Archivio mensile:aprile 2012

Segreti svelati?

In seguito al post di venerdì della settimana scorsa, sono rimasto molto colpito dalla quantità di materiale che circola in rete riguardante la voglia di scoprire i segreti dei gatti, filmandoli di nascosto, o meglio ancora, dotandoli di una piccola telecamera ciondolante dal loro collarino o inserendo in esso, il collarino, un GPS in modo tale da poter controllare i movimenti e gli spostamenti nel territorio dei mici. Una famosa azienda farmaceutica ha condotto uno studio in collaborazione con Roger Tabor, un famoso comportamentalista felino inglese, realizzando 768 ore di registrazioni GPS e 150 ore di filmati, utilizzando come reporter nove gatti.

Potete scaricare il PDF del report da questo sito http://www.spotonwormer4cats.com.

Eccovi il video di presentazione del report.

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Camera con vista… da gatto.

Gli appassionati di cinema conoscono benissimo il TRIBECA FILM FESTIVAL di New York. Nato nel 2002 nella Lower Manhattan, grazie a  Jane Rosenthal e Robert De Niro, con lo scopo di riportare velocemente un po’ di vitalità sociale e speranza, persa a causa degli attentati dell’ 11 settembre al World Trade Center,  nel “triangolo sotto il canale”, the Triangle Below Canal Street, così come viene chiamata quella zona sotto Canal Street, appunto TriBeCa. Negli anni, il Festival è diventato sempre più importante con la partecipazione dei grandi del cinema americano.

In questi giorni al TriBeCa  viene presentato il documentario breve CATCAM THE MOVIE, già vincitore del Premio della Giuria al Festival SXSW. Si tratta di un documentario realizzato da un ingegnere tedesco che vive in South Carolina che ha attaccato una webcam al collare del suo gatto, Mr.Lee, per scoprire dove andava nei lunghi periodi di assenza da casa e per saperne un po’ di più del mondo dei felini

Ovviamente non ho ancora visto il documentario per intero, ma solo il trailer che potete visionare anche adesso.

In rete è possibile trovare qualche primo estratto, o forse esperimento. Ovviamente il video non è del 1980 come indicato.

In realtà l’idea non è nuova. Già da tempo circolano in rete video realizzati con la prospettiva di un micio. Come ad esempio quello realizzato da Squeaky nel 2006.

O la più recente serie Cat Cam Log, della quale vi propongo il primo episodio.

In rete potete trovare tutti gli altri.

Il punto è che Festival o non Festival, premio o non premio, l’uomo è da sempre curioso di sapere come conducono la loro vita i gatti.
Perché? Amore per la biologia? Interesse verso le scienze comportamentali? L’ etologia? No, semplicemente invidia.

Il Medico Risponde: quale alimentazione?

Buongiorno,

ho due British di 8 mesi, un maschio e una femmina, appena sterilizzati. Il mio veterinario mi ha consigliato di iniziare a somministrare il cibo per gatti sterilizzati; tuttavia ieri parlavo con un rappresentante di una nota azienda di cibo per gatti il quale mi ha detto che nel cibo per sterilizzati spesso c’è una bassa percentuale di grassi ma anche il 38% di proteine, contro il 32%-34% dei cibi per gatti non sterilizzati (parlo di alimenti secchi). Ho constatato di persona la cosa e mi sono chiesta come comportarmi per evitare in futuro problemi renali portati magari da un elevato apporto di proteine.

Lei cosa consiglia? Grazie

 

Cara lettrice,

effettivamente nella maggior parte di prodotti consigliati per gatti sterilizzati la quota proteica si aggira attorno al 38%-40%. Questa percentuale è mantenuta per favorire lo sviluppo della massa muscolare magra e permettere di mantenere una percentuale di grassi ridotta.  Inoltre sono formulati per ridurre la possibilità di insorgenza di calcoli urinari.

