Fiutando la via di casa

Alzi la mano chi di voi non ha letto la storia di Willow, il gatto che è riuscito a ritrovare i suoi umani a New York, dopo che si era perso nella meravigliosa città di Boulder, in Colorado. Per chi non lo sapesse è la città dove è ambientato lo storico telefilm Mork e Mindy ed anche il romanzo di Stephen King L’Ombra dello Scorpione (eh la cultura è cultura!) . Per chi non l’avesse letta può leggerla qui.

La storia è bellissima , tra l’altro non è la prima volta che ciò accade. E’ già avvenuto in Russia, in Inghilterra e chissà in quanti altri posti del mondo. La notizia ha dato lo spunto al New York Times per cercare di ipotizzare come abbia realmente fatto Willow a tornare a casa, considerando non solo che ci sono 1800 miglia di distanza, ma che oltre ai normali pericoli del mondo c’è anche un fiume come il Mississipi da attraversare. Se l’è fatta tutta a piedi o ha trovato un passaggio? Ha fatto autostop o ha viaggiato da clandestino sui treni?

La prima ipotesi è che abbia percorso solo soletto tutto il tragitto, trovando alimentazione con la caccia, nei rifiuti o semplicemente, con tutto il suo fascino, da umani inteneriti. Cinque anni, sono un tempo più che sufficiente per un gatto per percorrere tali distanze.

Rimane il problema Mississipi, come ha fatto ad attraversarlo? L’ovvia risposta “un ponte”, non è poi così ovvia. A meno che non ci sia stato, ed è questa la seconda ipotesi, un passaggio più o meno volontario di un veicolo.

La terza ipotesi è quella sulla quale in molti concordano:
1) Willow si perde a Boulder,
2) i suoi umani tornano a New York,
3) altri umani di Boulder adottano Willow,
4) anche loro si trasferiscono a New York,
5) Willow si riperde, viene ritrovato dall’Ufficio Animali Smarriti (non so se è l’esatta dizione) che attraverso il microchip lo riporta alla famiglia originaria.

A sostegno di tale ipotesi c’è il dato reale che molti abitanti del Colorado si trasferiscono nel Nord Est, circa 5 al giorno tra il 2007 ed il 2009, e che quando è stato ritrovato Willow era piuttosto ciciottello, condizione non compatibile con un gatto che s’è fatto 1800 miglia e 5 anni di vita di strada. Se volete leggere tutto l’articolo in inglese lo potete trovare qui.

Ma come fanno i gatti a trovare la strada di casa? Prossimamente lo scopriremo.

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Pubblicato il 21 settembre 2011, in News, Viaggi con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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