Archivio mensile:febbraio 2012

Le gatte delle nevi

Ancora pochi giorni e ne usciamo da questo inverno nevoso.  Anche se c’è chi sa benissimo come divertirsi.

Anche nel mondo della fantasia, che poi tanto fantasia non è!

Ti guarda dentro

A passi felpati entra nella tua vita, cambiandola un po’.

Si avvicina con muso curioso, con occhi lucenti. Ti annusa. Si struscia. Poi scappa di corsa inseguendo una farfalla. Come se ti chiedesse: “Cosa c’è che non va?”; e poi ti volesse far tornare il sorriso: “Suvvia…basta pensare troppo. Guarda com’è bella la vita! Dai, gioca con me”.

E non si sa più se davvero ci prendiamo cura noi di lui…o lui di noi.

 

 

Da http://vuvusphotogallery.blogspot.com/

Bei gatti in mostra a Roma

Buon lunedì a tutti. Voglio iniziare la settimana segnalandovi una manifestazione che si terrà a Roma il prossimo fine settimana. Le iscrizioni per partecipare come “concorrente” sono ormai chiuse, ma per il pubblico non c’è alcun problema.
Un’occasione per tutti gli amanti dei gatti, non solo per vedere un gran bel numero di campioni, ma anche per imparare nuove cose sul meraviglioso mondo dei gatti.
In particolare sabato 3 ci sarà uno speciale TABBY, i gatti dai magnifici disegni sulla pelliccia. Probabilmente il nome deriva da una zona dell’Iraq, l’Attabiyah, famosa nel mondo per le sete che producevano in quell’area, caratterizzate da delle splendide geometrie, simili alla livrea dei Tabby. Da Attabiyha a Tabby, il passo non è così lontano.

Per tutte le informazioni sulla manifestazione, potete cliccare qui e qui

Sempre gatti sono!

Oggi vi voglio parlare di una Associazione che si chiama Big Cat Rescue. Un vero e proprio centro di recupero per gattoni dal destino segnato.  Sto parlando di leoni, tigri, puma, pantere, leopardi, ghepardi e via dicendo, anche di specie molto meno note e bellissime. Tutti questi animali sono stati o abbandonati o stavano subendo degli “abusi” all’interno di circhi o zoo illegali, oppure da semplici privati che non sono riusciti a gestire un incauto acquisto.  Non sempre sono storie tristi, magari c’è anche qualche “pensionato” del mondo del circo che non è più in grado di esibirsi.
Lo scopo dell’associazione è quello, ovviamente, di occuparsi di questi meravigliosi animali, della loro salute e del loro benessere, ma anche quello di educare le persone a conoscere questi animali ed imparare a rispettarli. Ovviamente stanno facendo anche un grande lavoro per le preservazione di tutte le specie che seguono, talvolta a rischio estinzione. Causa principale, l’uomo.
Il Santuario, così lo chiamano, si trova nell’area di Citrus Park a nord di Tampa, in Florida, negli Stati Uniti e copre un’are di 23 ettari.

Per promuovere la loro attività e la raccolta di fondi, usano moltissimi canali, da Facebook a You Tube, sul quale hanno un meraviglioso canale nel quale è possibile vedere moltissimi video, tra i quali quello che vi ho proposto all’inizio.
Vi consiglio una cosa: guardate con attenzione più video che potete e confrontate il comportamento di queste meravigliose creature con le tigri in miniatura che avete in casa. Movimenti, azioni, suoni, sguardi, atteggiamenti. Scoprirete così che il vostro micio è un “riassunto biologico”, un “Bignami della felinità”, e che dovete essere orgogliosi di essere riusciti a farvi amica una creatura del genere.

Guardate anche il prossimo video: sentirete un puma, un leone di montagna, fare le fusa. Bellissimo.

Il Medico Risponde: gatto colpito da ictus

Buon giorno dott.ssa,

 stamattina il mio gatto di 20 anni e’ stato colpito da ictus cerebrale.
L’ho portato subito dal veterinario che lo ha visitato e gli ha fatto puntura di cortisone e ha prescritto delle gocce a base di cinnarizina.

Mi ha detto di aspettare qualche giorno sperando in un miglioramento.
Se cosi’ non fosse bisognera’ prendere una decisione, approfondire gli accertamenti (ne varra’ la pena vista l’eta’?) oppure ricorrere all’autanasia!
Io e mio figlio siamo molto combattuti riguardo alla decisione dolorosa che dovremo prendere.
Le chiedo un consiglio da Medico e da amica dei gatti…..ci aiuti a scegliere la soluzione piu’ giusta!
La ringrazio e La saluto cordialmente.

