Archivio mensile:gennaio 2012

Non mi lasciare mai

“L’ho addomesticato bene”,

dice orgoglioso il gatto ad alta voce.

Poi sussurra piano al padrone:

“Non mi lasciare mai”

 

Per quanto siano indipendenti i nostri amici felici e per quanto ci tengano molto a mostrare questo loro lato, nel silenzio celano il loro bisogno di noi.

 

 

Da http://vuvusphotogallery.blogspot.com/

PJ Harvey – Cat On The Wall (Live)


PJ Harvey è probabilmente una delle cantanti più “feline” degli ultimi anni, sia esteticamente che vocalmente. Una delle poche che è riuscita a scuotere l’Inghilterra. A buon intenditor, poche parole.

Cat on the Wall è un brano tratto dal suo album del 2004  Uh Huh Her, nel video una versione live da Les Eurockéennes de Belfort – Rock festival in Francia, nel luglio dello stesso anno.

Buona visione, buon ascolto e buon inizio di settimana.

Dimmi dove dormi…

… e ti dirò che ore sono.

A noi umani, creature dalle esigenze limitate, quando si tratta di scegliere il posto dove dormire sono concesse solo un paio di possibilità. Nel caso del letto singolo, possiamo decidere da quale parte del letto vogliamo poggiare la testa. Nel caso del letto matrimoniale, supponendo di doverlo condividere con un soggetto della nostra stessa specie, la scelta si pone tra lato destro o lato sinistro. Ciò sembra una scelta semplice, ma se dividete il letto con una donna, vi assicuro che il concetto di destra e sinistra non è assolutamente dato per scontato. Per averne la riprova, portatela in macchina e fatevi dare le indicazioni per raggiungere una qualsiasi meta. Rimarrete sorpresi della fantasia vettoriale che il vostro navigatore potrà raggiungere. La scelta si amplia, se i letto lo condividete con altre due persone. Nel qual caso potrebbe anche partire il turnover per la posizione centrale. Esiste anche la possibilità di dormire sul pomo d’ottone del letto, scelta valida solo se vi chiamate Eta Beta.

Per i gatti il discorso cambia. Favoriti dalle dimensioni ridotte rispetto a quelle di noi umani, il letto matrimoniale diventa per loro una immensa cuccia a più vani, non separati da mura portanti o in cartongesso, ma rigorosamente rispettati una volta definiti i limiti e condivisi dagli altri coinquilini felini. Infatti di noi umani se ne sbattono altamente. Le regole di suddivisione sono strettamente legate all’ambiente ad alla fascia oraria, questo l’ho capito. Sono ancora indeciso su chi regola il posizionamento. Sto studiando.
Fattori certi per la scelta del posizionamento sul lettone di giorno:
esposizione al sole – là dove batte il raggio del sole si sta meglio, specie d’inverno.
odori umani – la gatta preferisce il mio lato, il maschio giovane il lato Claudia, il maschio adulto non ha preferenze. Anche i “maschi” sono gatti, per completezza di informazione.
posizione dell’altro felino coinquilino –  se sono tutti posizionati sul lettone, la combinazione più probabile è con i due maschi accanto sul lato “piedi” e la femmina, da sola, lato testa.
possibilità di controllo dell’area –  l’angolo “lato porta di camera” consente una visuale “esterno finestra, camera da letto, disimpegno, ingresso” come nessun altro, con possibilità d’attacco a eventuali soggetti invadenti.

Fattori certi per la scelta del posizionamento sul lettone di notte:
posizionamento coperta di pile – nel tentativo di limitare l’arricchimento di  peli della coperta di lana (invernale) è stato posizionato un piccolo quadrato di pile. Posto ambitissimo con possibilità di condivisione. Massimo due posti.
pigiama – là dove c’è il pigiama, lasciato incautamente sul letto, c’è un gatto.
maglioni da mettere nell’armadio – vedi la voce pigiama, e sostituire il termine ” pigiama” con maglione.
gambe umane – il gatto tende a posizionarsi in prossimità degli arti inferiori del suo servo umano, in una qualsiasi posizione relativa. L’importante è che l’umano sia costretto a stare scomodo, dovendo stare con gli arti inferiori piegati in posizioni non concepite per l’anatomia umana, o comunque vivamente sconsigliate dagli ortopedici.

