Archivio mensile:marzo 2012

Scusa, non ti sento, c’è il gatto che fa le fusa!

Se avete avuto la pazienza di leggere alcuni dei miei “post” di vita da convivente con felini, vi sarete accorti che uno dei miei interessi principali è la comunicazione, o meglio, lo studio della comunicazione che può crearsi tra uomo e gatto. Certo, noi possiamo passare ore ed ore a fare i complimentini ai nostri mici, usando le parole più dolci e tenere del mondo, pur sapendo che avrebbe lo stesso effetto se dicessimo le più orrende offese con lo stesso tono.  Per il gatto, un “brutto bastardo” è assolutamente equivalente a “cucciolotto mio” se detto con lo stesso amorevole tono di voce. Quello che conta è la modalità, la sonorità, l’approccio con il quale diciamo le cose. Oltre che lo sguardo. Guardarsi negli occhi è fondamentale per capirci e comunicare.
Tra gli strumenti che i gatti hanno a disposizione per comunicare, oltre  lo sguardo ed i messaggi del corpo, ci sono i suoni, uno tra i quali, forse il più conosciuto, è il fare le fusa. Trasmette serenità a chi lo ascolta ed al gatto stesso. Pare voglia dire che è contento, che è rilassato, ma alle volte anche che ha bisogno di rilassarsi. Qualunque sia il caso, per noi umani è sempre un suono molto piacevole. Siamo sicuri? Vi farebbe piacere vivere, lavorare, studiare in una stanza dove ci sia una lavatrice perennemente accesa? Come stareste se un camion decidesse di sostare col motore acceso, proprio di fronte a casa vostra, per sempre? E sareste contenti se decidessero di costruire proprio vicino casa vostra il più grande aereoporto d’Italia,  con centinaia di decolli ed atterraggi giornalieri? La risposta è in ogni caso la stessa: non amereste nessuna delle tre situazioni. Amereste un gatto che fa le fusa raggiungendo una potenza pari a quella dei tre esempi appena fatti? Stiamo parlando di oltre 90 decibel, quando la media per un gatto è di 20 decibel. Certo che lo amereste perché è bellissimo, sareste un po’ stressati, ma non potreste fare a meno di volergli bene.

E cosa dire di quei mici che quando parlate loro vi rispondono o vi imitano? È un gioco o una ricerca di contatto verbale? Si stanno divertendo con noi, o magari stanno cercando di dirci qualcosa e noi non capiamo e ridiamo solo perché sembrano buffi? Io ho una certezza, la mia gatta modula esattamente la sua voce in funzione della cosa che mi vuole dire: un saluto, una richiesta, una arrabbiatura, un rimprovero perché non sono andato ad aprirle la porta della terrazza quando mi chiama da fuori, oppure se starnutisco troppo rumorosamente. Ed un gatto che ulula, che vorrà dirci? Chissà!

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Il Medico Risponde: problemi di vecchiaia

Buonasera dott.ssa,

 possiedo un gatto di 11 anni che da una 20 di giorni ha iniziato ad avere problemi con la defecazione e l’urina, nel senso che ha iniziato a farmela spesso fuori dalla lettiera, (soprattutto l’urina), ho anche notato che da una settimana ha difficoltà di movimento, non ce la fa più a saltare bene, ieri addirittura ho notato che scendendo da una sedia le zampette anteriori non lo reggevano molto.
I primi problemi sono iniziati poco meno di 2 anni fa con vomiti mattutini, risolti con gastrointestinal e razioni di cibo date in modo frequente ma in piccola quantità, il gatto chiedeva anche cibo in modo compulsivo e  nevrotico,dalle analisi risultò che assorbiva meno di quanto mangiava (il colesterolo era basso), aveva anche i vermi (coccidi), che sono stati curati.
Ora volevo chiederle da cosa potevano dipendere questi problemi apparsi nelle ultime settimane? Problemi renali non penso visto che il gatto beve poco, ho letto che i gatti vecchi possono avere problemi di tirodide è vero?
grazie
Fabio

Caro Fabio,

i problemi che lei ha riscontrato ultimamente  non sono rari nei gatti anziani e potrebbero dipendere da cause diverse.

