Storie di insetti e croccantini

Nevica. Fa freddo. Certo è Febbraio, se fosse Luglio sarebbe una notiziona. Aggiungici anche Claudia con 38 di febbre e costretta a rimanere a casa ed il quadro è completo. Sono cinque giorni che conviviamo 24 ore su 24. I gatti stanno per la maggior parte del tempo a dormire accanto alla febbricitante. Si appoggiano a lei o le dormono sulle gambe. Ogni tanto iniziano a miagolare senza alcuna apparente ragione oppure partono delle risse furibonde che si risolvono in veloci corse attraverso l’appartamento.
Sapete come si chiama questo fenomeno? Noia.

Ogni tanto mi prende questo senso di impotenza nel non poter mettere un giardino al terzo piano. Ho chiesto in Comune. Non si può. Allora navigando su internet cerco delle soluzioni al problema: non potendo stare tutto il tempo a stimolare il gioco e l’attività fisica dei gatti, cosa posso fare per non mandarli in depressione da noia?

Le soluzioni “passive”, nel senso che non ci devo essere anch’io per renderle attraenti, si basano principalmente sullo stuzzicare l’indole predatoria del felino. Lui sa che per mangiare dovrebbe cacciare, dentro di lui sente questa spinta naturale, solo che in casa non c’è moltissimo da cacciare. Qualche pesciolino della carta, ma sono piccole soddisfazioni. Una moschina è divertente per un po’, ma caspita se è complicato seguirla. I ragni sono un po’ troppo statici, a fissarli dopo qualche minuto si addormentano. Nota per il lettore: non abito in una discarica piena di insetti, ma in prossimità di un parco e di un fiume, ci tengo a precisarlo. Spesso vengono a farci visita anche cimici, quelle verdi, vespe muratore, api, bombi, cavallette, maggiolini, libellule, ed allora sì che è festa! Una volta ne è passato uno sul quale c’è sembrato di leggere sul fianco la scritta USAF. Ne siamo quasi certi. Abbiamo fatto finta di ignorarlo.

L’indole del cacciatore può essere stimolata anche usando i normali croccantini che quotidianamente mangiano. Supponiamo che la vostra lei, o il vostro lui, in quel giorno responsabile del pranzo, verso l’una, l’una e mezza, alla vostra richiesta se il pranzo è pronto vi risponda: “sì, è pronto, cercatelo!”, voi come reagireste? Pare che un gatto, allo stesso tipo di provocazione, non reagisca come farei io, usando la forza nei limiti consentiti dalla legge (dipenderebbe dal mio appetito, che tra i miei amici è considerato di dimensioni enciclopediche). Lui si metterebbe a cacciare. Provate a mettere i croccantini del pasto, non nella solita ciotola , dove ormai è sicuro di trovarli ad una certa ora, ma in fondo ad un tubo della carta assorbente, opportunamente sigillato da una parte, affinché sia costretto a guadagnarseli quei croccantini. Forse vi sembrerà una crudeltà oppure uno scherzo antipatico, in realtà è uno stimolo molto importante. Certo se lo fate tutti i giorni può darsi che le lenzuola nuove del letto, vengano in breve tempo impreziosite da merletti degni di un maestro di Burano. Oppure semplicemente nascondete le ciotole e fate partire una grande caccia al tesoro.

L’altro aspetto sul quale poter giocare per stimolare i gatti e non farli annoiare si basa sul controllo del territorio. A noi umani per passare il tempo ci basta leggere un libro o guardare un film, se siamo masochisti leggiamo il giornale. In una maniera o nell’altra, ci teniamo informati. Poter mettere il gatto nelle condizioni di osservare e tenersi informato  su quello che avviene nel suo territorio basta trovare un punto della casa abbastanza in alto da poter guardare dentro e fuori casa. Se non c’è, createlo: una pedana, una sedia, una colonna di corda. Vedrete quanto tempo passeranno proprio in quel punto.

Esistono anche giochini in commercio che servono allo scopo ma tra quelli che ho trovato su internet, non ne ho mai visti in Italia, solo su siti americani, e così, preferisco cercarli e vedere come funzionano prima di consigliarveli.

Lo so che mi ripeto ma ritengo la cosa molto utile. Ricordate che la cosa più importante che potete fare per il vostro gatto casalingo è quello di giocare con lui, o con loro, nei tempi e nei modi che sono a loro più congeniali. Se poi lo vedete apatico è veramente importante stimolarlo il più possibile, sia con attività fisica che mentale. Una soluzione per trovare i modi è: pensate da gatto. Facile, no?

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Pubblicato il 3 febbraio 2012, in Consigli, Educazione con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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