Agente 007

Ernst Stavro Blofeld è uno dei personaggi chiave in diversi film di James Bond nonché nei romanzi di Ian Fleming. È il cattivo per antonomasia, il re dei criminali contro l’agente segreto londinese più famoso del cinema. Presiede la SPECTRE, un’organizzazione terroristica internazionale molto potente, la cui ombra aleggerà intorno alla figura di 007 fin dal primo film della saga – Agente 007 – Licenza di uccidere (1962). SPECTRE sta per Special Executive for Counter Intelligence Terrorism Revenge and Extorsion, quindi Supremo Progetto Esecutivo per Controspionaggio, Terrorismo, Ritorsioni ed Estorsioni. La sua struttura organizzativa è fortemente gerarchizzata, piramidale, tanto che il capo, chiamato “Numero 1”, è pressoché sconosciuto ai più e solo qualche braccio destro e collaboratore più vicino lo ha visto in volto.

Nei primi film della serie questo personaggio super-cattivo viene sempre rappresentato seduto, di spalle o di fronte, ma senza mai essere inquadrato in viso, mentre in grembo o tra le braccia accarezza un meraviglioso esemplare di gatto persiano dai grandi occhi verdi. Il biancore del felino contrasta bene con il genio del male che lo massaggia senza sosta. Ogni volta che appaiono sullo schermo, Blofeld sembra non farci caso alla presenza del gatto sulle sue ginocchia. È come se quel prezioso felino fosse sempre stato lì e per sempre dovrà starci, lieto delle carezze instancabili del suo padrone. Un gatto di cui anche il nome pare un enigma e si sprecano i dibattiti in merito tra cinefili ed esperti di 007. Sembra quasi un’ossessione per Blofeld: una creatura pura e immacolata dal morbido manto pallido, unica fonte d’affetto, inseparabile e indispensabile, per il Numero 1 dei criminali di tutto il mondo. C’è chi dice che la presenza del micio sia stata una trovata diegetica e strategica, del resto assente nei romanzi di Fleming: volendo avvolgere il cattivo nel più cupo mistero, inquadrandolo mai in volto se non negli ultimi film, si scelse di incorniciarlo solo nelle mani o nel busto ripreso di fronte o di schiena, accomodato su una poltrona di pelle nera. Al quel punto bisognava cercare il modo di caratterizzarlo di più, di rendere più interessante il personaggio, di arricchirne l’immagine dentro e fuori l’inquadratura. Ecco che allora entra in sceneggiatura e in scena il bianco felino, divenuto parte integrante dell’iconografia di Blofeld e dell’immaginario collettivo targato James Bond.

Austin Powers – Il controspione, film del 1997 di Jay Roach, è una parodia di 007 e del genere spionistico in cui non poteva mancare una rappresentazione bizzarra e clownesca di Blofeld e del suo gatto, chiamati rispettivamente, nel doppiaggio italiano, Dottor Male e Signor Bigolo. In Austin Powers però il micio è di razza Sphynx, noto anche come gatto nudo o gatto sfinge, l’esatto opposto del voluminoso e candido persiano  della saga di 007.

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Pubblicato il 9 dicembre 2011, in Cinema con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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