Post San Valentino

Ieri c’è stata la celebrazione della festa degli innamorati. Spero vi siate divertiti. È il giorno cui gli “innamorati”, per bieche ragioni commerciali, sentono la necessità, anzi, mi correggo, sono stati indotti a sentire la necessità di dimostrare in maniera palese e comunitaria, i loro sentimenti verso l’amato o l’amata. Contenti voi, contenti tutti.

La cosa sarebbe molto più interessante se i protagonisti fossero non umani. Mi spiego meglio. Sarebbe bello se esistesse, magicamente, un giorno nel quale i nostri animali sentissero la necessità di mostrare palesemente e chiaramente il loro amore verso di noi. Se amore esiste. Sono secoli che l’uomo “filosofico” dimostra o confuta la possibilità che i nostri gatti e cani, siano veramente in grado di “sentire”, di avere sentimenti paragonabili a quelli umani. Nella mia ricerca personale sulla comunicazione gatto-uomo e viceversa, ho provato più volte a cercare di capire in maniera “asettica”, gli inglesi dicono “unbiased”, “imparziale”, se certi comportamenti dei miei felini domestici, fossero guidati da interessi personali come la fame, o la sete, o da puro e semplice affetto nei miei confronti. Non è facile ed alle volte si può cascare nell’inghippo. Confrontando le miei esperienze con quelle che ho trovato in rete sono arrivato, vorrei dire a delle conclusioni, in realtà a dei punti comuni, a definire dei fenomeni che se avvengono una volta sono un caso, due volte una coincidenza, tre volte, è il caso di pensarci meglio.

Una cosa è certa, forse è quasi banale: l’umanizzazione dei gatti è percepibile principalmente in quei gatti che sono nati e cresciuti in un ambiente umano. Tanto che il punto fondamentale è:  pensano loro di essere quasi umani o che noi siamo delle specie di gatti? Ovviamente andando oltre il concetto e la comprensione della percezione di ciò che è umano o felino. Quindi sarebbe meglio dire: io sono come loro o loro sono come me? E questo prevede la possibilità per il gatto di avere la percezione di se stesso,  del cogito ergo sum in versione felina, del noto filosofo Gattesio! Va be’, ormai l’ho scritta!

Per adesso limitiamoci all’aspetto del comportamento. I nostri gatti ci amano? come dimostrano il loro amore nei nostri confronti? ed i loro comportamenti sono guidati da affetto o da bisogni primari che sanno che noi possiamo soddisfare se ci fanno un po’ di moine? C’è il legame “uno a uno” tra il gatto ed il suo corrispettivo umano?

Partiamo dal classico comportamento adottato da gatti che sono liberi di muoversi tra un ambiente aperto ed uno domestico, e che è in tema con San Valentino: il regalo. Per loro, portare i resti di una  preda, se non la preda nella sua interezza al proprio umano è indice di grande  rispetto. Un po’ pulp, ma a San Valentino ho visto regalare anche di peggio tra esseri apparentemente umani. Rispetto è amore? Riconoscimento di una gerarchia è amore? Sicuramente queste offerte sono indice di legame, ed un piccolo passetto l’abbiamo fatto.

Il vostro gatto ogni tanto vi segue come un’ombra? Se vi sedete sul divano a leggere il giornale, dopo pochi minuti vi accorgete di non essere più soli perché il micio si è seduto su di voi, o accanto a voi, o comunque anche su una sedia vicino a dove siete seduti voi, vi guarda, si mette comodo ed inizia a leccarsi? Nessuna richiesta, nessun miagolio questuante, solo contatto visivo e spesso anche sonoro perché partono le fusa. Come posso non pensare che sia, la sua, una ricerca di compagnia solo per il piacere di stare insieme? Così il “legame” è accompagnato ad un “piacere”. Mi piace stare con te. È amore? forse è un po’ presto.

Se il vostro gatto è triste in vostra assenza è un po’ difficile da dimostrare, in quanto, essendo voi assenti, come lo potete capire? Ovviamente entra in ballo una terza persona, un cat-sitter, un amico che si rende conto che mentre lui accudiva i vostri felini mentre eravate in vacanza, il loro comportamento era “diverso”. Capisco che è più complicato, l’ ansia da separazione non è mai facile da verificare. Però c’è il fenomeno contrario, la gioia da riunificazione, che è facilmente riconoscibile. Aprite la porta e loro sono già lì che sanno che stai rientrando, che si strusciano, che si intrecciano con le tue gambe. Anche alle due di notte. Che ragione avrebbero di farlo, visto che hanno mangiato sicuramente e che potrebbero benissimo dormire. Gli mancavate? Ora che siete a casa, sono più tranquilli? Il legame c’è, il piacere di stare insieme c’è, l’ ansia da separazione e la gioia della riunificazione, ci sono, apparentemente.

Certo non aspettatevi che vi saltino al collo per baciarvi ed abbracciarvi. Ma vi guardano mai fissi negli occhi, in una specie di adorazione? Oppure, sbattendo lentamente le palpebre ed emettendo dei leggeri suoni? Su questo potete crederci o meno, ma sono “baci”, ovverosia piccole dimostrazioni di ricerca di contatto affettuoso. Se poi c’è anche un’avvicinamento tra le bocche, allora sì che sono baci.

Conoscete  il modo di dire che “chi ama è più vulnerabile”. Chi ama abbassa la guardia nei confronti dell’oggetto del suo amore. Non si preoccupa della sua reazione, ha la sua fiducia più totale. Come può un gatto dimostrare tale sentimento? Come fa un gatto a dirvi,”mi fido ciecamente di te, sto così bene con te e ti voglio così bene che non ho nessuna paura nei tuoi confronti e mi espongo totalmente”? Mostrandovi la pancia. Non vogliono essere grattati. Certo, una grattatina sul pancino è sempre piacevole, ma il gesto non è limitato a quello. Non è una sottomissione gerarchica, non abbassano le orecchie, non si mettono a sedere quasi fossero in preghiera, non distolgono lo sguardo. Si sdraiano sulla schiena e ti comunicano che si fidano di te.

Ricapitolando: se voi sentite di avere un legame con una persona, se vi fa piacere passare del tempo con lei anche senza far niente, anche solo chiacchierando; se quando non c’è, un po’ vi manca, e magari siete anche un po’ preoccupati se per qualche giorno non la sentite e siete contenti di vederla quando vi riincontrate; se vi capita, senza una ragione specifica, di desiderare di darle un bacio, una carezza o un abbraccio;  se vi fidate totalmente di lei, tanto da affidarle completamente la vostra vita sentimentale, rendendovi anche più vulnerabili affettivamente, se avete una relazione di questo genere con una persona, come la chiamate questa relazione? Forse chiamarlo “amore”, in Italia, non si può. Nei paesi anglosassoni, si chiama senza alcun dubbio ” love”.

Buon post San Valentino a tutti voi ed ai vostri gatti.

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Pubblicato il 15 febbraio 2012, in Educazione con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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