Torniamo a parlare di arsenico… un aggiornamento

Nei giorni scorsi ho contattato l’ Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, per avere delucidazioni riguardo alla notizia apparsa qualche giorno fa su molte testate giornalistiche, riguardo il sequestro di confezioni di alimenti per gatti in Piemonte, contenenti un elevato contenuto di arsenico, oltre i limiti consentiti dalla legge.

Oggi mi hanno risposto e volentieri pubblico:

Buongiorno Sig Viscido,
grazie per averci contattato.
Il CReAA, che ha sede presso il nostro Istituto, in qualità di Laboratorio nazionale di Riferimento (NRL) sui metalli pesanti nei mangimi, è da sempre impegnato anche nei controlli del cibo destinato agli animali domestici.
Già nel 2011 una allerta comunitaria, notificata proprio dall’Italia, denunciava la presenza di arsenico in mangime per gatti proveniente dalla Thailandia. Le allerte comunitarie sono uno strumento importante d’intervento nel caso in cui si riscontrino delle non conformità, cioè delle partite di alimenti destinati all’uomo o agli animali, in cui si siano evidenziati problemi di tipo sanitario.
Il nostro laboratorio ha pertanto condotto una serie di analisi su campioni prelevati dai Posti di Ispezione Frontaliera (PIF), e respinto diverse partite di alimenti per gatti e cani prodotte in Thailandia, tutte contenenti valori di arsenico superiori a quanto previsto dai limiti imposti dai Regolamenti comunitari (Regolamento UE 574/2011).
La collaborazione tra il nostro NRL e i Posti di Ispezione Frontaliera ha quindi consentito di evitare l’ingresso nell’Unione Europea di petfood contaminati, destinati ai nostri piccoli amici.

Attualmente, su richiesta della Procura di Torino, che ha una indagine in corso, i NAS hanno prelevato nei supermercati scatolette di cibo per gatti su cui stiamo effettuando le analisi.
Stiamo comunque parlando di cibo per gatti e cani a base di pesce, crostacei e molluschi provenienti dall’ambiente marino che possono contenere alti livelli di arsenico.
Appare davvero eccessivo, per quanto riguarda una eventuale contaminazione da arsenico, evitare o sbarazzarsi di alimenti per gatti e cani a base di pollo, manzo o altre carni.

[…],
cordiali saluti

Ufficio Stampa
Istituto Zooprofilattico Sperimentale
del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta”

Ringrazio moltissimo l’Ufficio Stampa dell’Istituto per la gentilezza e la velocità nella risposta.

Fonte immagineIZSTO

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Pubblicato il 19 gennaio 2012, in News, Salute, Uncategorized con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Buongiorno, sto navigando da qualche giorno nella vana ricerca di notizie più dettagliate in merito alla contaminazione di arsenico. Mi sono convinto che non ci è dato di sapere nè lo sarà mai, quale è il marchio o i marchi incriminati. Mi soffermo in particolar modo sulla risposta del CReAA:

    “Stiamo comunque parlando di cibo per gatti e cani a base di pesce, crostacei e molluschi provenienti dall’ambiente marino che possono contenere alti livelli di arsenico.
    Appare davvero eccessivo, per quanto riguarda una eventuale contaminazione da arsenico, evitare o sbarazzarsi di alimenti per gatti e cani a base di pollo, manzo o altre carni”.

    Mi sento tutelato dai servizi offerti a chi paga le tasse, mi stupisco però di come:
    -seppure la segnalazione sia stata effettuata perchè sono morti animali
    -seppure lo stesso Istituto abbia riscontrato valori eccessivi e fuori dalla norma di arsenico
    -seppure ci sia una recidività (a quanto leggo il fenomeno è stato riscontrato anche nel 2011)

    si taccia il nome della ditta/ditte produttrici

    Si ignora forse che tutto il cibo per animali è quasi tutto prodotto in Thailandia? O forse lo si sa e tutti i marchi sono contaminati?

    Allarmismo o meno ritengo che i consumatori debbano sapere quanto occorre, per decidere autonomamente se è il caso o meno di sbarazzarsi di alimenti per animali. Se i controlli già confermano che alcune percentuali sono oltre la norma noi consumatori abbiamo il diritto di sapere e loro di dichiararlo.

    I nostri animali non meritano di meno degli individui che tanto lucro praticano sulle loro e sulle nostre spalle.

    Grazie

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