 
 
Cara Cristina,
 
mi dispiace per quanto è successo al suo gatto.
Purtroppo negli animali anziani i problemi neurologici cerebrali non sono rari e l’evoluzione non è sempre prevedibile. La prognosi infatti dipende dalla causa primaria che ha scatenato il problema e dall’entità del danno cerebrale.
Per valutare questi due fattori, come già le ha prospettato il suo veterinario, occorrono esami più approfonditi, alcuni dei quali richiedono che l’animale sia addormentato (es. TAC o risonanza magnetica), con tutti i rischi connessi. Per questo motivo, mi trovo d’accordo con il collega che ha visitato il suo micio, nel tentare con una terapia farmacologica e attendere l’evoluzione. A volte si assiste a una buona ripresa, altre volte purtroppo questa non avviene. Se così dovesse succedere è importante valutare la condizione in cui si troverà a vivere il vostro gatto per il tempo che gli resta, tenendo conto anche della sua età. Mi rendo conto che si tratta di una scelta difficile, soprattutto dopo tutti questi anni di convivenza, e spero che le informazioni ricevute possano aiutarla in questa delicata situazione.
 
Un caro saluto
 

Sogni di gatto

Mi sono spesso chiesto, ma i gatti sognano? Con tutte le ore di sonno che fanno, ci sarà spazio, o meglio, tempo per  qualche sognetto!
Ovviamente la risposta è sì, i gatti sognano. Sono mammiferi ed esattamente come tutti i mammiferi hanno bisogno del sonno per riposare il corpo e la mente.

A dire il vero, molti scienziati pensano che lo stato di sonno sia lo stato naturale del corpo. Se stiamo svegli è perché abbiamo una costante attività neurale in una regione del cervello detta Sistema Reticolare Attivatore Ascendente. Quando noi, o i nostri gatti, siamo stanchi, ci stendiamo, preferibilmente in una stanza dove non ci sono rumori, un po’ in penombra, o al buio, chiudiamo gli occhi e ci addormentiamo. Ciò avviene perché abbiamo “spento” il 50%  degli stimoli esterni che arrivano dalle tensioni muscolari, ed abbiamo ridotto in maniera drastica le stimolazioni visive ed acustiche. In parole semplici: se siamo rilassati, sdraiati, e non stiamo ascoltando o guardando niente, ci addormentiamo. Lo sappiamo e lo facciamo tutti, ed è per questo che la sera andiamo a letto, spegniamo la televisione, abbassiamo le serrande, spegniamo la luce e dormiamo. Lo facciamo perché è naturale, ma non sappiamo nel profondo, perché lo facciamo. Così il gatto ha i suoi rituali prima di mettersi a dormire. Sappiamo da sempre che funziona così, da prima dell’evoluzione delle scienze che studiano il sonno, e da prima della televisione.

I gatti, come gli umani, attraversano varie fasi del sonno, a partire dal sonno leggero ad onde lente, durante il quale l’elettroencefalogramma mostra delle onde cerebrali che oscillano lentamente, ed il gatto non è del tutto rilassato e si sveglia facilmente. Poi arriva il sonno profondo ad onde lente, le onde cerebrali rallentano ed il gatto diventa sempre più rilassato e difficile da svegliare. Alla fine arriva la fase REM, rapid eye movement, l’encefalogramma è molto attivo, come se il gatto fosse sveglio, ma il corpo è profondamente rilassato. Il corpo si rilassa, ma la mente è sveglissima. È adesso, in questa fase dove svegliarsi è complicatissimo, che avvengono i sogni, che tu sia umano o felino. Anche se rilassato, il corpo sembra reagire a degli stimoli, e mi capita spesso di vederli, completamente rilassati che però muovono le zampe anteriori come per cercare di prendere qualcosa, con un gesto che assomiglia al nostro “vieni, vieni quà, non ti faccio niente” ed ogni tanto scalciano con le zampe posteriori, forse un segnale di uno scatto o di una corsa. I gatti seguono il nostro stesso schema di sonno, le varie fasi si seguono a ciclo, per oltre 10 ore.

Altra cosa sono i pisolini che il gatto fa durante il giorno. Lì è la mente che dorme, più che il corpo, come è dimostrato dagli elettroencefalogrammi. E non ci sono sogni in questi casi.

I gatti sognano così come sogniamo noi. La domanda principale è: cosa sognano? La risposta non la conosco e diffido di coloro che dicono di averla con certezza. L’unica cosa che posso dire è ciò che vedo e che ho visto nei miei gatti. Le loro azioni in fase di sonno REM possono essere di vario tipo, e credeteci o meno, hanno delle espressioni sul volto, ehm, sul muso. Principalmente due: concentrazione e preoccupazione. La concentrazione è presente soprattutto quando dormono in posizione distesa,  non acciambellata e, come ho detto prima, è spesso associata a movimenti degli arti, come se stessero inseguendo o cacciando. Mi è anche capitato di vederli dormire acciambellati, con l’espressione preoccupata. Sembra che cerchino di proteggersi ed emettono dei leggeri suoni, dei miagolii nervosi e si svegliano di soprassalto, per poi iniziare, praticamente subito, dopo essersi guardati intorno, a leccarsi le zampe. Sono sicuro che hanno avuto un incubo. Non so se ha valore scientifico o meno, ma una cosa è certa: uno dei miei gatti ha più incubi degli altri, molti di più e guarda caso è l’unico dei tre che ho trovato abbandonato sul ciglio di una strada di campagna, in mezzo all’erba alta, sporco, raffreddato, pesava 300 grammi circa ed era lungo 15 cm. Ogni tanto anch’io ho degli incubi. I suoi.

Silenzio e dolcezza

Il gatto ti tiene sospeso tra silenzio e dolcezza.

 

 

Devo ringraziare la mamma Molly per avermi lasciato scattare questa foto al suo cucciolo di appena 1 giorno. Sono rimasta meravigliata di quanto fosse orgogliosa dei suoi bellissimi gattini, tanto orgogliosa da spingermene uno con il muso così che potessi accarezzarlo e dirle che era stata davvero brava.

Chi si somiglia… si piglia

Avete mai sentito parlare della convergenza evolutiva? In parole estremamente semplici, se due forme di vita, magari neanche appartenenti alla stessa Classe tassonomica, si trovano a “condividere” lo stesso ambiente, oppure la stessa nicchia ecologica, è assai probabile che adottino soluzioni evolutive simili, tanto da somigliarsi anche morfologicamente. Ciò avviene durante il processo evolutivo, che per sua definizione premia i più adatti a vivere in un certo ambiente. Ci sono dei Mammiferi e dei Marsupiali, che hanno avuto un processo evolutivo “parallelo” e che quindi si somigliano nonostante le differenze biologiche fondamentali.

Se usiamo la fantasia, sarebbe come se Madre Natura avesse dato a due sue aiutanti lo stesso compito, lo stesso problema da risolvere, mettendo però a loro disposizione materiale diverso e tanto tempo a disposizione.

Facciamo un esempio. Supponiamo che Madre Natura si sia posta  questo problema, “creare” degli animali con le seguenti caratteristiche: predatori, principalmente notturni, agili, silenziosi, di piccole medie dimensioni, adatti a tenere sotto controllo l’espansione di piccoli roditori e rettili. Supponiamo anche, tanto stiamo lavorando di fantasia, che abbia dato lo stesso compito a chi si occupava dei Mammiferi e chi degli Uccelli.
Risultato: le due Famiglie dei Faelidi e degli Strigidi. Cosa sono? Adesso i tassonomisti non si inalberino per la mia spiegazione un po’ semplicistica. Sono le due Famiglie che al loro interno comprendono rispettivamente le sottofamiglie Felinae e Striginae. Cosa?  Tali Sottofamiglie contengono al loro interno, ad esempio i generi  Felis, Puma e Lynx, mentre negli uccelli ci sono i generi Bubo, Strix ed Athene (lo so, non è esattamente così!).

Ma di cosa st0 parlando? Ci arrivo! Gatti, puma e linci per i mammiferi e gufi, allocchi e civette per gli uccelli. Ci sono anche i barbagianni, ma tassonomicamente sono di un’altra sottofamiglia.  Tutto questo discorso per arrivare a farvi notare come un gatto ed un barbagianni, nonostante l’ovvia diversità, in realtà sono la soluzione allo stesso problema usando materiale genetico diverso. Hanno ambedue una visione stereoscopica perfettamente adattata alla predazione notturna, sono estremamente agili e costruiti per muoversi silenziosamente, i gatti grazie ai morbidi polpastrelli e gli uccelli notturni grazie al loro piumaggio “silenziato”, che consente loro di volare senza che si senta il battito delle ali.  Una bocca ed un becco che non hanno pietà della preda. Li unisce anche una grande voglia di giocare ed allora, secondo voi, possono essere tra loro amici?

Certo. Ecco le prove.

… e che Festa sia! ma Festa per davvero!

Venerdì 17 febbraio si celebra la Giornata Nazionale del gatto. È sempre bello festeggiare e celebrare i  nostri amici, e più siamo meglio è.  Se invitassimo a questa festa tutti i gatti ed i cani, le scimmie, i criceti, i porcellini d’india, tutti quegli animali che purtroppo, nel 2012, sono ancora l’oggetto principale di quella pratica barbara che prende il nome di vivisezione.