Sento già un coro unanime di persone unanime che dicono “ma perché fai dormire il gatto sul letto?”.
Se avete uno o più gatti, lo sapete già.
Se non avete gatti, e chissà perché state leggendo questo blog, la ragione è che è una sensazione bellissima.

Fonte Immagine| Hilary B. Price

Come diventare amici per sempre

Ho sempre pensato che l’educazione debba partire dalla scuola e dalla famiglia, anche se ultimamente ho qualche perplessità su ambedue le “istituzioni”. Problemi miei.
Mi rincuora sapere che ogni tanto ci sono delle iniziative delle quali bisogna assolutamente parlare e che negli anni passati hanno avuto un ottimo successo e diffusione.
Ovviamente parliamo di animali domestici, gatti e cani, e di come spesso accade, troppo spesso, entrino nelle famiglie in maniera sbagliata: come giocattolo, come capriccio, come moda. Spesso le famiglie non sono neanche preparate ad accogliere in casa una creatura che ha le sue necessità e le sue esigenze, cane o gatto che sia.

Per questa ragione un’iniziativa come “A Scuola di PetCare”, la campagna educativa sulla conoscenza e il rispetto degli animali da compagnia, raccoglie tutta la mia simpatia e disponibilità a parlarne.

Il progetto “A Scuola di PetCare”, è la prima campagna educativa nazionale sulla conoscenza e il rispetto degli animali da compagnia. La campagna è promossa e realizzata da Giunti Progetti Educativi e Purina  in collaborazione con FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani) e SCIVAC (Società Culturale Italiana Veterinari per Animali da Compagnia). Il progetto, che ha ricevuto il Patrocinio di ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani), non è la prima volta che viene realizzato, e quest’anno è stato rinnovato con la creazione di nuovi materiali didattici aventi lo scopo di educare al corretto comportamento con gli animali da compagnia.

In cosa consiste il materiale didattico?

  • dal gioco Petwood, piccoli amici nei guai: un gioco da tavolo dove i giocatori devono dimostrare non solo di voler bene al proprio cucciolo, ma anche di saper fare la cosa giusta al momento giusto, di conoscere il proprio animale da compagnia;
  • una guida per insegnanti, ricca di nuovi approfondimenti, notizie sul mondo degli animali domestici e sull’importante ruolo del Medico Veterinario, oltre che di attività didattiche da svolgere in classe;
  • un opuscolo informativo per ogni alunno con notizie e divertenti giochi da fare a casa insieme ai genitori;
  • una locandina con le modalità di partecipazione al grande concorso nazionale per le classi; e un questionario, che gli alunni dovranno compilare con i loro genitori.

Per maggiori informazioni, e per richiedere gratuitamente il kit didattico, contattare Giunti Progetti Educativi:

tel. 055/5062383;

amicianimali@giunti.it;

proed.concorsi@giunti.it

Quello è mi(a)o!

muso gatto

Gomme, elastici, tappi di penne e di chiavette USB spariscono in un attimo. Veloci. Silenziosi. Puff!

Sono grandi passatempi per il gatto la pesca negli astucci e lo studio della traiettoria di un oggetto che cade dal tavolo. Il solo modo per riuscire a salvare i nostri piccoli oggetti dalle grinfie del micio è coglierlo in flagrante, altrimenti ci si può unicamente affidare a “Chi l’ha visto?” per tentare di recuperarli. Quando lo si vede e gli si toglie il suo bel giocattolo dalle zampe magari sgridandolo “Questo non lo devi toccare!”,  ecco che il suo sguardo diventa inquietante.

