Archivio mensile:novembre 2011

The Essence: The Cat and A Mirage

Negli anni ’80 i Cure erano un punto di riferimento per molti altri giovani musicisti sparsi nel mondo, e l’Olanda nel 1984 produsse gli Essence, una goth rock band che non lasciava dubbi su chi fosse la principale fonte di ispirazione per la band. Il materiale video è abbastanza raro, e di scarsa qualità. Se siete amanti del genere allora godetevi con lo spirito giusto questa coppia di canzoni.

Europeo

Eccolo il nostro gatto, quello che tutti noi amanti dei mici, almeno una volta, abbiamo ospitato nelle nostre case.

Riconosciuta come razza a se dal 1983, l’Europeo ed il gatto comune domestico discendono entrambi dal gatto selvatico Felis libica, arrivato in Europa con le navi dei Fenici e degli Egizi.

Gatto di taglia medio-grande, di tipo semicobby, ha un corpo vigoroso, forte e dinamico; il petto rotondo e la muscolatura ben sviluppata.

Il mantello, con poco sottopelo, è corto, denso e lucido; è ammesso in tutte le colorazioni, fatta eccezione per il pointed, il lilla ed il cioccolato.

Gli occhi sono rotondi e ben distanziati, le orecchie sono dritte, leggermente arrotondate e possono essere caratterizzate da ciuffi di pelo sulle punte.

Carattere

Vivaci e giocherelloni, amanti della caccia come della vita in famiglia, curiosi e socievoli, attori comici innati come solo i gatti riescono ad essere, solitamente ereditano il loro temperamento dai genitori ed è quindi difficile riassumerne il carattere in uno standard, ci sono Europei che adorano starsene accoccolati sulle gambe dei padroni, altri che invece considerano una carezza un regalo, fatta da loro a noi!!

Tra tutti i nostri amici felini sono forse quelli che meglio si adattano alla convivenza con altri gatti e persino con i nostri cani, con cui, dopo un brevissimo periodo di diffidenza reciproca, saranno in grado di stringere un rapporto di pura amicizia a quattro zampe.

Mi sono presa una piccola licenza fotografica: le immagini di questo articolo sono quelle di Sissi, che è qui accanto a me mentre scrivo (sdraiata tra la tastiera e lo schermo, per la precisione..); forse, viste le sue origini randagie, non sarà di provenienza purissima ma si sarebbe offesa tantissimo se avessi parlato della sua razza senza citarla.. e poi chi glielo spiegava??

Dove vai in vacanza?

L’argomento del post di oggi rimanda automaticamente all’estate, ma con la stagione invernale iniziano anche le prime escursioni in montagna, le settimane bianche, insomma, i mici ce li portiamo dietro o li lasciamo a casa? E se li lasciamo a casa, a casa nostra o in una pensione per gatti?
Ovviamente la risposta è influenzata molto da quale sarà la meta: se abbiamo una nostra casa in cima al cucuzzolo della montagna o se alloggeremo in una struttura alberghiera non disponibile ad accettare animali domestici.

Allora le opzioni sono: mettere il gatto in una pensione o trovargli una bella baby sitter? Ci sono dei vantaggi e degli svantaggi in ambedue i casi. Molto dipende da come i gatti reagiscono o rispondono alle due situazioni, e ciò dipende dalla personalità del gatto stesso. Sta a voi valutare la soluzione migliore. Eccovi alcuni spunti per decidere.

I pro di una Pensione per gatti

  • Non ci sono “persone” che vengono a casa vostra in vostra assenza.

  • Il vostro gatto è sempre sotto controllo in una struttura affidabile con professionisti sempre a disposizione. È la loro professione e si spera che sappiano ciò che stanno facendo.

I contro di una Pensione per gatti

  • Una pensione per gatti è conveniente ma è importante trovarne una della quale fidarsi totalmente. Non sono tutte “eccezionali”. Dovete trovarne una che abbia una buona reputazione. Potrebbe accadere che i gatti non ricevano le attenzioni che desiderano. Avere personale che dedica loro maggiore attenzione potrebbe essere addirittura un extra sulla “retta” da pagare. Controllate tutte le opzioni che la pensione offre e le possibilità di svago che avrà il micio.

  • La maggior parte dei gatti si stressa nei posti che non sono a loro familiari.

  • Come per i bambini in un asilo nido, i gatti saranno soggetti a passarsi anche un banale raffreddore, un’infezione del tratto respiratorio superiore. Ovviamente la vaccinazione riduce i rischi.

I pro di una Pet Sitter

  • Ci sarà sempre qualcuno che vi controlla casa e che la tiene attiva anche in vostra assenza: ricevere la posta, aprire le finestre per cambiare l’aria, tenere la luce accesa per far vedere che a casa c’è qualcuno (i ladri controllano tutte queste cose!). Se siete fortunati e vi fidate moltissimo potreste anche trovare chi si trasferisce temporaneamente da voi durante la vostra assenza. Ciò ovviamente significa gioia per il vostro gatto. Provate a chiedere al vostro veterinario ed al suo staff, magari c’è qualche studente di veterinaria che potrebbe essere interessato. Voi avreste il servizio con in più un occhio decisamente allenato a veder se funziona tutto, in casa e nel gatto.

  • Il gatto è nel suo ambiente e la cosa è per lui molto rassicurante

  • Il cibo a sua disposizione è il suo abituale per cui non ci saranno problemi di cattiva o eccessiva alimentazione.

I contro di una Pet Sitter

  • La persona che verrà in casa vostra dovrà essere di totale fiducia, e viviamo in un’epoca dove alle volte fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio.

In ogni caso, che sia la pensione o la persona che viene da voi, dovete assicurarvi di dare delle chiare istruzioni su cosa volete che sia fatto. Nessuno conosce il vostro gatto come voi: cosa gli piace e cosa non gli piace mangiare, se ha bisogno di cure, se e come gli piace giocare, quali sono i suoi giochi preferiti ed anche spiegare a chi lo seguirà in vostra assenza se ha dei comportamenti particolari che potrebbero mettere in difficoltà il pet sitter stesso.

Inoltre è importantissimo sempre avere un contatto telefonico per ogni evenienza, sia per voi che per chi lo accudirà.

Una volta messo in chiaro ogni aspetto, partite e godetevi la vacanza.

Fonte| Trad. ed adattamento da  PetPlace.com

Oskar, il gatto scavezzacollo

Gli amanti dei fumetti americani, conoscono benissimo un personaggio nato alla metà degli anni ’60 dalla penna di Stan Lee e dai disegni di Bill Everett. Raggiunge una fama mondiale alla fine degli stessi anni con i disegni di Gene Colan. Gli anni ’80 sono un po’ di crisi  e torna in auge negli anni ’90 grazie al grandissimo Frank Miller, che già aveva scritto storie per il personaggio verso la fine degli anni ’70. No, non avete sbagliato blog. Sto parlando di Daredevil, noto in italia con il nome semplificato di Devil. Curiosa scelta, perché Daredevil in inglese significa “scavezzacollo” e non diavolo, come gli autori italiani pensarono bene di ribattezzarlo. Come tutti i super eroi ha una doppia vita: di giorno è l’avvocato Matt Murdock, cieco a causa di un incidente avuto con un camion carico di scorie radioattive, la notte  caccia i criminali a New York, tutto vestito di rosso, con delle capacità superiori date dall’incredibile potenza dei suoi sensi, aumentati sempre grazie alle scorie radioattive di cui sopra. I super sensi gli consentono di fare acrobazie anche se cieco, di leggere direttamente passando i polpastrelli sull’inchisotro dei giornali, riconoscere le persone dalla frequenza cardiaca e dal loro odore. Eccoci al punto.

Se avete letto alcuni post del nostro blog, quelli sui sensi dei gatti, non dovreste meravigliarvi troppo guardando il video di Oskar, il micio nato cieco per una deformazione congenita. Ho pensato un po’ prima di pubblicarlo, perché non volevo che passasse come il video di un povero gattino, che intenerisce i nostri aridi cuori, bensì come la prova provante, che i gatti sono animali superiori anche in situazioni difficili. Guardando il video si capisce benissimo come nonostante sia un gattino di 8 settimane e sia cieco, riesca a seguire e cacciare la pallina usando tutti gli altri sensi. Così come Devil è in grado di riconoscere una persona dal suo profumo e dal suo battito cardiaco, ne riconosce le forme  per gli spostamenti d’aria e la posizione grazie all’udito, così Oskar sa esattamente dove è la pallina con il campanellino e la insegue ovunque e ci gioca, grazie al suo senso dell’olfatto, dell’udito ed a quelle meraviglie di bioingegneria naturale che sono le vibrisse. Certo, non si può rimanere freddi e distaccati guardando il video, anche perché hanno scelto una colonna sonora un po’… nostalgica.

Ed adesso godetevi il video. Ce ne sono altri in circolazione su You Tube, sempre con Oskar protagonista. Vi prego però, non guardateli solo con gli occhi “teneroni”, cercate di osservarli con un senso un po’ scientifico e distaccato, alla National Geographic o Discovery Channel, per capire la grandiosità di questo minuscolo felino. Una meraviglia. Io l’ho visto decine di volte, perché alla fine, con gli occhi lucidi, non riesco a vedere bene alcuni dettagli importanti. Va be’, riguardiamolo!

Ognuno cerca il suo gatto

Ognuno cerca il suo gatto (1996) di Cédric Klapisch (il regista de L’appartamento spagnolo) è ambientato a Parigi, quartiere della Bastiglia. Chloé (Garance Clavel) è una giovane truccatrice di moda. Divide un appartamento con Michel (Olivier Py), artista omosessuale che spesso le rammenta “niente ambiguità fra di noi”. Chloé ha un problema da risolvere, e in fretta: parte per una settimana di vacanze e deve affidare il suo gatto Gris-Gris a qualcuno. Non può contare su Michel: lui ha appena rotto con il fidanzato, è preso dal lavoro, di gatti non se ne parla. Chloé sembra davvero preoccupata: è una ragazza piuttosto timida, conosce poca gente e nemmeno al lavoro si trova a suo agio. A chi lasciare il suo gatto? Inizia l’esplorazione del quartiere, alla ricerca di un custode temporaneo per Gris-Gris. Vediamo Chloé uscire di casa con la cesta del gatto e girovagare per le strade della Bastiglia. Uno degli aspetti più interessanti del film sono proprio le riprese all’aperto, girate per strada, al fianco dei protagonisti, a stretto contatto con i passanti, le massaie che fanno la spesa, il traffico e i lavori in corso.

Nel suo bar preferito le consigliano di bussare alla signora Renée, una vecchietta amante degli animali e nota gattara. Ha già sei felini e quindi, come dice lei stessa, “Uno più uno meno” non fa differenza. Ora Gris-Gris è sistemato. Le vacanza di Chloé passano –  lo spettatore non le vede, ma le intuisce riassunte in due sequenze: Chloé per strada, zaino in spalla; Chloé che ritorna. Giunto il momento di riprendersi Gris-Gris, la signora Renée le deve dare una pessima notizia: il suo gatto è scomparso. Dev’essere fuggito sui tetti passando per la finestra della cucina. Lo ha cercato dappertutto ma sembra evaporato nel nulla e nessuno lo ha visto. Chloé non fa scenate ma il suo volto è diventato più pallido del solito. A casa, sotto il piumone, non riesce a trattenere le lacrime. Gris-Gris è il suo affetto più importante, o meglio, l’unica creatura con cui ha una relazione affettiva. La giovane truccatrice è schiva, sola e solitaria. Si chiede perché e lo chiede al suo coinquilino Michel: perché non ha mai nessuno accanto, perché non ha ancora trovato nessuno a cui voler bene e che gliene voglia? Quel gattone nero, un po’ in sovrappeso, con una macchia bianca sul dorso, è molto importante per lei: è l’unica certezza sentimentale della sua vita.

