Archivio mensile:ottobre 2011

Halloween e gatti neri: una combinazione non facile.

Bene, oggi è Halloween. Tutti conoscono la tradizionale festa americana, sanno della zucca, dei dolcetti e degli scherzetti e tutto ciò che di ludico e divertente la festa rappresenta. Pochi sanno cosa si festeggia veramente, e non ci interessa neanche. Ormai è diventata una sorta di nuovo “Carnevale dell’orrore”, non perché sia brutto, anzi, ma solo perché a differenza del tradizionale Carnevale, le maschere hanno come soggetto principale personaggi tratti dal mondo dei “film de paura” e della letteratura collegata. Tutto bello, tutto divertente. Finché non si toccano i gatti.

Purtroppo il mondo è abitato anche dai degli sconsiderati, ed uso parole non offensive per rispetto ai lettori del blog, che approfittano di occasioni come Halloween, per dare sfogo ai loro più bassi istinti violenti e di non rispetto verso gli altri, soprattutto se “gli altri” sono inermi e meravigliose creature come i gatti. Poiché tali persone, se così le posso chiamare, hanno solitamente un bassissimo livello culturale, di conseguenza sono anche superstiziose, e poiché Halloween è “la notte delle streghe”, non trovano niente di meglio da fare che dare la caccia alle streghe, rappresentate, nel loro minuscolo immaginario demenziale, dai gatti neri. Oppure sono semplicemente persone cattive, adulti e ragazzini, che non hanno avuto una corretta educazione. Sappiate che è normale in America che qualche giorno prima e dopo le giornate della festa di Halloween, i proprietari di gatti neri tengano i loro felini chiusi in casa. Inoltre i gattili non prendono in considerazione richieste di adozione di gatti neri nei giorni di Halloween. Sembra quasi incredibile, vero?

Ci sono anche gli effetti collaterali indesiderati e non provocati dall’uomo: dovete sapere che la zucca, elemento principale della festa, e quindi presente ovunque, anche se non rientra tra gli alimenti tossici per i gatti, a causa della sua consistenza è potenzialmente pericolosa se ingerita in quantità, perché potrebbe provocare danni come un blocco intestinale.

Poi ci mettiamo anche coloro, amanti degli animali, che pensano che vestire i gatti per la festa sia divertente. Forse lo è per gli umani. Che lo sia anche per i gatti non ne sarei proprio certo. Se proprio volete rendere partecipe il vostro felino di casa, provate a mettergli addosso un piccolo oggettino arancione, senza provare ad infilarlo in un abito da Zorro. Mi raccomando, niente ciccolata, eh!

Che poi sono i gatti neri quelli che se la passano peggio, sempre per il solito problema per il quale pare siano forieri di sfortuna, ancora nel XXI secolo, se attraversano improvvisamente il vostro percorso. A parte che magari siete voi che portate sfortuna a loro, lo sapete che in varie e civili parti del mondo il gatto nero è simbolo di fortuna e fonte di guadagni insperati?

Ciò avviene nella maggior parte dei paesi asiatici.

In Inghilterra il gatto nero è un portafortuna, tranne che nello Yorkshire, vai te a capire perché.

Se un gatto nero appare improvvisamente sulla vostra porta di casa e voi avete la casa in Scozia, allora sono in arrivo lauti guadagni.

Nel 18° e 19° secolo le mogli dei pescatori del Nord Europa cercavano con cura gatti neri poiché pare assicurassero il ritorno del marito a casa, sano e salvo.

In Giappone, le ragazze in cerca di marito hanno sempre un gatto nero, perché sanno che porterà loro un elevato numero di pretendenti.

Voi direte che anche queste sono forme di superstizione, giustamente. Infatti non credo neanche a queste. Perlomeno danno un valore positivo ai mici ed inoltre c’è una verità assoluta: non importa se vi porterà fortuna o sfortuna, ma se riuscirete a conquistare l’affetto di un gatto nero, vuol dire che avrete conquistato un immenso tesoro inestimabile. Garantito.

Un amore tutto suo

Un amore tutto suo è una commedia romantica di Jon Turteltaub del 1995. Sandra Bullock interpreta Lucy Eleanor Moderatzuna ragazza sola. Lavora tutto il giorno e tutti i giorni in una biglietteria della metropolitana di Chicago, nel sottosuolo della città. Vive in un piccolo appartamento accogliente ma spartano insieme al suo gatto Mel. Cosa sogna? Fare un viaggio a Firenze e dichiarare il suo amore-a-prima-vista a un passeggero che vede ogni mattina. Si tratta di un giovanotto affascinante, moro occhi blu, doppiopetto e ventiquattrore da avvocato: una specie di principe azzurro moderno, e mitizzabile quanto basta da una sognatrice insoddisfatta. Una mattina Peter, questo è il nome dell’uomo dei desideri, viene aggredito da due rapinatori: qualche strattonata e precipita sulle rotaie del treno. Lucy assiste alla scena, balza in suo aiuto e gli salva la vita. Per errore, all’ospedale dove Peter è giunto ormai in coma, tutti crederanno che Lucy sia la sua fidanzata e in una carambola di equivoci dai toni umoristici ben congeniati, l’happy end sarà finalmente per lei “un amore tutto suo”, o meglio, un-amore-a-seconda-vista.

Nel film, il gatto di Lucy, un soriano pezzato, forse un misto norvegese, rappresenta il tipico caso di affetti da colmare. Come detto, Lucy è sola, e soffre profondamente questa sua solitudine alienante. Quello che le manca è una famiglia. Rimasta orfana di madre quand’era ancora una bambina, si trasferisce dall’Indiana a Chicago, in Illinois, perché il padre si ammala e ha bisogno di cure specialistiche. Ma lui non se la caverà e Lucy, lasciati gli studi universitari si troverà un lavoro alla metropolitana. Odia fare gli straordinari, probabilmente perché non hanno nulla di straordinario per chi li fa sempre, e mal sopporta l’idea di essere la solita collega su cui tutti possono contare: ad esempio, per farsi sostituire e prendersi le ferie, specialmente in odore di Natale e Capodanno. Lucy, infatti, è l’unica a non avere mai degli impegni, l’unica a poter/dover rinunciare a vacanze e compagnia, perché è l’unica senza famiglia. Il suo gatto Mel è, al momento, la sola creatura con cui parla quando è a casa, quella che le fa compagnia quando addobba l’albero di Natale, quella che pranza con lei allo stesso tavolo: vaschetta di cibo precotto per Lucy, crocchette e latte per Mel.

E l’intimità, quell’attaccamento disperato della ragazza verso quel felino, si rivela senza bisogno di baci, abbracci e coccole strapazza-pelo: basta un gesto, come quello di inzuppare dei biscotti nella ciotola da latte, in attesa che il micio si sieda a tavolaNel corso del film, però, un altro gatto innesca l’agire dei protagonisti. Si tratta del gatto di Peter, o meglio, di quello che la sua ex fidanzata ha parcheggiato nell’appartamento di Peter. Lucy, trovata una scatoletta di cibo per gatti tra gli effetti personali del giovane, si precipita a casa sua per nutrire la povera bestiola. “Miciooo, micio micio micio, pspspsps, la pappa!”. Ed eccolo che appare, il gatto di Peter: uno splendido persiano grigio-argento, non a caso di razza pregiata, munito di medaglietta di riconoscimento al collo. Un gatto da esposizione, verrebbe da pensare, o almeno da spot televisivo. Da notare come la scelta di inserire l’animale domestico “gatto” nella sceneggiatura e in due tipologie ben distinte (gatto soriano di Lucy versus gatto persiano di Peter) contribuisca all’andamento della narrazione e alla forte caratterizzazione di personaggi e contesti.

Scottish Fold munchkin

Ok, non ho resistito. Tra poco avremo una rubrica dedicata a tutte le razze feline. Dopo aver visto questo video, ho pensato che di venerdì, sentire pigolare un gattino di Scottish Fold nella versione munchkin, poteva rallegrare la giornata un po’ a tutti. Quali sono le caratteristiche dello Scottish Fold? e cos’è un munchkin? immagino che vogliate saperlo. Allora continuate a seguirci. Buon Fine Settimana!

Ok, il prezzo è giusto!

 

Lo sappiamo è tempo di crisi per tutti. Così, anche valutare i costi per l’alimentazione dei nostri gatti, insieme a tutte le altre spese, può essere difficile, sempre con il problema di dover far bilanciare i conti e trovare la soluzione giusta che sia la migliore scelta per i coinquilini felini ed il portafoglio. Potrà sembrare strano, ma ci sono delle situazioni nelle quali delle famiglie, per problemi economici si sono trovati di fronte alla difficile scelta se dover rinunciare ad un membro della famiglia – ovviamente l’animale domestico, anche se io avrei puntato sulla suocera – o cambiare l’alimentazione del gatto, scegliendo prodotti di minor qualità ed ovviamente prezzo più basso. Però con un po’ di ricerca e volontà si può trovare la migliore qualità ad un prezzo ragionevole, in modo da non dover prendere in considerazione l’idea di rinunciare al vostro gatto. L’importante è seguire alcuni semplici parametri.