La differenza tra la quota proteica di un prodotto per gatti sterilizzati e uno per gatti che non lo sono, non è, a mio parere, tale da interferire sulla funzionalità renale. Tenga conto infatti che i mangimi per gatti anziani hanno una percentuale di proteine molto più bassa, circa il 25-28%, non parliamo poi di quelli formulati apposta per problemi renali. Un altro discorso va fatto se i suoi gatti presentano alterazioni morfologiche renali di tipo congenito, che predispongono di per sè all’insufficienza renale.

Per maggiore chiarezza le consiglio comunque di prendere contatti con un medico veterinario nutrizionista, che saprà chiarirle meglio i suoi dubbi e consigliare la dieta più adatta ai suoi amici felini.

Cordiali saluti

Matteo, Fiona, Takeshi e la lettiera

Tutti i blogger conoscono Matteo Bordone. Tutti conoscono Wired. Matteo è un grande amante dei gatti e ne ha due: Fiona e Takeshi. Oltre a scrivere in maniera intelligente ed ironica su argomenti che spaziano dalla musica al cinema, Matteo ha il compito mensile per Wired di fare la recensione di un prodotto o di un oggetto, provandolo per un mese a casa sua.

In questo video, la prova del mese coinvolge anche Fiona e Takeshi, poiché si tratta di una “rivoluzionaria” (poichè gira) lettiera autopulente.

Il risultato?

I gatti dell’Hermitage

Avevo bisogno di riconciliarmi con l’Est europeo. Per questa ragione sono contento di scoprire, con grande ritardo ammetto, che in Russia, a San Pietroburgo, esiste una meraviglia di convivenza tra umani e felini. Rabbrividisco all’idea che fino a pochi anni fa, questo luogo magico risiedeva sotto lo stesso tetto dell’Unione Sovietica, della quale faceva parte anche l’Ucraina, a  relativamente pochi chilometri da San Pietroburgo, un paese così incivile che ha dato il via libera ad una vera e propria strage di animali di strada, cani e gatti, in nome dello sport più ricco del mondo, il calcio. Una barbarie, informatevi.

In ogni caso, l’Hermitage, il museo più importante della città, se non il più importante dell’intera nazione, oltre a raccogliere centinaia di opere di importanza e bellezza incredibile, accoglie una cinquantina di gatti, lasciati liberi di girare per il palazzo e per gli scantinati del museo, insigniti del grado di “Protettori delle Opere d’Arte” dall’Imperatrice, direi “illuminata” Caterina. Forse  nomina sunt omina, ma a me non conviene tanto dirlo.

Di loro si occupa principalmente Tatjana Nikolaevna Danilova, una bella signora che ama oltre modo il suo lavoro, così come lo amerebbero tutti gli abitanti della grande città russa. Grandi apprezzatori dei felini, sono in grado di fare sacrifici per poter adottare i gatti dell’Hermitage quando questi sono in esubero. Per loro è un grande onore.

Non solo, ogni anno viene allestita una mostra per la “Giornata Annuale del Gatto”, qui potete vedere alcune foto, con opere dedicate ad i felini più amati nel mondo.

Condivido un bel servizio, un po’ old fashion,  sull’argomento fatto dalla Rai qualche anno fa. Buona visione.

Il gatto da camera

L’argomento “condividere la camera da letto con i propri mici” è uno di quelli che abbiamo affrontato altre volte. C’è chi sostiene che  non sia igienico, chi non riesce a dormire con un peso sullo stomaco o sui piedi, chi ha difficoltà a dormire un paio d’ore sul bordo del letto per non disturbare il gatto che si è comodamente sdraiato assumendo  una posizione ed un allungamento che neanche dopo vent’anni di yoga e stretching noi riusciremmo ad ottenere. La leggenda che i gatti dormano acciambellati gira da tanti anni. Alle volte dormono acciambellati. Se hanno la possibilità di sdraiarsi su un letto, occupano tutte le piazze a disposizione.

E poi a loro piace. Non vi conviene lasciarli fuori. Addirittura chiudere la porta per evitare che entrino e che vi sveglino ad orari inopportuni. C’è chi c’ha provato. Con il risultato di aver scoperto di avere un gatto dall’intelligenza brillante, che ha comunque trovato il modo di vendicarsi per questa scelta poco condivisibile.

