Scusa, non ti sento, c’è il gatto che fa le fusa!

Se avete avuto la pazienza di leggere alcuni dei miei “post” di vita da convivente con felini, vi sarete accorti che uno dei miei interessi principali è la comunicazione, o meglio, lo studio della comunicazione che può crearsi tra uomo e gatto. Certo, noi possiamo passare ore ed ore a fare i complimentini ai nostri mici, usando le parole più dolci e tenere del mondo, pur sapendo che avrebbe lo stesso effetto se dicessimo le più orrende offese con lo stesso tono.  Per il gatto, un “brutto bastardo” è assolutamente equivalente a “cucciolotto mio” se detto con lo stesso amorevole tono di voce. Quello che conta è la modalità, la sonorità, l’approccio con il quale diciamo le cose. Oltre che lo sguardo. Guardarsi negli occhi è fondamentale per capirci e comunicare.
Tra gli strumenti che i gatti hanno a disposizione per comunicare, oltre  lo sguardo ed i messaggi del corpo, ci sono i suoni, uno tra i quali, forse il più conosciuto, è il fare le fusa. Trasmette serenità a chi lo ascolta ed al gatto stesso. Pare voglia dire che è contento, che è rilassato, ma alle volte anche che ha bisogno di rilassarsi. Qualunque sia il caso, per noi umani è sempre un suono molto piacevole. Siamo sicuri? Vi farebbe piacere vivere, lavorare, studiare in una stanza dove ci sia una lavatrice perennemente accesa? Come stareste se un camion decidesse di sostare col motore acceso, proprio di fronte a casa vostra, per sempre? E sareste contenti se decidessero di costruire proprio vicino casa vostra il più grande aereoporto d’Italia,  con centinaia di decolli ed atterraggi giornalieri? La risposta è in ogni caso la stessa: non amereste nessuna delle tre situazioni. Amereste un gatto che fa le fusa raggiungendo una potenza pari a quella dei tre esempi appena fatti? Stiamo parlando di oltre 90 decibel, quando la media per un gatto è di 20 decibel. Certo che lo amereste perché è bellissimo, sareste un po’ stressati, ma non potreste fare a meno di volergli bene.

E cosa dire di quei mici che quando parlate loro vi rispondono o vi imitano? È un gioco o una ricerca di contatto verbale? Si stanno divertendo con noi, o magari stanno cercando di dirci qualcosa e noi non capiamo e ridiamo solo perché sembrano buffi? Io ho una certezza, la mia gatta modula esattamente la sua voce in funzione della cosa che mi vuole dire: un saluto, una richiesta, una arrabbiatura, un rimprovero perché non sono andato ad aprirle la porta della terrazza quando mi chiama da fuori, oppure se starnutisco troppo rumorosamente. Ed un gatto che ulula, che vorrà dirci? Chissà!

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Pubblicato il 30 marzo 2012, in Educazione con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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