Il prezzo è solo un obiettivo
Afferrare una busta del cibo più economico a disposizione sugli scaffali del negozio non è una soluzione ottima a lungo termine poiché potrebbe portare a delle conseguenze non calcolate, come deficienza in vitamine e minerali, o un aumento di peso non salutare, specie in gatti adulti. Queste deficienze potrebbero portare a problemi di salute che richiedono delle cure mediche, e non è il caso di giocare con la salute dei vostri gatti. Prima di decidere di acquistare la marca più economica, fate una ricerca per assicurarvi che l’alimento abbia la migliore formula alimentare possibile al miglior prezzo di vendita.

Date la caccia ai prezzi migliori prima di acquistare
I discount sono un buon posto dove iniziare a fare delle comparazioni d’acquisto, ma prima di decidere prendete anche note dei prezzi offerti nella grande distribuzione e nei negozi specializzati. In molti casi i prezzi sono comparabili, e la scelta magari può essere fatta sulla base di quanto vi dovete spostare per andare al negozio che avete scelto.
Poi non dovete assolutamente dimenticarvi che il web stesso è un ottimo terreno di caccia. Molte compagnie che offrono la vendita su internet fanno sconti per i clienti di fiducia, spese di spedizione scontate o azzerate, o buoni per campioni gratuiti di prodotti. Secondo me vale la pena perderci un po’ di tempo per trovare dei buoni affari.
Ridurre i costi non significa solo trovare il prezzo più basso. Potreste scoprire che passare dal cibo umido ai croccantini può farvi risparmiare un bel po’ di soldi, poiché le scatolette o le buste di cibo umido costano molto di più, anche a causa del tipo di confezione adottata. Alcuni gatti non saranno nostalgici del cibo umido, mentre altri dovranno essere convinti con pazienza del cambiamento. Altri vorranno avere ambedue.

Leggete le etichette
La lista degli ingredienti sull’etichetta può differire significativamente da marca a marca. In senso generale, il vostro amico felino ha bisogno di un alimento ad alto apporto proteico ed un po’ di grassi. Il primo ingrediente della lista deve essere una fonte di proteine animali, come pollo, manzo, agnello o pesce. Le fonti di grassi sono olio, sego e lardo. I gatti sono carnivori e non hanno bisogno di carboidrati o farine per stare in salute. Mentre un cane non solo ne va ghiotto, ma gli fa anche bene,  per un gatto un’alimentazione con molti carboidrati può essere dannosa ed anche fatale  se si esagera.
Comunque, molti produttori di cibo per gatti aggiungono una fonte di carboidrati, come farina di mais, riso, sorgo e bacche. Mentre gli esperti concordano sul fatto che i gatti non necessitano di tali ingredienti, c’è disaccordo sul fatto che possano essere problematici. Se il contenuto di carboidrati è maggiore di quello di proteine, il vostra gatto sarà più affamato perché avrà bisogno di mangiare di più per raggiungre la quantità di proteine animali delle quali necessita. Di conseguenza ingerirà più carboidrati, con il conseguente aumento di peso. Alla fine il cibo per gatti a basso prezzo, ricco di carboidrati, non è per niente una scelta economica. Fate le vostre ricerche, imparate a leggere le etichette e prendete una decisione consapevole.

Parlate col vostro veterinario
Cambiare la dieta non è per tutti, e potrebbe non essere la soluzione più utile a ciò di cui ha bisogno la vostra famiglia. Se il vostro gatto ha una dieta controllata, tipo per il diabete, o per i reni o le vie urinarie, oppure è sotto osservazione medica, parlatene con il veterinario se è il caso di cambiare la dieta. Potrebbe darsi che il vostro micio possa nutrirsi solo di quel particolare tipo di alimento, proprio per le sue condizioni di salute. In ogni caso una soluzione si trova per dare da mangiare al vostro gatto ciò che gli serve ad un prezzo più ragionevole.
Non pensate neanche un secondo di cominciare a dare al  gatto i vostri avanzi, che per lui sono autentiche leccornie, ma anche delle potenziali minacce alla salute. Ha bisogno di una formula equilibrata di alimentazione con l’aggiunta di minerali e grassi specifici per i suoi bisogni. I gatti hanno bisogno di taurina, arginina, niacina, vitamina A preformata e tipi specifici di acidi grassi essenziali. Gatti che non hanno a sufficienza alimenti con questi ingredienti, possono avere gravi problemi di salute.