Un invito, lasciate che i gatti dividano il letto con voi. Soprattutto d’inverno.

PAUL LEYHAUSEN: Il comportamento dei gatti

Le letture dedicate ai gatti sono innumerevoli, ma ci sono dei testi fondamentali che devono essere letti da chi si dichiara un amante del genere, non solo letterario, anche tassomonico, i Felis.

In particolare per chi non solo ama la sua compagnia o la sua estetica, ma anche vuole capire di più, vuole entrare ancora più in sintonia con un mondo di difficile comprensione, quello dei gatti, che affascina in maniera incredibile, e da secoli, l’uomo. Paul Leyhause ha avuto un grande maestro, Konrad Lorenz. La prima parte del lavoro è dedicato al comportamento del gatto, o più in generale dei felini, nell’atto predatorio, con paralleli e convergenze tra il comportamento di specie “selvatiche” e i nostri cucciolotti domestici, che in realtà sono spietati cacciatori, spesso prossimi alla malvagità. La loro natura è quella dopotutto. La seconda, anche se in realtà è diviso in più di due parti, affronta i comportamenti sociali.
Anni ed anni di osservazioni, fotografie, disegni, schemi. Dalla prima edizione, del 1956, sono passati 26 anni prima di arrivare alla sua sesta ed ultima edizione aggiornata.

È un libro di etologia, non è una simpatica avventura. Alle volte il linguaggio scientifico può risultare un po’ arido, ma per ciò che si impara su queste meravigliose e straordinarie creature è assolutamente imperdibile. Buona lettura.

PAUL LEYHAUSEN
Il comportamento dei gatti
Traduzione di Francesco Scudo, Lorenzo Sereni
gli Adelphi 2001,
pp. 437

Basta avere pazienza

I processi evolutivi cognitivi, se così li possiamo chiamare, hanno bisogno di tempo per poter evolvere e diventare patrimonio “culturale” di una specie. Alle volte non di tantissimo tempo. Mi ricordo l’esempio della Macaca Fuscata dell’isola di Koshima, una razza di macaco giapponese: abituati a mangiare bacche e frutti spontanei, furono messi in contatto con un nuovo tipo di cibo, la patata dolce, buttata sulla spiaggia e quindi sporca di sabbia. La giovane Ima, un macaco femmina di un anno e mezzo, imparò a lavarla nell’acqua di fiume ed insegnò la tecnica alla madre. Poco tempo dopo tutta la comunità lavava il cibo prima di mangiarlo. Il passo evolutivo successivo fu che la giovane Ima provò a lavare le patate in acqua di mare, quindi salata, con un deciso miglioramento del sapore. La sera stessa tutte le scimmie lavavano le patate nell’acqua di mare.

L’abilità nell’arte della caccia appartiene assolutamente alla storia dei grandi e dei piccoli felini, conoscono per “istinto” le tecniche di caccia e di lotta che esercitano sin da piccoli nel gioco. Ma che stimoli hanno nelle case? Come possono sviluppare e migliorare la loro “natura venatoria”, che poi è la loro principale caratteristica specifica. Sono perfette macchine da caccia, che non hanno più bisogno di cacciare. Però lo stimolo a trovare dove il cibo è nascosto è ancora forte. Forse non hanno più bisogno di dover lottare con la preda per tramortirla e ammazzarla, perché è in busta o in scatoletta. Ma sapere e scovare dove si nasconde è sempre stimolante. Non solo, bisogna anche capire con quali meccanismi è possibile raggiungerlo.  Una delle tecniche adottate dai mici domestici è piazzarsi di fronte allo sportello dove sanno che c’è la pappa, emettere un leggero miagolio per attirare l’attenzione, incrociare lo sguardo dell’umano ed invitarlo a guardare la maniglia: per piacere puoi aprire questo sportello per me? Grazie. Se l’umano è assente allora bisogna arrangiarsi, capire il meccanismo di apertura e riuscire a compiere l’azione anche senza l’uso del pollice opponibile, che per voi sembrerà normale, ma è l’invenzione anatomica più incredibile ed utile della storia dell’uomo.

Riuscire a fare una cosa del genere non è un semplice giochino divertente e simpatico da guardare, ma la dimostrazione di una notevole intelligenza del gatto, che usa il ragionamento con processi di astrazione e manipolazione assolutamente superiori. Ma di quale giochino sto parlando? Giusto, guardate il video successivo ed imparate. Buona giornata a tutti.

 

 

Siete sicuri?

Da appassionato studioso comportamentale del mondo felino, spesso mi capita di travisare completamente ciò che vedo. In realtà mi capita spesso anche con gli umani, ma ciò è comprensibile, essendo gli umani per loro natura travisanti. Il mio desiderio di riuscire a comunicare con i gatti mi fa cercare in ogni loro sguardo, movimento, suono, un significato che possa avere una decodifica umana, dando per base (ovviamente errata di massima) che il loro ragionamento sia di tipo umano e non felino.

Per questa ragione, vi propongo una pagina che ironizza sul mio, e di tanti altri, modo di guardare al mondo felino. È in inglese ma è molto semplice da comprendere. Si potrebbe tradurre Da cosa si capisce che il tuo gatto sta pianificando di ucciderti. In maniera estremamente ironica e divertente lo schema interpreta normali comportamenti felini come indizi per un possibile complotta omicida nei nostri confronti. Il fare il pane non sarebbe un gesto di rilassamento o d’affetto, bensì un controllo dei nostri organi interni per capire il punto debole. Se troviamo la lettiera sparsa per tutta la casa, non è perché la litterbox è troppo piccola, ma perché il gatto si sta esercitando per fare buche e nascondere il nostro corpo. Le prede che ci portano in casa non sono regali, sono avvertimenti. Insomma, tutto è molto divertente… spero.

Ehi mici, perché mi guardate così?

Il Medico Risponde: strani atteggiamenti

Buonasera,

la mia gatta ha 9 anni e circa  4-5 anni fa è stata operata per un tumore dovuto ad una vaccinazione. Quest’anno il problema si è ripresentato. Doveva essere nuovamente operata, ma siccome le probabilità che fosse sopravvissuta erano scarse (potevano essere anche solo 2 giorni), ho deciso con difficoltà di non farla operare. E’ successo però che nella sede della lesione si è formato come del pus, che è stato fatto fuoriuscire dal veterinario, quindi è cominciata una cura. Durante la terapia la micia ha perso il pelo dove si è formata questa escrescenza e forse questo le avrà procurato del prurito. La sto medicando con acqua ossigenata e antibiotico in pomata e copro la zona in questione con garza e cerotto. La mia gatta ha cominciato ad avere comportamenti strani. Ad esempio, tende a defecare sul pavimento, sale sulla scrivania…e cosa stranissima si mette accoccolata vicino alle porte chiuse. Non so spiegarmi… è un comportamento dovuto ad ansia, non so, è depressa,oppure altro che non riesco a capire? Sono un bel pò preoccupata.

Grazie. Cordiali saluti

Agnese

 

Cara Agnese,

dalle informazioni che mi hai dato si può supporre che la ragione del comportamento anomalo della tua micia sia da ricercare in questa massa che le procura fastidio. Intendo dire che il prurito e le medicazioni quotidiane potrebbero aver scatenato una forma di ansia che lei manifesta con gli atteggiamenti che mi hai descritto. Se si tratta di un problema di questo tipo, ti consiglio di parlarne con il tuo veterinario che potrebbe prescriverti dei farmaci e integratori che si utilizzano per gestire situazioni stressanti e potrebbero aiutare in questo caso.

Un’altra ipotesi è che il problema non derivi dalla presenza di questa massa nè da altri fattori comportamentali, ma sia di origine neurologica e in questo caso occorrerà indagare con una visita accurata ed esami specifici. 

Un saluto