Ti presento i miei

In Ti presento i Miei, film di Jay Roach del 2000, Ben Stiller interpreta Greg Fotter (nella versione originale “Focker”, simile all’epiteto ingiurioso “fucker”), un giovane infermiere di origine ebrea pronto a chiedere alla fidanzata di sposarlo. Prima però deve ottenere il permesso del padre di lei, Jack Byrnes (Robert De Niro), ufficialmente un esperto di fiori rari ormai in pensione, di fatto un ex agente della CIA in semi-attività. Un week end a casa Byrnes sarà per Greg l’occasione di chiedere a Jack la mano di sua figlia, ma lo 007 in pantofole lo metterà a dura prova, in una ridda scoppiettante di gag, battute ironiche e scene comiche che non smetteranno mai di divertire ad ogni visione/re-visione del film. Uno dei personaggi fondamentali nonché membro coccolatissimo della famiglia Byrnes è Sfigatto (chiamato “Mr Jinx” nella sceneggiatura originale), uno splendido gatto di razza himalayana. Sfigatto è un felino molto particolare: il suo padrone Jack gli ha insegnato in una settimana a saltare in braccio a comando e in quella successiva a fare “ciao” con la zampetta, ma il fiore all’occhiello del suo addestramento lo ha raggiunto educandolo all’uso del WC al posto della classica cassettina. La scena di Greg che entra in bagno e ci trova il gatto seduto sulla tavoletta è memorabile, soprattutto quando il giovane, prima di richiudere la porta, gli “chiede scusa” per il disturbo. Tuttavia, Greg non è un amante dei gatti e questo dettaglio ben presto emergerà durante la sua visita a casa Byrnes. Jack ne rimane decisamente contrariato e quando resta da solo in macchina con Greg, gliene chiede conto:

Jack Byrnes: Come mai non ti piacciono i gatti?
Greg Focker: Non è… che non mi piacciono… è che… preferisco i cani, sono più un tipo… da cane… ecco…
Jack: Già.
Greg: … quando torni, agitano la coda… felici di vederti… ecco…
Jack: Hai bisogno di quella sicurezza, preferisci gli animali superficiali.
Greg: Io…
Jack: Vedi Greg, quando sgridi un cane la coda gli va fra le gambe, gli copre i genitali, le orecchie si abbassano. Un cane è facile da ammaestrare, ma i gatti ti fanno sudare il loro affetto, non si svendono come fanno i cani.
Greg: Ah.

Nella seconda parte del film, Greg riuscirà, suo malgrado, a far scappare Sfigatto e per non deludere ancora una volta la famiglia Byrnes andrà a cercarlo, purtroppo invano. A questo punto decide di portare a casa, se non Sfigatto, almeno un suo sosia pescato in un gattile. L’unica differenza fra i due mici sta nella coda: quella del “nuovo” felino ha la punta bianca, finché Greg non la tinge di nascosto con della vernice bruna. Ed ecco a voi la copia perfetta di Sfigatto. Invece no: l’imitazione di Sfigatto non è certo all’altezza dell’originale, specie se quello era docile e ben addestrato e questo è un vero selvaggio ciclonico. Mr Byrnes scoprirà l’ennesimo inganno, seppur in buona fede, del povero Greg e il matrimonio fra il giovane infermiere e la figlia sarà sempre più improbabile. Ma non è detta l’ultima parola. Commedia dai toni esilaranti, Ti presento i miei non smetterà di stupire fino alla fine – preludendo già al sequel Mi presenti i tuoi? -, in un bell’andirivieni di ritmi comici e romantici. Ottime le interpretazioni e l’intesa artistica della coppia Stiller-De Niro. Ma anche Sfigatto, elegantemente guitto, è già un’icona del cinema.

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Pubblicato il 18 novembre 2011, in Cinema con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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