Anche noi ci siamo trovati a dover affrontare tale tipo di scelta, purtroppo abbiamo dovuto rinunciare ad un componente della nostra famiglia. Eravamo molto affezionati ma sappiamo che sta bene e che adesso non ha problemi di nessun tipo. Mangia, gioca e si diverte insieme a tutte le altre suocere.


Il medico risponde: Due parole sulla Toxoplasmosi

 

Cari amici,

inauguriamo questa rubrica settimanale trattando un tema che sta a cuore a molti di voi e su cui spesso si creano falsi allarmismi o all’opposto, non si prendono adeguate misure cautelative.

 

Il Toxoplasma gondii è un microrganismo che vive all’interno delle cellule intestinali dei gatti (e di tutti i felini), che rappresentano l’ospite definitivo nel ciclo di questo parassita. Gli ospiti intermedi invece possono essere tutti i mammiferi (compreso l’uomo) dove il microrganismo si localizza all’interno dei tessuti.

 

Normalmente nel gatto con un sistema immunitario competente, la malattia è asintomatica, ma talvolta possono comparire febbre, aumento di dimensioni dei linfonodi, e diarrea. Il micio che ha contratto la malattia presenta solitamente nel sangue un elevato numero di anticorpi, che può essere rilevato con un esame del sangue fatto dal veterinario e inviato ad un laboratorio di analisi.

Negli altri ospiti, e quindi anche nell’uomo, la maggior parte delle infezioni decorre in maniera asintomatica, tranne occasionalmente presentare sintomi analoghi a quelli che si hanno nel gatto.

L’ infezione da Toxoplasma può essere invece molto grave se contratta per la prima volta dalla donna durante la gravidanza, in quanto può causare aborto o gravi alterazioni congenite nel neonato.

La via principale d’infezione per il nostro micio è l’ingestione di prede (soprattutto piccoli roditori e uccellini) o il consumo di carne e viscere crudi o poco cotti. Anche per l’uomo la via principale d’infezione è alimentare, attraverso il consumo di carne cruda o poco cotta o di verdure non lavate accuratamente.

Il nostro gatto quindi non trasmette direttamente la malattia all’uomo, ma solo attraverso l’ingestione o il contatto con le “oocisti” eliminate con le feci, che possono contaminare cibi (verdure dell’orto per esempio), piante, erba del giardino e ovviamente la sabbia della lettiera. E’ bene sottolineare inoltre che se da un lato le oocisti sono molto resistenti nell’ambiente esterno, necessitano di almeno 24 ore perché diventino infettive per l’uomo e per gli altri animali. Il cambio giornaliero della sabbietta, l’utilizzo di guanti per il giardinaggio e il lavaggio accurato della verdura, sono quindi precauzioni sufficienti per evitare il contagio, anche qualora il vostro micio fosse malato ed eliminasse il toxoplasma con le feci.

Continuate quindi a coccolare tranquillamente il vostro gatto anche se state aspettando un bimbo, rispettando soltanto quelle norme igieniche di base (lavarsi le mani!) a cui dovreste in ogni caso sempre attenervi nella convivenza con un animale, con un riguardo in più alla vostra alimentazione.

 

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Occhi di gatto

Continuiamo la nostra esplorazione del mondo felino, della sua anatomia e dei suoi sensi: oggi l’occhio e la vista.

Credere che il gatto possa vedere al buio è una vera esagerazione. I Felini vedono nella completa oscurità esattamente come vedono gli uomini, ovverosia niente. L’ adattamento alla visione notturna consente loro di vedere estremamente bene anche con una piccolissima quantità di luce. Poca, ma ci deve essere. Uno strumento speciale del quale sono dotati i cacciatori notturni. Se con l’udito si accorgono della presenza della potenziale preda, o del pericolo, con la loro vista incredibile, la localizzano con la precisione di un raggio laser.