Intanto la signora Renée sparge la voce nel quartiere, consiglia alla ragazza di appendere manifestini con la foto del gatto, l’indirizzo e il numero di telefono. Chiama tutte le sue amiche e conoscenti per mobilitarle alla ricerca di Gris-Gris. Comincia così un incredibile tam-tam di solidarietà in un quartiere, quello della Bastiglia, frastornato dalle ristrutturazioni e dagli sfratti, da una nuova era di attività commerciali, dal processo di integrazione fra parigini ed extracomunitari. Tutto questo mentre sale all’Eliseo Jacques Chirac, il quinto Presidente della quinta Repubblica di Francia. Qualcosa sta cambiando: nel quartiere della Bastiglia, a Parigi, in Francia, nella vita di Chloé. La ricerca del suo gatto diventa una sorta di prova, di rito di passaggio: fisico, attraverso le strade e i marciapiedi di una Parigi più popolare e alla mano degli Champs-Elysées, e psicologico, incontrando gente, facendo esperienza di sé e degli altri, scoprendo l’amore. Quell‘Ognuno cerca il suo gatto può tradursi allora in diverse letture che non riguardano necessariamente o soltanto la protagonista, ma coinvolgono tutti coloro che le stanno attorno, compreso lo spettatore. Film delicato, fresco, dolce come il profumo di una boulangerie, pulito come il viso di Chloé, variopinto come la colonna sonora – da Chopin a Guru ai Portishead –, speciale come la compagnia di personaggi che ne ha popolato la vita.

Mostre di Gatti

Il prossimo fine settimana non una ma ben due mostre feline.
Una nei pressi di Rovigo, esattamente a Porto Viro. L’altra a Modena, ma andiamo per ordine.

A Porto Viro la AFI – Associazione Felina Italiana, organizza la Mostra I GATTI PIU’ BELLI DEL MONDO, in collaborazione con la WCF, World Cat Federation, che parteciperà con i suoi giudici selezionati.

A Modena è la ANFI – Associazione Nazionale Felini Italiana, in collaborazione con la F.I.Fe., Fédération Internationa Féline che nella loro Esposizione Internazionale Felina mettono in palio due titoli.

Tutte le informazioni per trovare e visitare queste due manifestazioni, che siamo sicuri ospiteranno ambedue meravigliose creature, le potete trovare cliccando sui relativi link.

Buon divertimento!

Il Medico Risponde: arriva un gattino

Comincia un periodo di regali e come ogni anno noi genitori dobbiamo fare i conti con le richieste dei nostri bambini che puntualmente ogni Natale tornano alla carica con la solita frase: prendiamo un gattino?

Perchè no, direi io, e sicuramente anche voi amanti dei gatti sarete d’accordo con me, ma non tutti la pensano come noi e senz’altro con valide ragioni.

Innanzi tutto occorre valutare se la nostra vita e la nostra casa sono idonee ad accogliere un animale. Soprattutto bisogna valutare se noi stessi siamo pronti a adattarci a vivere con un amico a quattro zampe. Non si può pensare, infatti, che un gatto diventerà esattamente come noi lo vorremmo: è un essere vivente e come tale è dotato di bisogni e di comportamenti che anni di domesticazione non hanno pressoché modificato e che devono essere rispettati per assicurare al nostro felino una vita serena.

Una cliente, proprietaria di una gattina molto timida e diffidente, mi ha rivelato come riesce a farsi accettare da lei, a differenza del marito e del figlio da cui non si fa quasi avvicinare: “Vede dottoressa, io cerco di capirla”. Sembra banale, ma a differenza del cane, il cui linguaggio è molto più immediato e che in ogni caso ci ama di un amore incondizionato che lo capiamo o no, il gatto è per natura introverso e per ottenere il suo rispetto dobbiamo sforzarci di comprenderlo.