L’urinazione e la defecazione inappropriata si verificano nel gatto anziano in seguito a disturbi comportamentali o metabolici e tra questi sicuramente è importante valutare i parametri renali e tiroidei, perchè anche in assenza di altri sintomi, possono risultare alterati. L’ipertiroidismo è una condizione che si verifica con maggior frequenza nei gatti dopo una certa età ed è causata da un aumento di produzione degli ormoni tiroidei in seguito alla comparsa di noduli benigni nella ghiandola talvolta riscontrabili alla palpazione.

Se le analisi non dovessero evidenziare anomalie, potrebbe trattarsi di un problema comportamentale che può essere trattato con l’ausilio di integratori formulati apposta per disturbi di questo tipo. Il fatto che abbia difficoltà di movimento mi può far pensare anche a un problema di dolorabilità articolare, molto frequente nel gatto anziano ma spesso sottovalutato. Le consiglierei pertanto di aumentare il numero di lettiere a disposizione e di utilizzarle  con i bordi più bassi, al fine di renderle più accessibili al suo micio. Discuterei inoltre con il suo veterinario l’eventualità di somministare un antidolorifico e/o un condroprotettore in base agli esiti dell’esame clinico.

Spero di esserle stata d’aiuto.

Un saluto

 

Foto:  http://ideazampa.com

 

Il gatto sullo scaffale

Ogni casa nella quale convivono umani e felini, è caratterizzata da alcuni elementi peculiari. Sparsi in vari punti della casa ci sono oggetti a foggia di gatto, più o meno realistici ed anche più o meno belli. Molto probabilmente sulla soglia di casa, già lo zerbino in cocco dovrebbe darvi indicazioni della presenza di mici nell’appartamento: o è a forma di gatto o è completamente distrutto dai simpatici artigli del padrone di casa che lo usa come tiragraffi, ogni qualvolta ne abbia la possibilità ( i  miei amano farsi le unghie sugli zerbini dei vicini!).

Dai ferma libri agli orologi, da delicati oggetti in cristallo di Boemia a robuste statue in legno policromo regalate dalla zietta tornata dal viaggio in sudamerica. I gatti appaiono anche in quadri, quadretti, stampe, tessuti, costole di libri, penne, bicchieri, tazze, mug, scatole, lampade, campanelle, fermacarte, bottigliette. Il più delle volte sono assolutamente inutili, ma ve li hanno regalati dei parenti o dei cari amici assidui frequentatori di casa vostra, e ve li hanno regalati perché sanno che siete amanti di gatti e quindi, poiché per loro siete degli psicopatici ossessivi, pensano che vi faccia piacere avere certi oggetti. Per il mio quarantesimo compleanno, mia zia mi ha regalato un bellissimo gioco, per il mio gatto. Giuro.

Altra caratteristica delle case abitate da gatti è che le scaffalature più basse, sono povere di oggetti delicati. Magari ci sono libri o oggetti in materiale infrangibile. La ragione è assolutamente comprensibile. È la stessa ragione per la quale io, speranzoso, ci tengo i regali più delicati e più brutti. Simon lo sa.

Gatto in scatola :)

L’idea che hanno i gatti della comodità è assolutamente incomprensibile agli uomini.

Sidonie Gabrielle Colette

 Anche i vostri gatti hanno la mania di occupare i posti più impensabili per dormire? In casa mia il posto preferito è la scatola delle matite. E i vostri amici di casa hanno qualche postazione che vi sembra assolutamente scomoda? 🙂

A quella birba di Muk (nella foto) qualunque posto va bene, basta stare a pancia all’aria!

News sul fronte dell’arsenico.

Ricevo dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Torino la Newsletter dove vengono a grandi capi riportati i risultati delle indagini delle quali abbiamo parlato qualche tempo fa. Le risposte sono piuttosto scarne, in pratica si dice che l’arsenico c’è, che le partite con limiti superiori alla norma sono state respinte, e che sarebbe meglio se l’arsenico venisse indicato come presente nella sua forma organica o inorganica, quella tossica, e non solo come totale.

Sono sicuro che i dati a disposizione dell’Istituto sono più ricchi, per questa ragione vorrei sapere alcune cose, tra le quali le marche coinvolte, in particolare quelle che hanno visto respinte la propria merce, ed indicazioni per chi vuole evitare di dare prodotti a rischio ai propri animali.

Per adesso vi riporto l’articolo che è presente nella newsletter dell’Istituto e che potete scaricare liberamente dal sito. Presto chiederò loro direttamente alcune risposte, o se verranno mai pubblicati i dati integrali.