 Vedere alla luce ed al buio.
Avete presente le foto scattate con il flash alle feste dove inevitabilmente siete venuti con gli occhi rossi? Se sono rossi fuori è perché avete come al solito esagerato con la birra; se sono rossi dentro è perché il flash ha illuminato anche la vostra retina che ricca di capillari è di un bel colore rosso sangue. Se fotografate un gatto, i suoi occhi non saranno rossi, ma giallo/verdi, molto riflettenti, quasi dei moscon d’oro. In effetti l’interno della retina dei gatti, per poter sfruttare al massimo la quantità di luce disponibile, è completamente ricoperta da milioni di cellule fatte a specchio, chiamate il tapetum lucidum, che raccoglie e riflette la luce per stimolare più volte i bastoncelli – più o meno come succede con  i catarifrangenti.

Questo strato di cellule altamente riflettenti lo troviamo anche in altri mammiferi e praticamente in tutti i carnivori. Nei gatti è particolarmente spesso, fino a 15 strati di cellule. In condizioni normali non è visibile, ma appare appena gli occhi del gatto vengono illuminati direttamente.

Non ci crederete, ma i gatti da vicino non ci vedono un gran che, la zona ottimale di messa a fuoco è tra i 60 centimetri ed il metro dal muso. Neanche la vista laterale è perfetta, mettono a fuoco solo nel centro del loro campo visivo. Fondamentale per la caccia alle piccole prede. Ciò consente loro di percepire anche il più piccolo movimento, in maniera molto più precisa dell’uomo. Poiché l’elevato numero di bastoncelli nella retina del gatto servono come recettori di movimento e di luce, qualunque cosa che attraversa il suo campo visivo da parte a parte è per il gatto più visibile di qualcosa che gli corra incontro.

Che occhi belli che hai.
Nonostante ci siano anche i coni, i recettori predisposti al riconoscimento dei colori, i gatti non hanno la necessità di distinguerli. Fino a poco tempo fa, si credeva che i gatti fossero praticamente incapaci di vedere i colori. Alcuni test hanno mostrato che i gatti in realtà distinguono il blu, il verde ed il giallo (ma non il rosso). Però hanno un’alta capacità di distinguere le tonalità di grigio.

Poiché gli occhi dei gatti sono progettati per una perfetta visione notturna, le loro grandi pupille durante il giorno si devono restringere moltissimo, onde evitare di subire danni ed essere sempre abbagliati. I gatti domestici ed i gatti selvatici più piccoli, possono ridurre la loro pupilla ad una sottilissima fessura lineiforme. Nei leoni, invece, essendo cacciatori diurni, la pupilla si riduce di dimensioni, ma mantiene sempre la forma circolare. La loro visione notturna non è così acuta come quella dei cugini notturni. In situazione di luce bassa, le pupille si aprono a formare delle sfere perfette per raccogliere la massima quantità di luce possibile. I gatti aprono e chiudono le loro pupille anche se sotto stress o durante un confronto. La pupilla di un gatto spaventato è completamente aperta per poter avere una maggiore area di visione e vedere meglio tutto ciò che li circonda, mentre un gatto prossimo ad aggredire avrà le pupille molto ristrette, come segnale minatorio.

Vista da predatore
I gatti hanno una visione binoculare con un range molto maggiore rispetto a tutti gli altri carnivori, il che contribuisce notevolmente alle loro doti di cacciatori. Tutto ciò ha però un prezzo. I gatti come gli uomini, hanno una visione periferica limitata, ciò significa che devono ruotare gli occhi o la testa per poter vedere cosa c’è al loro fianco.

I predatori si basano sulla loro capacità di saper giudicare la distanza dalla preda e sulla percezione della profondità per calcolare i tempi ed andare a segno con successo. Gli occhi sono frontali, con una ampia zona di sovrapposizione che consente la vista tridimensionale e di conseguenza la percezione della profondità e della distanza in maniera millimetrica. Gli occhi della prede, viceversa, sono di solito posti sul lato, cosa che consente loro di accorgersi dell’arrivo dei predatori ma con una minore percezione della profondità.

Il terzo occhio
Le palpebre superiori ed inferiori dei gatti, così come quelle degli umani, coprono e proteggono i bulbi oculari. Per un’ulteriore protezione, tutti i gatti hanno una terza palpebra opaca detta la membrana nittitante, tra la palpebra inferiore e l’angolo interno di ciascun occhio. Questa palpebra serve a mantenere l’occhio umido ed a pulire la superficie della cornea dalla polvere. Mentre sonnecchiano, la terza palpebra si chiude, forse per fungere da occhiali da sole. Si ritrae immediatamente appena il gatto allarmato da un rumore o un movimento sospetto si sveglia ed entra in azione.
Questa membrana è appena visibile in un gatto che dorme, forse se ne vede un po’ nell’angolo, mentre si svegliano. É visibile nei gatti che fanno la pennica ad occhi aperti. E sono in molti a farlo. Oppure sono visibili nei persiani, o nei gatti a muso corto in generale, poiché le loro, palpebre non si chiudono perfettamente. Alle volte capita di vederle mentre sbattono le palpebre, cosa che misteriosamente non fanno di frequente, forse una volta ogni qualche minuto.