Molti di noi hanno un lavoro che ci costringe fuori casa tutto il giorno ed un appartamento o troppo piccolo o senza possibilità di accesso all’esterno. Queste condizioni devono farci riflettere prima di adottare un gattino perché rendono la convivenza con lui più difficile, anche se non impossibile, come sono certa che tanti di voi potrebbero testimoniare. E’ inevitabile che la sera, quando torniamo a casa, l’esuberanza del nostro nuovo inquilino si manifesti in tutta la sua irruenza, del resto per tutto il giorno non ha fatto altro che riposarsi e nutrirsi! Occorre quindi che gli dedichiamo tutta la nostra attenzione, giocando con lui, coccolandolo, stimolandolo e coinvolgendolo nelle nostre faccende. Sorprenderà rendersi conto di come il tempo che passiamo con il nostro nuovo amico, migliori non solo il rapporto con lui ma anche il nostro umore, che alla fine di una lunga giornata non sempre è dei migliori.

I colleghi che si occupano di comportamento sono tutti d’accordo sull’importanza del cosiddetto “arricchimento ambientale” che consiste nel creare un ambiente di vita stimolante ed etologicamente idoneo al gatto. Si possono comprare o costruire giochi che il micino imparerà a scoprire ed utilizzare, predisporre un angolo in cui gli è permesso “farsi le unghie” come manifestazione del suo istinto di marcatura del territorio, rispettare le zone di riposo e quelle di approvvigionamento al cibo. Se esiste la possibilità di accedere agevolmente all’esterno, anche attraverso il terrazzo o la finestra, allora è consigliabile permettere al gattino di esplorare i dintorni e mettere in pratica gli insegnamenti di caccia e difesa imparati dalla madre.

Il micio dovrebbe avere libero accesso al cibo, che non è somministrato ad orari prestabiliti come invece è consigliabile fare per il cane. I gattini si abituano molto in fretta alla lettiera, anche se in precedenza non erano soliti usarla. E’sempre meglio se si hanno già altri gatti utilizzarne più di una e pulirle quotidianamente.

Nonostante tutti questi accorgimenti, la convivenza con un animale può non essere facile, soprattutto nei primi tempi di reciproca conoscenza. La decisione di adottarne uno deve essere ben ponderata ed è ovvio che non può essere motivata solo dalla volontà di soddisfare il desiderio di un bambino o di curare un proprio malessere interiore. Noi e i nostri bambini riceveremo un vantaggio enorme nel prenderci cura di un animale, soltanto se sapremo rispettare la sua individualità, così come lui rispetta istintivamente la nostra.

Foto:http://inx.micimiao.it

La pennichella del gatto di Simon

Uno degli aspetti positivi della vita del gatto è quello di potersi permettere lunghe pennichelle durante tutto l’arco della giornata. Sempre che non ci sia un nuovo micetto in giro per la casa, pronto a occupare posti che un tempo erano di dominio esclusivo del primo arrivato. Godetevi il nuovo video di Simon’s Cat, uscito in occasione della realizzazione del nuovo volume dedicato al gatto domestico più famoso del web. Inoltre, mia personalissima opinione, è il cartone animato più vicino al National Geographic che alla Disney,che sia mai stato pensato e disegnato. Buona visione.

Etciù, salute… controlliamo!

Ci sono alcuni “comportamenti” umani, che se visti in un gatto, fanno subito scattare ilarità ed un senso di tenerezza come non mai. Ad esempio, il gattino che starnutisce, è buffo. Se starnutisce, una, due volte… ma non lasciamoci troppo prendere dal lato “dolce”. Osserviamo con attenzione.

Certo, uno starnuto ogni tanto è normale, magari s’è infilato in un angolo della vostra casa pieno di polvere perché non riuscite a raggiungerlo con l’aspirapolvere, ma loro sì. Ma se il fenomeno è catalogabile come “ricorrente”, allora bisogna prestare molta attenzione, non solo per la sua salute, ma anche per la vostra.

