Alice in Wonderland

Nel film Alice in Wonderland di Tim Burton (2010) il Gatto dello Cheshire, chiamato “Cheshire” o anche solo “Ches”, appare per la prima volta mentre Alice sta camminando smarrita in mezzo a un bosco. L’aiuta a curarsi la ferita profonda che ha su un braccio, segno di un incontro-scontro con il pericoloso mostro Grafobrancio, e la conduce al Tè del Matti. Quel burlone di un felino sarà accusato proprio dal Cappellaio Matto di averli traditi, quel giorno maledetto in cui la Regina Rossa strappò il trono alla sorella Bianca. Ma il gattone evanescente avrà modo di redimersi, salvando la vita del Cappellaio Matto dal mantra “Tagliategli la testa!” della Regina Rossa, e prendendo in giro tutti, con il suo apparire e scomparire, anche solo nei contorni di un testone sorridente dagli occhioni turchesi.  

Siamo sicuri che sia “soltanto una favola”Quali sono le origini del Gatto dello Cheshire? Il primo scritto in cui si legge “Cheshire Cat” è il Classical Dictionary of the Vulgar Tongue, di Francis Grose1785. Qualche anno dopo lo si ritrova in Pair of Lyric Epistle’s dello scrittore satirico John Wolcot. Ma perché si dice “sorridere come un gatto dello Cheshire” e perché un gatto dello Cheshire è così speciale? Compare, riappare e lascia dietro di sé soltanto la mezza luna di uno sconfinato sorriso. Le risposte a queste domande si sono moltiplicate e accavallate nel corso dei secoli e tuttora rimangono dei punti interrogativi, che compaiono e riappaiono proprio come ciò che dovrebbero spiegare, l’evanescente Cheshire CatCheshire è il nome di una contea del Nord Ovest della Gran Bretagna, una zona a forte vocazione lattiero-casearia, trapuntata di fattorie da latte e caseifici. La gente del luogo dice che lì i gatti mostrano sempre un’espressione radiosa, perché sono felici: felici di quell’immensa miniera di latte, panna e crema che li circonda, sempre a loro disposizione, sotto i loro occhi, il loro olfatto, la loro ruvida lingua rosa.

Ghiotti di latte, per quei mici inglesi la contea di Cheshire è il loro meraviglioso Paese della Cuccagna. D’altra parte, si dice pure che un tempo i gatti del porto dello Cheshire si riunissero sulla banchina ad aspettare le navi in attracco, pronte a caricare latte e formaggio. O meglio, erano lì ad aspettare i topi che da quelle navi dovevano scendere a terra, prima o poi. Scavando ancora fra leggenda e realtà, Lewis Carroll, l’autore del romanzo Alice nel Paese delle Meraviglie (1865), era nato e cresciuto fino all’età di 11 anni proprio nello Cheshire, nel villaggio di Daresbury. Dunque, fin da bambino avrebbe visto e ricordato come i formaggi della sua contea avessero una forma particolare: quella di un felino. Secondo il Brewer’s Dictionary of Phrase and Fable, “sorridere come un gatto dello Cheshire” è “una vecchia similitudine, resa popolare da Lewis Carrol”. “La frase” recita il dizionario “non è mai stata spiegata fino in fondo, ma sembra che le forme di formaggio prodotte in Cheshire avessero la sagoma di un gatto con la faccia sorridente”.

Ma le origini del Cheshire Cat potrebbero perfino trovarsi scolpite in alcune chiese. Vi sono delle incisioni e dei bassorilievi in pietra arenaria a testimoniarlo: riproducono esattamente l’immagine di un gatto che sorride, come nella Chiesa di Saint Wilfild a Grappenhall e nella Chiesa di Saint Christopher a Potthead Shrigley, quest’ultima probabilmente visitata da Lewis Carroll. Oppure il gattone dal sorriso esagerato potrebbe derivare dall’araldica britannica, nella quale si distinguono stemmi di leoni, rassomiglianti più a dei micioni ghignanti che non al celebre re della foresta. Disegni di felini domestici si scoprono ancora sui pavimenti antichi di alcuni pub inglesi, evidenti tentativi di riprodurre l’immagine del leone, animale probabilmente sconosciuto agli occhi dei pittori dell’epoca. Infine, secondo un’altra ipotesi, la sagoma del Cheshire Cat sarebbe ispirata al gatto British Blu, una razza nota per l’espressione “sorridente”, nativa della Cornovaglia e poi diffusasi nello Cheshire. Qualunque sia la verità sulle sue origini, il Gatto dello Cheshire, così buffo, fluttuante e mattacchione, continuerà a stupirci, a divertirci e a farci sognare il Paese delle Meraviglie, magari alla vista di uno spicchio di luna in una notte qualunque.

(Fonti: http://en.wikipedia.org/wiki/Cheshire_Cat, http://www.purr-n-fur.org.uk/fabled/cheshirecat.html).

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Pubblicato il 7 ottobre 2011, in Arte, Cinema, Curiosità con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Cheshire's Charlie

    ECCELLENTE!

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