Fonte| Animal Planet

Cat People

Non voglio invadere il campo di Elisabetta, la nostra esperta di gatti e cinema, ma vi ricordate il film Il bacio della pantera? Bene, è un film del 1942 di Jacques Tourneur, un horror in bianco e nero che nel 1982 fu riproposto con la regia di Paul Schrader. La colonna sonora della versione anni ’80, è stata composta da Giorgio Moroder ed al suo interno potete trovare questa piccola gemma cantata David Bowie, come un gatto dal Giappone (chi capisce questa citazione riceverà un piccolo premio da parte mia).

Il Medico risponde… Ogni mercoledì sul nostro blog!

Ciao a tutti. Siamo felici di presentare un nuovo appuntamento settimanale: ogni mercoledì il medico veterinario Carlotta Vizio ci parlerà di salute! Se vorrete inviarle una vostra domanda, sarà possibile ricevere una risposta direttamente dalla dott.ssa ogni mercoledì con un post sul nostro blog.

Poni la tua domanda al Dottore!
La Dott.ssa Carlotta Vizio è l’esperta Veterinaria che risponderà ad ogni domanda, dubbio o curiosità sui nostri amici gatti! Se vuoi porre la tua domanda, scrivi a chiedialmedico[at]gmail.com
Riceverai la tua risposta direttamente sul blog!

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AVVISO SUI CONSIGLI MEDICO VETERINARI FORNITI VIA E-MAIL o VIA INTERNET
Si avvisa che la visita medica rappresenta il solo strumento diagnostico per un efficace trattamento terapeutico. I consigli forniti via e-mail o tramite sito internet vanno intesi come meri suggerimenti di comportamento. Si avvisa inoltre che si tratta di corrispondenza aperta.

Gatto nero: un vero portafortuna!

Foto By Flickr

I padroni dei gatti saranno certamente felici e orgogliosi della foto che questa settimana ha ricevuto più like e si merita questo “Posto d’onore” sul blog.

Il gatto nero, protagonista di mille vicende e dicerie, perlopiù negative, è invece amatissimo dai padroni, alla stessa stregua degli altri, ovvio, ma forse con un po’ di amore in più, proprio per preservarlo dalle sfortune che i luoghi comuni gli attribuiscono senza motivo alcuno.

A questo proposito cogliamo l’occasione per segnalare un’iniziativa interessante che ha come protagonista proprio il gatto nero:

in occasione della Giornata Internazionale del Gatto, il 17 Novembre, l’associazione “A coda alta” propone un’iniziativa chiamata Gatto Nero 2011: in pratica si tratta di scrivere storie, aneddoti e episodi particolari di chi ha o ha avuto un gatto nero, allegando anche foto.

Tutto il materiale sarà pubblicato online e per un mese sarà possibile votare il proprio gatto preferito: alla fine il vincitore sarà premiato con una speciale targhetta di premio “Gatto Nero 2011” e comunque le immagine e le storie ricevute saranno inserite in un libro virtuale consultabile online.

Maggiori informazioni qui

EVVIVA IL GATTO NERO!


 

Il “gatto alpha”

Una delle cose più interessanti per chi convive con dei gatti è quella di studiare, di osservare la relazione umano-felino. All’inizio pensavo fosse una combinazione semplice, con delle situazioni standard facilmente gestibili. Poi in realtà mi sono accorto che la relazione è più simile a quella che si verrebbe a creare se vi trovaste improvvisamente a convivere in uno spazio limitato, un appartamento, con un alieno non completamente autosufficiente, ovverosia, fondamentalmente, non in grado di procurarsi da mangiare e da bere. Per il resto, assolutamente autonomo. Voi cosa fareste? Per me la prima cosa è stata quella di riuscire a comunicare, creare un mio “linguaggio” che mi consentisse di dir loro le cose e studiare il “loro” linguaggio, fatto di suoni, movimenti e sguardi, per cercare di capire le loro richieste,  le loro necessità e la loro personalità.