Arsenico negli alimenti per gatti,controlli sulle partite di pesce provenienti dall’Asia.

Stefania Squadrone SS Laboratorio Contaminanti Ambientali

Già nel 2011 un’allerta comunitaria , notificata proprio dall ’Italia, denunciava la presenza di arsenico in mangime per gatti proveniente dalla Thailandia.

Il Laboratorio Contaminanti Ambientali del nostro Istituto (che è anche Laboratorio Nazionale di Riferimento per i metalli pesanti nei mangimi) ha analizzato negli ultimi mesi 17 partite di alimenti per cani e gatti in ingresso sul territorio nazionale di cui 4 respinte per un contenuto di arsenico totale superiore al limite previsto dalla normativa vigente (Reg. UE 574/2011).

Ma cos’è l’arsenico e a cosa è dovuta la sua presenza nei pet food? È un contaminante largamente diffuso, che si trova sia in natura (nel suolo e in molti tipi di rocce e in minerali che contengono rame o piombo, nelle falde acquifere e nelle piante), sia come risultato dell’attività umana. È presente in diverse forme,organiche o inorganiche, che differiscono notevolmente per quanto riguarda la tossicità. Sono state individuate regioni con un’elevata presenza geologica di arsenico inorganico in Asia e in altri paesi non europei. In Europa, i livelli ambientali di arsenico sono piuttosto bassi, ad eccezione di aree geologiche o industriali circoscritte.

Gli alimenti sono la principale fonte di esposizione all’arsenico per l’uomo e gli animali. Mentre i composti organici sono limitatamente tossici, il potenziale dell’arsenico di causare effetti avversi nell’animale (o uomo) è strettamente associato alla sua frazione inorganica. I frutti di mare e il pesce sono la principale fonte di arsenico nell’alimentazione umana e nei mangimi che contengono prodotti ittici. Tuttavia nei frutti di mare e nel pesce l’arsenico è presente essenzialmente in forme organiche, che sono virtualmente atossiche. I dati analitici forniti dagli Stati membri (EFSA Scientific Panel Question number: EFSA-Q-2003-031) sull’arsenico totale non sembrano indicare livelli preoccupanti di arsenico nei mangimi che non contengono prodotti ittici. È però da sottolineare che quasi tutti i dati sulla presenza di arsenico negli alimenti e nei mangimi riportano solo l’arsenico totale.

Una valutazione del rischio che considerasse l’arsenico presente come se fosse esclusivamente arsenico inorganico, condurrebbe a sovrastimare notevolmente il rischio per la salute derivante dall’esposizione alimentare per l’uomo e gli animali. Ne consegue che in futuro sarà necessario acquisire dati riguardanti la percentuale di arsenico inorganico negli alimenti e nei mangimi.

Giocare o studiare? Che differenza c’è? Nessuna.

Le attività principali di un gatto sono tre: controllare il suo territorio, cacciare e dormire. Con attività intendo dire tutto ciò che riempie la giornata del felino.  Ciò è vero se il gatto è libero di muoversi come vuole nel territorio che si è faticosamente conquistato e che non ha nessuno che pensa al pasto quotidiano per lui.
Per un gatto di appartamento, due delle tre attività prima citate, subiscono una sostanziale modifica: il territorio è piuttosto ristretto, e la caccia risulta alquanto inutile, per questa ragione il dormire acquisisce un’importanza predominante. Diventa importante il gioco. Importante perché sostituisce tutta una serie di attività che servono a mantenere attiva e vivace la mente del gatto. Vi sarete sicuramente accorti che un gatto, riesce a trovare il modo di giocare anche con oggetti non creati per il gioco, ma avanzi di buste, nastri, strisce di carta, diventano estremante attraenti per passare un po’ di tempo nella simulazione della caccia. Sono sicuro che avete notato che anche la più piccola novità che entra in casa viene annusata, toccata, studiata minuziosamente e se risulta possibile, ci giocano. Ovviamente il gioco è anche condiviso con gli altri felini di casa, sempre che ci siano. È bellissimo osservare il comportamento che hanno i gatti tra loro, come si relazionano, come litigano e come si riavvicinano. Non c’è niente di casuale. Ogni rissa, ogni sbaciucchiamento è collegato a qualcosa che è successo pochi minuti prima. Un allontanamento o un riavvicinamento sono sempre episodi che meritano attenzione.
Mi hanno fatto notare due video su YOU TUBE che condivido con voi. Nel primo vediamo un gatto che gioca con un umidificatore, o meglio con il vapore che esce. Il gioco in questo caso è un vero e proprio “studio”: prima lo osserva, poi lo annusa, poi prova a toccarlo. Non capisce cosa possa essere questa forma che si muove nell’aria, che può vedere ma che non riesce ad acchiappare.