“Cos’hai osato fare?! Quello è mi(a)o!” 

Allora, se il gatto non è testardo la situazione si risolve facilmente, basta dargli qualche altro oggetto per giocare; se invece vuole proprio solo ed assolutamente ciò che gli avete sottratto, è bene arrendersi oppure aspettarsi una sottile, piccola vendetta.

È Lunedì, buongiorno!

Inizia la settimana, il risveglio è rallentato. Forse ci sono i postumi di un  fine settimana all’insegna del divertimento sfrenato ed avete alzato un po’ il gomito.
Poi quell’erba gatta era troppo forte! Oppure, semplicemente, non amate troppo il lunedì mattina ed il ritorno alla routine settimanale.
Non preoccupatevi, che l’appuntamento importante di lavoro non lo perdete, perché avete l’amico fidato che è sempre pronto a svegliarvi in tempo. Anche se voi vi rigirate dall’altra parte, lui insiste perché sa che ci tenete a quell’incarico. Che sicuramente non è dare la caccia a Titti!

I gatti mi sorprendono ogni giorno, sempre di più.

Torniamo a parlare di arsenico… un aggiornamento

Nei giorni scorsi ho contattato l’ Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, per avere delucidazioni riguardo alla notizia apparsa qualche giorno fa su molte testate giornalistiche, riguardo il sequestro di confezioni di alimenti per gatti in Piemonte, contenenti un elevato contenuto di arsenico, oltre i limiti consentiti dalla legge.

Oggi mi hanno risposto e volentieri pubblico:

Buongiorno Sig Viscido,
grazie per averci contattato.
Il CReAA, che ha sede presso il nostro Istituto, in qualità di Laboratorio nazionale di Riferimento (NRL) sui metalli pesanti nei mangimi, è da sempre impegnato anche nei controlli del cibo destinato agli animali domestici.
Già nel 2011 una allerta comunitaria, notificata proprio dall’Italia, denunciava la presenza di arsenico in mangime per gatti proveniente dalla Thailandia. Le allerte comunitarie sono uno strumento importante d’intervento nel caso in cui si riscontrino delle non conformità, cioè delle partite di alimenti destinati all’uomo o agli animali, in cui si siano evidenziati problemi di tipo sanitario.
Il nostro laboratorio ha pertanto condotto una serie di analisi su campioni prelevati dai Posti di Ispezione Frontaliera (PIF), e respinto diverse partite di alimenti per gatti e cani prodotte in Thailandia, tutte contenenti valori di arsenico superiori a quanto previsto dai limiti imposti dai Regolamenti comunitari (Regolamento UE 574/2011).
La collaborazione tra il nostro NRL e i Posti di Ispezione Frontaliera ha quindi consentito di evitare l’ingresso nell’Unione Europea di petfood contaminati, destinati ai nostri piccoli amici.

Attualmente, su richiesta della Procura di Torino, che ha una indagine in corso, i NAS hanno prelevato nei supermercati scatolette di cibo per gatti su cui stiamo effettuando le analisi.
Stiamo comunque parlando di cibo per gatti e cani a base di pesce, crostacei e molluschi provenienti dall’ambiente marino che possono contenere alti livelli di arsenico.
Appare davvero eccessivo, per quanto riguarda una eventuale contaminazione da arsenico, evitare o sbarazzarsi di alimenti per gatti e cani a base di pollo, manzo o altre carni.

[…],
cordiali saluti

Ufficio Stampa
Istituto Zooprofilattico Sperimentale
del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta”

Ringrazio moltissimo l’Ufficio Stampa dell’Istituto per la gentilezza e la velocità nella risposta.

Fonte immagineIZSTO

Il Medico Risponde: parliamo di FIP

Cari amici,

oggi parliamo di una malattia purtroppo abbastanza frequente nei nostri amici felini: la peritonite infettiva felina, meglio conosciuta con l’acronimo FIP.