La prima scoperta, tanto banale quanto fondamentale è che i gatti non sono tutti uguali. Cioè, dire che i gatti sono tutti uguali è una semplificazione eccessiva, un po’ come affermare che tutti gli uomini sono uguali quando li metti davanti a Belen Rodriguez o che le donne sono tutte uguali se si trovano davanti ad un negozio di scarpe. Non è così. Anzi ci sono delle connotazioni ben particolari e casi estremi, dove bisogna ricorrere ad un vero e proprio “addestramento” per poter creare una buona relazione umano-felino. A proposito di ciò, ho scoperto un articolo del Dr. Nicholas Dodman della Cummings School di Medicina Veterinaria in Massachussets, esperto in Comportamento Animale, molto interessante su un particolare tipo di gatto, per questa ragione ho deciso di tradurlo e di proporvelo, un po’ adattato.
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Si pensa che i gatti siano delle creature amichevoli, sempre alla ricerca dell’approvazione del “padrone”, di carezze e coccole, per trascorrere delle calme serate in casa in mezzo alle fusa. Ma non tutti i gatti sono così amabili o così compiacenti. Alcuni hanno un modo di fare assolutamente personale e sembrano rifiutare un “no” come risposta alle loro richieste.

Sono i gatti alpha. Sono dei leader naturali; rifiutano di essere guidati e provano ad avere il ruolo principale in praticamente ogni occasione. A questi gatti piace mangiare quando vogliono loro e come vogliono loro… altrimenti nulla. Ti consentono di toccarli per brevi periodi di tempo e solo alle loro condizioni. Si ribellano se rimproverati e richiedono attenzione, di entrare ed uscire quando vogliono e cose da mangiare o per giocare quando gli va. Voi non possedete un gatto alpha, lui possiede voi, o almeno, è ciò che lui crede.

Se un alpha non ottiene ciò che vuole, si fa prepotente e vi fa pressione, anche fisica, perché agiate immediatamente. Possono mordervi il naso o le dita dei piedi per farvi alzare dal letto la mattina. Possono “urlare” la loro richiesta di cibo finché non siete costretti a cedere. Possono ringhiare se vi avvicinate mentre stanno mangiando ed alcuni sono gelosi dei loro giochi e delle loro pennichelle. E state attenti, se provate a prendere in braccio un gatto alpha o ad accarezzarlo quando non è dell’umore giusto, potrebbe mordervi o graffiarvi senza mezzi termini.

Forse la più classica delle componenti della sindrome da gatto alpha è l’aggressione indotta dall’accarezzamento. Gli alpha vi possono saltare in grembo per farsi accarezzare, ma solo per un pochino. Quando ne hanno avute a sufficienza, strizzano gli occhi, danno un’occhiata di sbieco alla mano che li carezza, ed iniziano a scondinzolare. Questi sono i segnali di avvertimento di un imminente tracollo della situazione: improvvisamente scatterà, morderà e forse si sdraierà su un fianco in modo da potervi attaccare simultaneamente con tutte e cinque le sue armi affilate.

Cosa fare allora? In pratica, bisogna mostrargli chi comanda, chi è veramente al vertice della linea di comando, e chi è che fornisce tutte le belle cose che arricchiscono la sua giornata, specialmente da mangiare. Così e solo così potremmo trasformare la loro prepotenza in accettazione e rispetto. Il nome del programma di cambiamento di comportamento è Nulla nella vita è gratis. É un programma non conflittuale sulla leadership nel quale si insegna al gatto a guadagnarsi tutti i benefici che il padrone gli dà. Un prerequisito è solo un po’ di addestramento, così che il gatto possa essere educato ad effettuare certe prove prima di avere accesso ai piaceri del palato.

Nulla nella vita è gratis

Evitare tutti i contrasti. Fate una lista di tutte le situazioni e di tutte le vostre azioni che possono causare un comportamento aggressivo del gatto e coscientemente evitatele. Se il vostro gatto vi morde per farvi alzare dal letto, chiudetelo fuori dalla camera da letto. All’inizio potreste aver bisogno di tappini per le orecchie a portata di mano per non sentire i suoi ululati o le zampate sulla porta, ma questa fase insistente del gatto dovrebbe passare in pochi giorni. Se vi morde quando lo tenete in grembo mentre lo accarezzate, non consentitegli di stare sulle vostre gambe per un po’ di tempo finché non avrà imparato le buone maniere. Imparate inoltre a leggere i segnali di avviso e razionate le vostre carezze.