Il secondo ha due protagonisti, praticamente identici, che stanno relazionando tra loro: sembra un balletto, o meglio una danza davanti allo specchio. Ma se osservate bene, lo sguardo ed il linguaggio del corpo, non sono quelli di due gatti tranquilli, ma sono piuttosto sul chi va là. In ogni caso è molto divertente. Dategli un’occhiata.

Settimana prossima, tornano protagoniste le allergie!

MAC IS BACK!

Nonostante ci sia polemica sull’effettivo inizio della Primavera (ormai si fa polemica su tutto), la scienza ci dice che nel 2012, il primo giorno della stagione più attesa dell’anno da chi non ama l’Inverno è il 20 marzo.  Tutti sanno che a Primavera nei nostri azzurri cieli (prosa primaverile), tornan a volare le simpatiche rondini. E tornano anche i gatti.
La notizia che ha riempito il cuore di gioia a migliaia di lettori inglesi del Daily Mail, ed anche a tanti di noi, è che un gatto di nome Mac si è riunito con la sua “famiglia” umana dopo sei anni di separazione. Il gatto si era allontanato dal barcone sul quale vive il tipografo Stuart Emery, mentre navigava nei canali dello Staffordshire, in Inghilterra ovviamente. Successivamente erano tornati più volte nel luogo della scomparsa, per cercarlo. Mac all’epoca, nel 2006, aveva 12 anni ed i suoi umani avevano perso le speranze di rivederlo vivo.

Grazie ad una associazione di volontari, la Iris’s Cats in Need, che ha recuperato il gatto da una struttura che era in via di demolizione, e soprattutto grazie al chip che Mac ha, sono riusciti a ritrovare gli Emery. Pare che il momento del ricongiungimento sia stato incredibilmente emozionante. Come ben sapete, i gatti non abbracciano, baciano o scodinzolano se rivedono il padrone dopo tanto tempo, non lo fanno mai. Neanche Mac lo ha fatto; è salito sul grembo di Stuart, ha chinato il capo, chiuso gli occhi e si è strusciato sul suo volto, come fanno i gatti per dire che vi vogliono bene. Sono gesti piccoli, discreti, ma incredibilmente intensi.

Ora Mac ha 18 anni, è in buona salute, pare sia anche ingrassato. Per la cronaca: non si allontana neanche un attimo dal barcone.

Fonte| Daily Mail

È primaveraaa… svegliatevi allergie!

 

Si capisce che sono fiorentino, vero? Dai continui riferimenti alla mia amata città, dal mio essere simpaticamente mattacchione! A parte per quelle due o trecento mila persone che mi odiano! Ma non siamo qui a parlare di me!
Soffrite di allergie e la primavera è per voi l’alba di un incubo fatto di starnuti e occhi gonfi? Sappiate che anche i vostri mici possono soffrire di tali allergie. Da cosa si capisce? Esattamente dagli stessi sintomi: starnuti, occhi lucidi e prurito senza limite. Ed a cosa sono allergisi? Alle stesse cose: polline e quant’altro inizia a vagare per l’aria, sospinto dai tiepidi venticelli di stagione. Oltre che per inalazione, gli allergeni (ovverosia le cause scatenanti le allergie) possono anche essere ingeriti. Da un punto di vista statistico però, il sintomo più diffuso ed antipatico riguardanti le allergie dei gatti, sono i problemi con la pelle. Il prurito continuo ed il conseguente grattarsi può portare anche a irritazioni ed infezioni per il continuo grattarsi. Se vedete il vostro micio grattarsi specialmente sul muso e nelle orecchie, fate un po’ di attenzione. Cosa fare? Come tutte le allergie, si tratta principalmente di controllare i sintomi che esse producono, poiché difficilmente se ne può guarire. Se c’è qualcuno che può contraddire questa mia affermazione di non medico e non veterinario, sarò felicissimo di comunicarlo a tutto il mondo. Nei prossimi giorni vedremo quali possono essere i test che ci consentono di capire quali siano gli allergeni più comuni e come evitarli.


“Io ho salvato lui, lui ha salvato me”

Non vedo l’ora di leggere questo libro. Non so se verrà mai pubblicato in Italia. Magari me lo leggo in inglese.
Lui è James Bowen, 27 anni, artista di strada di Londra, con alle spalle varie storie di strada, come è normale che sia. Un giorno gli si presenta, nei pressi di casa, un gatto ferito ad una gamba, secondo lui un morso di volpe. Se ne prende cura. Lo rimette in sesto con cure e cibo e poiché lui stesso ha un animo randagio, pensa che anche il gatto abbia il desiderio di tornare per la su strada. Invece Bob, così ha deciso di chiamarlo, decide di rimanere con lui e da quel momento sono inseparabili. Bob segue James ovunque, si sistema accanto a lui mentre suona per le strade di Londra, e si fa accarezzare dai passanti. Tra i due si è creato un forte legame. Comunicano in maniera diretta, come solo può accadere per chi vive in simbiosi. Perché non è solo vero che Bob ha bisogno di James. Lo stesso James ha bisogno di Bob come lui stesso dice: “Io ho salvato lui, lui ha salvato me”. Da cosa? Non ci importa.
Vi aggiungo una serie di video dove è possibile ammirare la bellezza di Bob, un tabby rosso dallo sguardo intenso, dotato anche di abbonamento della metro. Buona visione.


Fonte Immagine| http://europe.chinadaily.com.cn/

Maschi o femmine?

Accogliere un gatto in casa non è sempre una scelta decisa a tavolino. Quanti di voi hanno uno o più gatti, ed almeno uno o lo avete trovato o vi si è presentato miagolante sulla porta di casa, concio e malnutrito? Altissima percentuale, sono certo. Chi invece decide spontaneamente di accogliere un gatto in casa, comprandolo o adottandolo da un gattile, si pone delle domande. Una delle prime è: prendiamo un maschio o una femmina?

Che differenza c’è tra il condividere il proprio appartamento e la propria vita con un gatto o una gatta? C’è una scelta migliore dell’altra? Ci sono molte opinioni diverse a riguardo.

Esistono delle caratteristiche specifiche che siano attribuibili a i due generi, rendendoli particolari? Non è una cosa così semplice da capire.

È però possibile fare delle generalizzazioni di valutazione di massima. Molto molto di massima. Vediamo quali sono.

I Pro per le gatte

  • Alcuni sostengono che le gatte siano più remissive.
  • Si dice che le gatte si affezionino maggiormente e  che siano di compagnia, molto più dei maschi. Si dice eh, non che sia vero. È un dato di fatto che qualunque gatto che cresca in un ambiente d’amore e tranquillità vi darà come risposta, altrettanto amore in maniera incondizionata.
  • Le gatte hanno minori problemi urinari. Questo è un fatto. Come lo è che tendono ad avere minor attività di marcamento territoriale.

I Contro per le gatte

  • Sterilizzare una gatta costa molto di più rispetto ad un maschio.

I Pro per i gatti

  • Alcuni dicono che i maschi siano più remissivi e che si affezionino di più.

I Contro per i gatti

  • I maschi hanno molti più problemi comportamentali rispetto alle femmine.
  • I maschi non sterilizzati si impelagano in guai molto più delle femmine. Hanno una grande tendenza ad allontanarsi da casa per lunghi tempi (per colpa delle femmine).

Ovviamente queste sono delle generalizzazioni che sono anche facilmente opinabili. Il primo gatto per voi, sarà sicuramente sempre un grande gatto, maschio o femmina che sia.

Se però avete già un gatto e volete prendere il secondo, allora l’argomento cambia decisamente, perché la vostra scelta dovrà essere fatta in funzione del sesso del “padrone di casa”.
No, non voi… il micio o la micia. Molti sostengono che sia meglio che il secondo sia del sesso opposto al primo, ciò diminuirà le possibilità di risse furibonde tra i due.

A questo punto potrebbe partire un esperimento. Vista la scarsa disponibilità di dati statistici sull’argomento, ve la sentite di raccontare la vostra esperienza?

Fonte| Pet Place