La Direttiva europea sulla vivisezione, in via di recepimento in Italia, consente di fare cose aberranti. Non ve le voglio elencare tutte, perché mi viene il magone.
Sappiate però che sarà consentito SPERIMENTARE SU CANI E GATTI RANDAGI. L’Italia invocherà il mantenimento della legge 281, che lo vieta, non potrà però proibire il COMMERCIO DI RANDAGI destinati alla sperimentazione tra il proprio territorio e quello degli altri Paesi (articoli 11 e 2).

Allora bisogna fare in modo che questi due articoli vengano eliminati. Non solo in Italia, in tutta Europa. Non posso credere che nel mio paese sia concesso fare cose del genere.
Dicono che tale pratica sia servita a salvare milioni di vite umane. Gli Egiziani hanno costruito dei monumenti, le Piramidi, che hanno resistito migliaia di anni e che sono meta per milioni di turisti ogni anno. Turismo fondamentale per l’economia egiziana. Le hanno costruite gli schiavi. Non credo sia una motivazione sufficiente per sostenere il lato positivo della condizione  di schiavo in Egitto e proporre di riinserirlo.

Il giorno in cui verrà definitivamente eliminata dalla faccia della Terra tale pratica, allora sì, che potremo fare festa.

Il Medico Risponde: quando i reni non funzionano più

L’insufficienza renale cronica, come abbiamo già avuto modo di dire in diverse occasioni, è una delle patologie più frequentemente riscontrate nei gatti dopo una certa età.

Si stima che il gatto abbia da due a tre volte probabilità maggiori del cane di incorrere in questa condizione nel corso della sua vita. I motivi di una simile frequenza non sono del tutto noti, ma si pensa che siano dovuti ad un’alterazione strutturale del rene causata da un insieme di fattori diversi, quali l’invecchiamento cellulare, le infezioni renali croniche, la dieta sbilanciata verso alcuni oligoelementi a scapito di altri e una predisposizione individuale.

L’elevata incidenza di questa patologia nei gatti “da compagnia” (brutto termine, ma ahimé esplicativo) è riconducibile all’aumento dell’aspettativa di vita dei nostri amici a quattro zampe, essendo questa una malattia tipica dell’età geriatrica. In alcuni casi tuttavia, si può verificare già in età giovanile e/o adulta, soprattutto nei soggetti geneticamente predisposti ad alterazioni renali, come il gatto persiano.

Si tratta, purtroppo, di una patologia cronica, progressiva, non curabile, se non in un numero limitato di casi se diagnosticata nelle fasi precoci.

Come accorgersi quindi che il rene comincia a non funzionare più?

 Nella maggioranza dei casi purtroppo, ci si rende conto del problema quando già i tre quarti della funzionalità renale sono compromessi, in quanto è solo allora che compare la sintomatologia clinica. Il rene, infatti, è in grado di mantenere la sua efficienza fino alla compromissione di gran parte della sua struttura, e purtroppo non è un organo in grado di rigenerarsi.

Se questa condizione si verifica, tipicamente il gatto comincerà a bere molto e ad aumentare la quantità di urina prodotta durante la giornata. Può comparire dimagramento, inappetenza, talvolta vomito. Il pelo perde lucentezza e appare arruffato e sporco a causa della disidratazione e della mancata cura da parte del micio.

La diagnosi viene fatta con un prelievo del sangue e si basa sul risconto di valori ematici elevati di creatinina e urea.

La prognosi dipende da molti fattori e viene emessa anche in base alla presenza concomitante di anemia e squilibri elettrolitici.

La terapia prescritta dal vostro veterinario sarà mirata a contrastare l’eccessiva disidratazione, con un supporto quotidiano di liquidi per via sottocutanea, l’ipertensione, attraverso la somministrazione di ACE inibitori e a garantire un adeguato apporto nutrizionale con l’introduzione di diete formulate apposta per non alterare ulteriormente l’equilibrio elettrolitico e non sovraccaricare il rene. E’ fondamentale riuscire a far mangiare il micio, somministrando antiemetici e protettori dello stomaco se c’è vomito, e ricorrendo a farmaci stimolanti dell’appetito se vi è necessità.

 Gatti con valori di creatinina e urea anche molto elevati possono beneficiare moltissimo della terapia di supporto e rimanere clinicamente stabili per parecchio tempo. E’ importante imparare a convivere con un gatto in queste condizioni, valutando giorno per giorno l’andamento della malattia attraverso l’assunzione di cibo e acqua, l’idratazione, l’attività fisica e l’interazione con gli altri membri della famiglia.

L’insufficienza renale cronica, così come altre malattie progressive debilitanti, può essere causa di sconforto per il proprietario che non tollera di vedere il proprio amico deperire giorno dopo giorno: se però, prendendo coscienza della gravità della malattia, si riesce ad aiutare il proprio micio a mantenere una buona qualità di vita, è possibile conviverci fintanto che l’avanzamento della malattia lo renderà possibile.

 

Nella foto: “Miao”