Addestramento. A dispetto dell’opinione popolare, è possibile educare un gatto a rispondere a dei comandi. Il modo migliore per riuscirci è usare i “click e le chicche”. Questo tipo di addestramento è composto da tre fasi:

fase uno. Insegnare al gatto che il click è il segnale che indica che sta arrivando una prelibatezza, una chicca;

fase due. Il gatto impara che può far fare un click se lui esegue certe azioni;

fase tre. Il gatto viene premiato con un click ed una chicca solo se esegue un azione dopo che gli è stata ordinata.

Prendiamo per esempio l’azione del “seduto”. Fate un click e date una chicca al gatto senza nessuna ragione apparente. Questa fase è la cosidetta fase di caricamento del click. Poi fate un click e premiatelo se si siede, quando ciò avviene spontaneamente. Una volta che il gatto ha afferrato il concetto ed inizia ad avvicinarsi per poi mettersi a sedere in attesa di un click (e quindi della chicca), passate alla fase tre, aggiungendo uno stimolo condizionale, in questo caso il comando “SEDUTO”. Dovrebbero impararlo in tre giorni e non se lo dimenticano più. Insegnare un nuovo comando al mese è una cosa fattibile. Se seguite questi passaggi, nel tempo scoprirete che la maggior parte dei problemi di comportameto, semplicemente spariranno.

Nessun pasto gratis. Date da mangiare al vostro gatto due volte al giorno, in modo tale che abbiate il controllo di quando si nutre. All’ora della pappa un gatto dovrebbe essere affamato. Fatelo sedere prima di cliccare e di mettere a terra la ciotola del cibo. Il pranzo diventa il premio. Se non si siede, niente pappa. Se il gatto sa come sedersi a comando, questa richiesta è perfettamente corretta. Se salta un pasto o due, ciò aumenterà il suo appetito e perciò la probabilità che la volta successiva esegua l’ordine impartito. In questo modo avrete reso la pappa condizionata al suo mostrare rispetto e buone maniere. Equivale ad insegnare al vostro gatto a dire “per piacere”.

Lavorare in cambio di carezze. Le carezze dovrebbero essere razionate per mantenere il vostro gatto “affamato” di coccole. Le carezze e le attenzioni vengono fornite solo quando il gatto fa qualcosa per meritarsele, come rispondere ad un comando vocale o ad un segnale fatto con la mano. Ciò è molto indicato se il vostro gatto manifesta un’aggressività indotta dall’accarezzamento. Anche se il vostro gatto si è comportato bene, bene abbastanza da meritarsi le carezze, siate consapevoli che è una situazione che può degenerare. Sguardi di sbieco furtivi ed un eccessivo scodinzolamento significa che è il caso di smettere. Per evitare questa situazione, non prolungate troppo le vostre carezze.

Mettete via i suoi giocattoli e dateglieli solo quando ha fatto qualcosa per meritarselo. Date libero accesso ai giochi finché non se ne disinteressa, prendeteli e metteteli via, in una scatola o in un cassetto.

Razionate i giochi. Così come i giochi sono utili a far sfogare il vostro gatto, sono anche divertenti e perciò dovrebbero essere concessi solo quando il vostro gatto ne guadagna il diritto.

Non rispondere mai alla richietsa di attenzione. Fate finta di niente. Allontanatevi. Sparite. Dategli ciò che vuole solo dopo, alle vostre condizioni, solo in risposta alla buona riuscita di una “richiesta” assegnata, come sedersi, rispondere ad una chiamata, o semplicemente aspettare pazientemente.

Se il vostro gatto inizia a provare a mordervi o a comportarsi in maniera aggressiva in ogni situazione, allontanatevi dalla sua presenza per alcune ore (voltatevi, allontanatevi e lasciate il gatto da solo) oppure portate il vostro gatto in un’altra stanza per una pausa. Se l’abbandono della vostra compagnia è il risultato dei dispetti del vostro gatto, invece di trasformarvi in un grande “giocattolo” che lo premi e suona, dovrebbe presto realizzare che te significhi “affari” e che non consenti di essere vittimizzato. I gatti lo imparano. Dovresti imparare anche te.

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Vi ricordo che questo articolo riguarda i gatti che hanno problemi di comportamento e che quindi non c’è bisogno di usare questo metodo con tutti i gatti. Solo con quelli che sono bulletti in casa. Secondo me funzionerebbe anche sugli uomini.

Fonte| The Pet Place