Il gusto e l’olfatto

Il senso dell’olfatto

A prescindere dal fatto che viva in cattività o libero nella natura selvaggia, un gatto tiene costantemente sotto controllo gli “aromi” che gli ruotano attorno per valutare i rischi e cogliere le opportunità che l’ambiente circostante gli può offrire. Uno “sniff” di valutazione aiuterà a capire al felino se il bocconcino che gli si presenta davanti è buono da mangiare, ed allo stesso modo gli servirà per fiutare il meno piacevole odore di un potenziale nemico che gli si sta avvicinando troppo. Anche la procreazione nei gatti deve molto all’olfatto: il messaggio che la femmina rilascia per far capire che è pronta all’accoppiamento è contenuto come aroma nelle sue urine.

La Lingua

Il fatto di avere delle papille gustative estremamente sensibili e “raffinate” ha creato intorno ai gatti la loro reputazione di animali schizzinosi. Vi capita mai di proporre un nuovo tipo di cibo umido al vostro coinquilino felino, così tanto per cambiare gusto e ricevere come risposta uno sguardo del tipo: “…e questa che roba è? se vuoi te la mangi te”. Non lo fanno per essere antipatici o snob, il grande punto evolutivo che hanno raggiounto è che il loro senso del gusto è sviluppato in maniera tale da riuscire a far capire loro, non solo se il gusto è buono o meno, ma anche per capire se quello che stanno per mangiare fa bene o no alla loro salute.

Sulla lingua hanno delle file di appendici uncinate, dette papillae (non gustative), che coprono il sopra, i lati ed il retro della lingua e della gola. Ciascuna di esse può ospitare da poche dozzine a diverse migliaia di papille gustative. Tenete presente che un cane ha circa 2.000 papille gustative su tutta la lingua.

Come altri carnivori, i gatti preferiscono gli alimenti salati, amari ed acidi, mentre evitano i sapori dolci. Hanno svariati problemi con la digestione degli zuccheri e spesso, se ne mangiano, possono avere episodi di diarrea. Ci sono poi dei casi in cui i gatti domestici si lasciano “affascinare” da alcuni sapori rivelando un “dente dolce” particolarmente attratto dalla cioccolata (che per loro è veleno) e l’uvetta.

In ogni caso, i gatti preferiscono i grassi e gli aminoacidi che si trovano nella carne, e spesso ne mangiano solo alcune parti, con una scelta che si basa essenzialmente sul gusto. Stessa base con la quale scelgono i croccantini. Quando un gatto, per una qualsiasi ragione, non dà retta al suo “giudizio” ed assaggia qualcosa di sgradevole o velenoso, incomincia a salivare moltissimo per espellere l’alimento dannoso. Inoltre è la tipica reazione alle medicine che assumono per via orale.

Le lingue dei gatti, oltre ad essere dei noti biscotti,  sono ben oltre un semplice organo del gusto. Chiunque sia mai stato leccato da un gatto sa quanto siano ruvide le loro lingue. Ovviamente come ben sapete, la usano anche come pettine per la loro attività di “grooming” , ovverosia la sempre piacevole attività di leccarsi e lisciarsi il pelo (attenzione, se lo fanno troppo spesso è indice di stress!) e serve loro anche per staccare i brandelli di carne dalle ossa della preda. Certo non è un’immagine idilliaca. Ma la Natura non fa niente a caso.

Fonte| Trad. ed adattamento da Animal Planet

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Pubblicato il 4 novembre 2011, in Curiosità, Educazione, Salute con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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