Il “gatto alpha”

Una delle cose più interessanti per chi convive con dei gatti è quella di studiare, di osservare la relazione umano-felino. All’inizio pensavo fosse una combinazione semplice, con delle situazioni standard facilmente gestibili. Poi in realtà mi sono accorto che la relazione è più simile a quella che si verrebbe a creare se vi trovaste improvvisamente a convivere in uno spazio limitato, un appartamento, con un alieno non completamente autosufficiente, ovverosia, fondamentalmente, non in grado di procurarsi da mangiare e da bere. Per il resto, assolutamente autonomo. Voi cosa fareste? Per me la prima cosa è stata quella di riuscire a comunicare, creare un mio “linguaggio” che mi consentisse di dir loro le cose e studiare il “loro” linguaggio, fatto di suoni, movimenti e sguardi, per cercare di capire le loro richieste,  le loro necessità e la loro personalità.

La prima scoperta, tanto banale quanto fondamentale è che i gatti non sono tutti uguali. Cioè, dire che i gatti sono tutti uguali è una semplificazione eccessiva, un po’ come affermare che tutti gli uomini sono uguali quando li metti davanti a Belen Rodriguez o che le donne sono tutte uguali se si trovano davanti ad un negozio di scarpe. Non è così. Anzi ci sono delle connotazioni ben particolari e casi estremi, dove bisogna ricorrere ad un vero e proprio “addestramento” per poter creare una buona relazione umano-felino. A proposito di ciò, ho scoperto un articolo del Dr. Nicholas Dodman della Cummings School di Medicina Veterinaria in Massachussets, esperto in Comportamento Animale, molto interessante su un particolare tipo di gatto, per questa ragione ho deciso di tradurlo e di proporvelo, un po’ adattato.
__________________________________________________

Si pensa che i gatti siano delle creature amichevoli, sempre alla ricerca dell’approvazione del “padrone”, di carezze e coccole, per trascorrere delle calme serate in casa in mezzo alle fusa. Ma non tutti i gatti sono così amabili o così compiacenti. Alcuni hanno un modo di fare assolutamente personale e sembrano rifiutare un “no” come risposta alle loro richieste.

Sono i gatti alpha. Sono dei leader naturali; rifiutano di essere guidati e provano ad avere il ruolo principale in praticamente ogni occasione. A questi gatti piace mangiare quando vogliono loro e come vogliono loro… altrimenti nulla. Ti consentono di toccarli per brevi periodi di tempo e solo alle loro condizioni. Si ribellano se rimproverati e richiedono attenzione, di entrare ed uscire quando vogliono e cose da mangiare o per giocare quando gli va. Voi non possedete un gatto alpha, lui possiede voi, o almeno, è ciò che lui crede.

Se un alpha non ottiene ciò che vuole, si fa prepotente e vi fa pressione, anche fisica, perché agiate immediatamente. Possono mordervi il naso o le dita dei piedi per farvi alzare dal letto la mattina. Possono “urlare” la loro richiesta di cibo finché non siete costretti a cedere. Possono ringhiare se vi avvicinate mentre stanno mangiando ed alcuni sono gelosi dei loro giochi e delle loro pennichelle. E state attenti, se provate a prendere in braccio un gatto alpha o ad accarezzarlo quando non è dell’umore giusto, potrebbe mordervi o graffiarvi senza mezzi termini.

Forse la più classica delle componenti della sindrome da gatto alpha è l’aggressione indotta dall’accarezzamento. Gli alpha vi possono saltare in grembo per farsi accarezzare, ma solo per un pochino. Quando ne hanno avute a sufficienza, strizzano gli occhi, danno un’occhiata di sbieco alla mano che li carezza, ed iniziano a scondinzolare. Questi sono i segnali di avvertimento di un imminente tracollo della situazione: improvvisamente scatterà, morderà e forse si sdraierà su un fianco in modo da potervi attaccare simultaneamente con tutte e cinque le sue armi affilate.

Cosa fare allora? In pratica, bisogna mostrargli chi comanda, chi è veramente al vertice della linea di comando, e chi è che fornisce tutte le belle cose che arricchiscono la sua giornata, specialmente da mangiare. Così e solo così potremmo trasformare la loro prepotenza in accettazione e rispetto. Il nome del programma di cambiamento di comportamento è Nulla nella vita è gratis. É un programma non conflittuale sulla leadership nel quale si insegna al gatto a guadagnarsi tutti i benefici che il padrone gli dà. Un prerequisito è solo un po’ di addestramento, così che il gatto possa essere educato ad effettuare certe prove prima di avere accesso ai piaceri del palato.

