Chi si somiglia… si piglia

Avete mai sentito parlare della convergenza evolutiva? In parole estremamente semplici, se due forme di vita, magari neanche appartenenti alla stessa Classe tassonomica, si trovano a “condividere” lo stesso ambiente, oppure la stessa nicchia ecologica, è assai probabile che adottino soluzioni evolutive simili, tanto da somigliarsi anche morfologicamente. Ciò avviene durante il processo evolutivo, che per sua definizione premia i più adatti a vivere in un certo ambiente. Ci sono dei Mammiferi e dei Marsupiali, che hanno avuto un processo evolutivo “parallelo” e che quindi si somigliano nonostante le differenze biologiche fondamentali.

Se usiamo la fantasia, sarebbe come se Madre Natura avesse dato a due sue aiutanti lo stesso compito, lo stesso problema da risolvere, mettendo però a loro disposizione materiale diverso e tanto tempo a disposizione.

Facciamo un esempio. Supponiamo che Madre Natura si sia posta  questo problema, “creare” degli animali con le seguenti caratteristiche: predatori, principalmente notturni, agili, silenziosi, di piccole medie dimensioni, adatti a tenere sotto controllo l’espansione di piccoli roditori e rettili. Supponiamo anche, tanto stiamo lavorando di fantasia, che abbia dato lo stesso compito a chi si occupava dei Mammiferi e chi degli Uccelli.
Risultato: le due Famiglie dei Faelidi e degli Strigidi. Cosa sono? Adesso i tassonomisti non si inalberino per la mia spiegazione un po’ semplicistica. Sono le due Famiglie che al loro interno comprendono rispettivamente le sottofamiglie Felinae e Striginae. Cosa?  Tali Sottofamiglie contengono al loro interno, ad esempio i generi  Felis, Puma e Lynx, mentre negli uccelli ci sono i generi Bubo, Strix ed Athene (lo so, non è esattamente così!).

Ma di cosa st0 parlando? Ci arrivo! Gatti, puma e linci per i mammiferi e gufi, allocchi e civette per gli uccelli. Ci sono anche i barbagianni, ma tassonomicamente sono di un’altra sottofamiglia.  Tutto questo discorso per arrivare a farvi notare come un gatto ed un barbagianni, nonostante l’ovvia diversità, in realtà sono la soluzione allo stesso problema usando materiale genetico diverso. Hanno ambedue una visione stereoscopica perfettamente adattata alla predazione notturna, sono estremamente agili e costruiti per muoversi silenziosamente, i gatti grazie ai morbidi polpastrelli e gli uccelli notturni grazie al loro piumaggio “silenziato”, che consente loro di volare senza che si senta il battito delle ali.  Una bocca ed un becco che non hanno pietà della preda. Li unisce anche una grande voglia di giocare ed allora, secondo voi, possono essere tra loro amici?

Certo. Ecco le prove.

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Pubblicato il 20 febbraio 2012, in Educazione con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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