in occidente e l’hanno riacquistata in oriente, dove diventano famosi quasi tutti.
C’è chi invece è famoso in Giappone e diventa famoso nel resto del mondo grazie a You Tube. Uno di loro è Maru, un gattone nipponico che vive in un appartamento e che ama giocare con gli oggetti che trova, in particolare scatole di cartone e cestini vuoti. La cosa non è nuova, molti se non tutti i gatti fanno queste cose, ma la particolarità di Maru è la flemma, la costanza con la quale si applica nel fare questi giochi. Si diverte, è chiaro, si vede benissimo, anche se sembra un po’ goffo nelle sue azioni ed ogni tanto sembra più cercare problemi che cercare svago!

Fatto sta che Maru è una celebrità internettiana e per chi non lo conoscesse, eccovi un paio dei suoi video più famosi.

Bob è uscito e parla italiano!

Eccolo  il libro di James Bowen del quale abbiamo parlato tempo fa in questo post.
Ora è in libreria e potete leggerlo in italiano.
La scheda dell’editore è perfetta:
“Quando James Bowen trova davanti alla porta del suo alloggio popolare un gatto rosso, rannicchiato in un angolo, impaurito e malato, non immagina quanto la sua vita stia per cambiare. James, ventisette anni, un passato di alcol e droga, non ha un lavoro né una famiglia su cui contare. Vive alla giornata per le vie di Londra, e raccoglie qualche spicciolo suonando la chitarra davanti a Covent Garden e nelle stazioni della metropolitana. L’ultima cosa di cui ha bisogno è un animale domestico. Eppure non resiste a quella palla di pelo, che subito battezza Bob. Pian piano James riesce a farlo guarire, e a quel punto lascia il gatto libero di andare per la sua strada, convinto di non rivederlo più. Ma Bob è di tutt’altro avviso: per nulla al mondo intende separarsi dal suo nuovo amico e lo segue ovunque. Instancabile. Finché a James non rimane che arrendersi. E’ l’inizio di una meravigliosa amicizia e di una serie di singolari, divertenti e a volte pericolose avventure che trasformeranno la vita di entrambi, rimarginando lentamente le vecchie ferite, anche quelle più profonde. A spasso con Bob è una storia tenera e commovente che parla di amicizia, felicità e amore. Un messaggio di speranza che toccherà il cuore di tutti i lettori.”

Che dire, una lettura che non può che rinfrancare lo spirito, dopo le continue ed incredibili notizie riguardanti abusi su animali che giungono da ogni parte del mondo. Certo, forse qualche parte della storia sarà un po’ romanzata, per rendere il tutto più godibile e magari commovente. Il dato di fatto, inconfutabile, è che un uomo ha salvato un gatto e, per ringraziamento? per riconoscenza? un gatto ha salvato la vita ad un uomo.
Ricordatevi, per quanto sia possibile, che potete aiutare i gattili del vostro comune.
Informatevi. Magari trovate il vostro Bob.

A spasso con Bob
James Bowen
Sperling & Kupfer 2012
pp. 256
€ 16,90