Facile come bere un bicchiere d’acqua

Molte volte vi sarà capitato di fare una tale affermazione per indicare una cosa, un’azione, che si esegue in maniera semplice, naturale. Noi umani possiamo bere in almeno due modi: o sfruttando la forza di gravità o usando una cannuccia. Vi siete mai chiesti come bevono i gatti?

Io più che altro sento il rumore che fanno quando si avvicinano alla ciotola, ed ogni tanto mi fermo affascinato ad osservarli mentre mettono la testa sotto il rubinetto aperto per intercettare l’acqua corrente, che è la loro preferita.

Ho scoperto che anche il bere un po’ d’acqua, per i gatti, è un gesto altamente elegante e una meraviglia di fisica applicata. Io pensavo che mettessero la linguetta a cucchiaio e via. Certo, come no!

Sono anni che i fisici studiano il modo di bere dei gatti, ma solo con la slow motion sono riusciti a capire esattamente cosa accade. Provo a spiegarvelo.

Tanto per incominciare i gatti non immergono la lingua nell’acqua come fanno ad esempio i cani, che la usano come un mestolo. Le riprese ad alta velocità mostrano che l’unica parte della lingua del gatto che tocca l’acqua è la superficie superiore. Tocca appena la superficie del liquido ed immediatamente si ritira. Facendo così, si forma una piccola colonna d’acqua tra la lingua in movimento e la superficie del liquido. Allora il gatto chiude la bocca, e “pizzica” la cima della colonna per un bel sorso d’acqua, senza bagnarsi il mento.

Sembra un sistema laborioso ed inefficiente, in realtà è molto più efficiente di quanto sembri. Pensate di battere la mano sulla superficie di una piscina. A causa della tensione superficiale molta acqua rimane per un breve periodo attaccata al palmo della mano, ma voi non siete così veloci da chiudere la mano in tempo per afferrarla. Il gatto lo è. E sfrutta anche il fatto che l’acqua si muove verso l’alto per inerzia dopo che la lingua si ritrae. Il gatto istintivamente sa quando chiudere la bocca e sfruttare tutte queste regole della fisica. Gravità, inerzia, tensione superficiale, attrito, velocità. Aveva ragione Leonardo da Vinci: “Anche il più piccolo dei felini, il gatto, è un capolavoro.”

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Pubblicato il 13 febbraio 2012, in Educazione con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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