Si tratta di una malattia grave, contagiosa, spesso mortale, sostenuta da un virus.

La FIP è molto diffusa tra i gatti che vivono in colonie e nei gattili, in quanto la via di contagio preferenziale è rappresentata dal contatto con le feci e la saliva di animali infetti (condivisione delle ciotole di cibo e acqua). Per questo motivo i gattini possono essere contagiati dalla madre nelle prime settimane di vita e a causa del loro debole sistema immunitario andare incontro alla forma clinica fatale.

Anche molti gatti domestici sono positivi al virus: tuttavia solo una parte di questi gatti manifesterà la forma clinica e mortale della malattia. Ciò vuol dire che per quanto può essere spiacevole sapere che il nostro micio è positivo al virus, non necessariamente ciò significa che manifesterà la malattia nel corso della sua vita. Molti gatti che contraggono la malattia, infatti, sviluppano una forma asintomatica o sintomi lievi di enterite con diarrea e vomito; possono però restare eliminatori del virus per tutta la vita e quindi rappresentare una fonte di contagio per i gatti conviventi.

Come accorgerci se il nostro gatto ha la FIP?

Per quanto riguarda la forma clinica, i sintomi possono essere molto vari e dipendono essenzialmente dalla risposta immunitaria del micio: sono presenti di solito febbre alta refrattaria agli antibiotici, anoressia, perdita di peso, colorazione gialla delle mucose (in medicina definita “ittero”), presenza di versamenti di liquido in torace e in addome. In una certa percentuale di casi vi è anche un coinvolgimento oculare e neurologico.

La diagnosi non è sempre facile perché i test diagnostici a disposizione non permettono di confermare o escludere la presenza della malattia con certezza. Il veterinario formulerà la diagnosi combinando i riscontri alla visita clinica, le abitudini di vita del micio e gli esami di laboratorio.

Purtroppo è importante sapere che non esiste una terapia specifica nei confronti di questa malattia e la risposta al trattamento è molto variabile da gatto a gatto. Nella maggior parte dei casi, infatti, si tratta di una malattia fatale.

Non esistono vaccini per prevenire l’infezione e l’unico modo è limitare il più possibile la possibilità di contatto con gatti infetti.

 

Foto: http://www.windoweb.it/desktop_foto/foto_gatti.htm

La pennichella invernale

Se le giornate si fanno sempre più grigie e fredde, cose c’è di meglio se non una bella pennichella accanto al tuo migliore amico?
In un attimo hai affetto e calore corrisposto… corrisposto? Be’, sul concetto di “corrisposto” esistono varie teorie.

Il gatto di Simon ha la sua teoria.
Non so a voi, ma mi è venuta una gran voglia di acciambellarmi sul divano!

Occhio alla scatoletta!

Ieri è apparsa una notizia che oggi noi riportiamo perché piuttosto inquietante. La Procura di Torino sta indagando sulla distribuzione in Italia di scatolette di cibo per gatti con un contenuto in arsenico molto elevato, ben oltre i limiti di legge (che ci sia un limite legale di contenuto di arsenico in un alimento è già una notizia per me!). Pare che ci siano alcune vittime di questa mandata di cibo avvelenato, se per dolo o per errore sarà l’indagine della Procura a stabilirlo.
Poiché non viene specificata la marca del prodotto sotto accusa, noi cosa possiamo fare? Io vi dico cosa farò: controllo la provenienza di tutte le scatolette di umido della scorta, se la provenienza è la Thailandia (cosa assai probabile perché è uno dei principali paesi, se non il principale, produttori di alimenti per animali) eviterò per il momento di darle per cena ai miei coinquilini felini, fintanto che non verrà diffusa la marca in questione. Se tutte sono di provenienza thailandese, darò loro solo croccantini, che pare non abbiano nessun tipo di problema, anche se prodotti negli stessi luoghi esotici. Vi terremo aggiornati.

Fonte| ADN Kronos