Ad esempio potrebbe essere il campanello d’allarme per una allergia. La causa potrebbe essere il polline, gli acari della polvere, prodotti per la pulizia domestica o il fumo delle sigarette. Tali elementi, oltre ai frequenti starnuti, potrebbero causare anche ad irritazione al naso, e agli occhi, ed anche alla pelle, per cui, controllare! Anche dal veterinario, mi raccomando.

Altri elementi irritanti ma non portatori di allergie, potrebbero essere dati dalla caccia ai topi o agli scarafaggi che i felini domestici spesso praticano, magari in un giardino più che in un appartamento al decimo piano, anche se gli scarafaggi sono abbasatanza intraprendenti e certe “quote” le possono anche raggingere. In tal caso, bisogna anche ipotizzare una possibile presenza di “vermi” che vanno subito eliminati. Sverminator ci può aiutare!

Se il vostro micio ha più di tre anni, controllate se il suo starnutire è associato anche ad alito cattivo, nel qual caso potrebbero esserci problemi dentali o alle gengive. A parte il fatto che sono cose piuttosto fastidiose, sono anche abbastanza importanti per la salute del felino. Se è presente spesso anche del muco intorno alle narici o agli occhi potrebbero esserci problemi legati ad una infezione virale o batterica alle vie respiratorie. Se di origine batterica, una visitina dal veterinario per un bel ciclo di antibiotici è inevitabile, se invece è virale, tipo l’herpes felina, il fastidio seguirà il suo corso ed il gatto rimarrà a vita un portatore.

Non preoccupatevi, l’herpes felino non si diffonde agli umani. Sono altri i pericoli per un eventuale contagio infraspecifico: infezioni da funghi come la tigna, infezioni da protozoi come la Giardia oppure, anche se la questione è molto discussa, però non posso non citarla, la Toxoplasmosi. In più, gatti con parassiti intestinali come gli ascaridi, possono passarli agli uomini anche attraverso il terreno contaminato, per cui smettetela di rotolarvi nella lettiera del gatto per divertimento vostro o dei vostri bambini.

Anche la rabbia è tra le malattie passabili tra gatto e uomo. Molto meno probabile della famosa Malattia da graffio di gatto (si chiama così), causata indovinate da cosa? Da un morso o da un graffio del micio che vi passa la bartonellosi, (negli Stati Uniti, 25.000 casi all’anno!)

Ok, Ok, non allarmatevi più di tanto! Prendete il vostro gatto, abbracciatelo, accarezzatelo, sbaciucchiatevelo, sempre che lui se lo faccia fare. Pensate però anche alla sua salute, ed alla vostra. I gatti sono un po’ ipocondriaci, se non stanno bene, cercano di nasconderlo, ma se notate comportamenti anomali, per l’appunto, una serie di starnuti non normale, allora è il caso di un controllino.

Fonte| Trad. ed adattamento da  Animal Planet
Fonte Immagine| Care2

Munchkin

“Il gatto bassotto”

Storia

Nel 1983, in Louisiana, negli Stati Uniti, furono trovati due gatti randagi con le zampe cortissime. La femmina era incinta e generò 4 gattini, di cui 2 ripresentano le stesse zampe caratteristiche.

Da questi due esemplari prese il via un programma di selezione che fece si che, nel 1985, in Francia e negli Stati Uniti, fosse riconosciuta come razza vera e propria.

Caratteristiche

Le zampe corte, date da una mutazione genetica spontanea, sono determinate da un gene dominante, che provoca un accorciamento delle ossa lunghe delle zampe, senza però causare particolari patologie del sistema scheletrico.

Cure

Come tutte le razze a pelo corto, anche il Munchkin necessita di poche cure: è sufficiente spazzolarli una volt a settimana, accorciargli le unghie e tenergli le orecchie pulite.

Carattere

Vivaci e giocherelloni, amanti della vita in famiglia, socievoli e ben disposti alle coccole, nonostante le zampe corte sono agili ed amano saltare ed arrampicarsi, sempre in maniera proporzionale alla loro altezza, chiaramente!