Nulla nella vita è gratis

Evitare tutti i contrasti. Fate una lista di tutte le situazioni e di tutte le vostre azioni che possono causare un comportamento aggressivo del gatto e coscientemente evitatele. Se il vostro gatto vi morde per farvi alzare dal letto, chiudetelo fuori dalla camera da letto. All’inizio potreste aver bisogno di tappini per le orecchie a portata di mano per non sentire i suoi ululati o le zampate sulla porta, ma questa fase insistente del gatto dovrebbe passare in pochi giorni. Se vi morde quando lo tenete in grembo mentre lo accarezzate, non consentitegli di stare sulle vostre gambe per un po’ di tempo finché non avrà imparato le buone maniere. Imparate inoltre a leggere i segnali di avviso e razionate le vostre carezze.

Addestramento. A dispetto dell’opinione popolare, è possibile educare un gatto a rispondere a dei comandi. Il modo migliore per riuscirci è usare i “click e le chicche”. Questo tipo di addestramento è composto da tre fasi:

fase uno. Insegnare al gatto che il click è il segnale che indica che sta arrivando una prelibatezza, una chicca;

fase due. Il gatto impara che può far fare un click se lui esegue certe azioni;

fase tre. Il gatto viene premiato con un click ed una chicca solo se esegue un azione dopo che gli è stata ordinata.

Prendiamo per esempio l’azione del “seduto”. Fate un click e date una chicca al gatto senza nessuna ragione apparente. Questa fase è la cosidetta fase di caricamento del click. Poi fate un click e premiatelo se si siede, quando ciò avviene spontaneamente. Una volta che il gatto ha afferrato il concetto ed inizia ad avvicinarsi per poi mettersi a sedere in attesa di un click (e quindi della chicca), passate alla fase tre, aggiungendo uno stimolo condizionale, in questo caso il comando “SEDUTO”. Dovrebbero impararlo in tre giorni e non se lo dimenticano più. Insegnare un nuovo comando al mese è una cosa fattibile. Se seguite questi passaggi, nel tempo scoprirete che la maggior parte dei problemi di comportameto, semplicemente spariranno.

Nessun pasto gratis. Date da mangiare al vostro gatto due volte al giorno, in modo tale che abbiate il controllo di quando si nutre. All’ora della pappa un gatto dovrebbe essere affamato. Fatelo sedere prima di cliccare e di mettere a terra la ciotola del cibo. Il pranzo diventa il premio. Se non si siede, niente pappa. Se il gatto sa come sedersi a comando, questa richiesta è perfettamente corretta. Se salta un pasto o due, ciò aumenterà il suo appetito e perciò la probabilità che la volta successiva esegua l’ordine impartito. In questo modo avrete reso la pappa condizionata al suo mostrare rispetto e buone maniere. Equivale ad insegnare al vostro gatto a dire “per piacere”.

Lavorare in cambio di carezze. Le carezze dovrebbero essere razionate per mantenere il vostro gatto “affamato” di coccole. Le carezze e le attenzioni vengono fornite solo quando il gatto fa qualcosa per meritarsele, come rispondere ad un comando vocale o ad un segnale fatto con la mano. Ciò è molto indicato se il vostro gatto manifesta un’aggressività indotta dall’accarezzamento. Anche se il vostro gatto si è comportato bene, bene abbastanza da meritarsi le carezze, siate consapevoli che è una situazione che può degenerare. Sguardi di sbieco furtivi ed un eccessivo scodinzolamento significa che è il caso di smettere. Per evitare questa situazione, non prolungate troppo le vostre carezze.

Mettete via i suoi giocattoli e dateglieli solo quando ha fatto qualcosa per meritarselo. Date libero accesso ai giochi finché non se ne disinteressa, prendeteli e metteteli via, in una scatola o in un cassetto.

Razionate i giochi. Così come i giochi sono utili a far sfogare il vostro gatto, sono anche divertenti e perciò dovrebbero essere concessi solo quando il vostro gatto ne guadagna il diritto.

Non rispondere mai alla richietsa di attenzione. Fate finta di niente. Allontanatevi. Sparite. Dategli ciò che vuole solo dopo, alle vostre condizioni, solo in risposta alla buona riuscita di una “richiesta” assegnata, come sedersi, rispondere ad una chiamata, o semplicemente aspettare pazientemente.

Se il vostro gatto inizia a provare a mordervi o a comportarsi in maniera aggressiva in ogni situazione, allontanatevi dalla sua presenza per alcune ore (voltatevi, allontanatevi e lasciate il gatto da solo) oppure portate il vostro gatto in un’altra stanza per una pausa. Se l’abbandono della vostra compagnia è il risultato dei dispetti del vostro gatto, invece di trasformarvi in un grande “giocattolo” che lo premi e suona, dovrebbe presto realizzare che te significhi “affari” e che non consenti di essere vittimizzato. I gatti lo imparano. Dovresti imparare anche te.

__________________________________________________

Vi ricordo che questo articolo riguarda i gatti che hanno problemi di comportamento e che quindi non c’è bisogno di usare questo metodo con tutti i gatti. Solo con quelli che sono bulletti in casa. Secondo me funzionerebbe anche sugli uomini.

Fonte| The Pet Place

Annunci

Pubblicato il 24 ottobre 2011, in Consigli, Educazione con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: