Il medico risponde: aiuto, il micio non mangia!

Non sempre è facile capire quando il nostro gatto non sta bene, ma sicuramente uno dei segnali più chiari ed evidenti è la mancanza di appetito.

Molto spesso infatti, il gatto è portato in visita dal veterinario perché non mangia e talvolta l’inappetenza rappresenta l’unico sintomo riferito dal proprietario.

Prima di preoccuparsi e correre dal medico è sempre bene domandarsi se davvero il nostro micio non ha più fame o se per caso ha trovato qualcosa che gradisce di più rispetto al suo cibo abituale: ad esempio se è un gatto abituato ad uscire potrebbe essersi saziato cacciando un animale selvatico oppure potrebbe avere assaggiato il cibo a disposizione di qualche altro animale e preferire quello al suo. E’ già capitato di sentir riferire dal proprietario, preoccupato perché il micio mangiava poco da giorni e apparentemente stava benissimo, di averlo “colto sul fatto” a mangiare la pappa destinata ai gatti del vicino (o al cane!). Se invece è un gatto casalingo, allora chiedetevi se recentemente avete cambiato tipo di mangime o se, avendo assaggiato del cibo fresco cucinato da voi, gradisce di più cibarsi di quello piuttosto che della sua solita pappa.

 Se nessuna di queste ipotesi può spiegare la mancanza di appetito, allora è doveroso farlo controllare perchè una cattiva alimentazione può peggiorare ulteriormente la malattia che l’ha scatenata.

La gravità della malnutrizione è in relazione alla durata e alle condizioni di salute iniziali del nostro animale. Un gattino o un gatto anziano è in grado di tollerare un periodo di assenza di cibo minore rispetto ad un gatto adulto, in quanto le conseguenze di un’inadeguata assunzione di cibo sono più gravi in un periodo di tempo più limitato. Tra queste vi è una diminuzione delle difese immunitarie, una mobilitazione eccessiva delle riserve di grasso che possono accumularsi nel fegato limitandone la funzionalità, un ridotto apporto di proteine indispensabili per il corretto funzionamento delle membrane cellulari e un’alterazione di vie metaboliche fondamentali a causa della carenza di amminoacidi essenziali come l’arginina.

Molte patologie possono essere la causa della mancanza di appetito e non sempre è facile individuarle e risolverle in breve tempo, quindi intervenire rapidamente con un adeguato supporto nutrizionale è importante per evitare l’aggravarsi delle condizioni di salute del gatto. In alcuni casi, infatti, è consigliabile il ricovero dell’ animale al fine di garantire un adeguato apporto nutrizionale oltre che farmacologico.

Quando non vi è la necessità di ospedalizzare il gatto, si possono utilizzare alcuni accorgimenti per stimolare l’assunzione volontaria di cibo a casa. Innanzitutto è buona norma offrire sempre alimenti freschi e se facilmente deteriorabili, non lasciarli a disposizione troppo a lungo. Se il nostro gatto è abituato a mangiare cibo commerciale secco, si può provare ad offrirgli cibo in forma umida (patè o bocconcini) per incuriosirlo e stimolare il suo senso dell’olfatto, e viceversa. Si può incoraggiarlo a mangiare mettendo una piccola quantità di cibo sulle labbra o sulle zampe per indurlo a leccare. Se è necessario somministragli per bocca dei farmaci, evitare di farlo contemporaneamente all’offerta del cibo, perché assocerà l’evento spiacevole (somministrazione delle pillole) con il pasto. L’ideale sarebbe che non sia la stessa persona che gli somministra il farmaco a somministrare anche il cibo! Un altro accorgimento è quello di eliminare tutte le fonti possibili di stress per il micio mentre consuma il suo pasto, quali ad esempio la presenza di altri animali o di altre persone (alcuni gatti preferiscono mangiare quando sono da soli). Anche riscaldare la pappa fino alla temperatura corporea può essere uno stratagemma utile in certi casi o al contrario offrirla fresca dal frigorifero può dare buoni risultati in quei gatti che necessitano di mangiare una dieta dal sapore intenso che non gradiscono molto (ad esempio a base di pesce).

 Anche per i nostri gatti, così come per noi, un corretto supporto nutrizionale è alla base di una buona guarigione in corso di malattia. Non sempre però “forzare” il micio a mangiare quando non sta bene è corretto: ogni caso va valutato singolarmente, sia da un punto di vista clinico, sia nel rispetto di quelle che sono le normali abitudini del nostro paziente.

Foto: http://www.thepetdoctorinc.com

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Pubblicato il 2 novembre 2011, in Il Medico risponde con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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