Il Medico risponde: il pericolo in una pulce

Spesso si pensa che in inverno non occorra preoccuparsi delle pulci,  quei “simpatici” animaletti neri che vivono sulla cute dei nostri amici felini e che causano loro tanto fastidio.  Non è corretto: anche nei mesi più freddi, infatti, le pulci possono infestare il gatto, in quanto depongono le uova nell’ambiente in cui il nostro amico felino vive, ovvero in casa nostra! Se poi pensiamo che con l’arrivo dell’inverno si accende il riscaldamento, ecco che le condizioni sono ottimali affinché le uova schiudano e le nuove nate trovino una confortevole dimora sulla cute del nostro micio.

La pulce del gatto (Ctenocephalides felis) oltre ad essere veicolo di malattie infettive e infestive, può causare seri problemi di tipo dermatologico, soprattutto nei soggetti allergici, perché la sua saliva è un potente allergene che causa intenso prurito. In corso di gravi infestazioni può causare anemia perché si nutre di sangue che viene espulso tramite le feci. 

Tra le malattie trasmesse dalle pulci, vi è la malattia del graffio del gatto, così chiamata perché il contagio nell’uomo avviene soprattutto tramite questa via. E’ una patologia causata da un batterio del genere Bartonella, che vive e si moltiplica nel sangue dei gatti e pertanto può essere ingerito dalla pulce attraverso il pasto ed espulso con le feci. Se il micio si gratta, le feci delle pulci infette possono essere veicolate in un altro ospite attraverso il graffio. Anche se nella maggior parte dei casi l’infezione negli umani si risolve spontaneamente grazie all’azione del sistema immunitario, talvolta possono comparire febbre, aumento di volume dei linfonodi, stanchezza e dolori muscolari.

Anche l’infestazione da Dipylidiun caninum, una delle tenie più diffuse nei nostri amici a quattro zampe, è veicolata dalle pulci. Il gatto (e il cane) s’infestano, infatti, ingerendo la pulce che contiene lo stadio larvale del parassita che poi nel tratto intestinale dell’ospite diventa adulto. Anche l’uomo può infestarsi allo stesso modo, ingerendo la pulce. Ovviamente è una via difficile di contagio, ma non impossibile, soprattutto nei bambini.

L’emobartonellosi invece, colpisce soltanto il gatto ed è causata da un microrganismo trasmesso dalle pulci, Haemobartonella felis (o Mycoplasma haemofelis). Si tratta di una malattia grave in quanto causa la distruzione dei globuli rossi con conseguente grave anemia che può portare anche a morte l’animale. I sintomi sono febbre, pallore delle mucose, spossatezza, dimagramento e anoressia. Il gatto può superare la fase acuta della malattia grazie all’impiego di antibiotici, ma resta portatore per tutta la vita e quindi soggetto a possibili ricadute.

Per concludere quindi, è importante il controllo delle pulci nei nostri gatti non solo per la loro salute ma anche per la nostra. L’utilizzo periodico di prodotti repellenti e il controllo visivo della presenza di questi parassiti sono sufficienti a scongiurare l’infestazione. E’ bene ricordare tra l’altro che anche se la pulce del gatto non vive e non si riproduce sull’uomo, può morderci e causarci prurito esattamente come nel nostro amico felino.

 

Foto: http://www.tuttozampe.it

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Pubblicato il 22 dicembre 2011, in Il Medico risponde, Uncategorized con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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