Il medico risponde: Due parole sulla Toxoplasmosi

 

Cari amici,

inauguriamo questa rubrica settimanale trattando un tema che sta a cuore a molti di voi e su cui spesso si creano falsi allarmismi o all’opposto, non si prendono adeguate misure cautelative.

 

Il Toxoplasma gondii è un microrganismo che vive all’interno delle cellule intestinali dei gatti (e di tutti i felini), che rappresentano l’ospite definitivo nel ciclo di questo parassita. Gli ospiti intermedi invece possono essere tutti i mammiferi (compreso l’uomo) dove il microrganismo si localizza all’interno dei tessuti.

 

Normalmente nel gatto con un sistema immunitario competente, la malattia è asintomatica, ma talvolta possono comparire febbre, aumento di dimensioni dei linfonodi, e diarrea. Il micio che ha contratto la malattia presenta solitamente nel sangue un elevato numero di anticorpi, che può essere rilevato con un esame del sangue fatto dal veterinario e inviato ad un laboratorio di analisi.

Negli altri ospiti, e quindi anche nell’uomo, la maggior parte delle infezioni decorre in maniera asintomatica, tranne occasionalmente presentare sintomi analoghi a quelli che si hanno nel gatto.

L’ infezione da Toxoplasma può essere invece molto grave se contratta per la prima volta dalla donna durante la gravidanza, in quanto può causare aborto o gravi alterazioni congenite nel neonato.

La via principale d’infezione per il nostro micio è l’ingestione di prede (soprattutto piccoli roditori e uccellini) o il consumo di carne e viscere crudi o poco cotti. Anche per l’uomo la via principale d’infezione è alimentare, attraverso il consumo di carne cruda o poco cotta o di verdure non lavate accuratamente.

Il nostro gatto quindi non trasmette direttamente la malattia all’uomo, ma solo attraverso l’ingestione o il contatto con le “oocisti” eliminate con le feci, che possono contaminare cibi (verdure dell’orto per esempio), piante, erba del giardino e ovviamente la sabbia della lettiera. E’ bene sottolineare inoltre che se da un lato le oocisti sono molto resistenti nell’ambiente esterno, necessitano di almeno 24 ore perché diventino infettive per l’uomo e per gli altri animali. Il cambio giornaliero della sabbietta, l’utilizzo di guanti per il giardinaggio e il lavaggio accurato della verdura, sono quindi precauzioni sufficienti per evitare il contagio, anche qualora il vostro micio fosse malato ed eliminasse il toxoplasma con le feci.

Continuate quindi a coccolare tranquillamente il vostro gatto anche se state aspettando un bimbo, rispettando soltanto quelle norme igieniche di base (lavarsi le mani!) a cui dovreste in ogni caso sempre attenervi nella convivenza con un animale, con un riguardo in più alla vostra alimentazione.

 

foto: httpwww.she-warrior.comblogwp-contentuploads2010121748636432.jpg

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Pubblicato il 26 ottobre 2011, in Il Medico risponde, Uncategorized con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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